E che il Napoli non vince anche se Koulibaly viene graziato dal rosso.
Verissimo, a inizio anno la Juve non dico che giocava bene, ma almeno "giocava" nel senso stretto del termine.MacheteKowalski ha scritto: ↑04/03/2019, 9:10 Quasi completamente d'accordo ma aggiungo un paio di considerazioni: ad inizio anno si giocava decisamente meglio rispetto all'anno scorso (l'ho pure sottolineato ad inizio stagione), tanto che mi sono veramente convinto che sarebbe stato finalmente l'anno giusto.
Verticalizzazioni, movimenti, maggior velocità, sintomo che in estate si è lavorato parecchio sulla tattica.
Da dopo la sosta, tutto sparito, si è tornati al "gioco" merdoso dello scorso anno fatto di retropassaggi e movimenti orizzontali, senza più nessuno che attacca la profondità e con Mandzukic mai servito come a inizio anno.
É questo che mi lascia perplesso, perché non voglio credere che un allenatore a Natale dica "ok rahazzi, ora halma, si torna a giohare di merda perché c'è la shampions fra un mese". Non credo sia possibile che una squadra intera possa subire un ragionamento del genere, soprattutto ora che si è inserito un giocatore con la mentalità di Ronaldo (e non si smette di dire in conferenza "eh la mentalità di Ronaldo" "eh la costanza di Ronaldo" "eh il metodo di Ronaldo").
Io vedo un crollo drammatico delle prestazioni di Sandro e Matuidi, che stanno costantemente rallentando la manovra e perdono vagonate di palloni.
Ci sono responsabilità di tutti, sia chiaro, perché come non può essere solo Allegri il responsabile altrettanto non sono due giocatori a far giocare male una squadra, ma veramente la trovo una situazione assurda.
Con l'Atletico finisce 0-3.
In questo ultimo paragrafo, di un articolo ben scritto ed interessante io vedo spiegati tutti le discussioni di questo Topic. Soprattutto nell'ultima frase. La differenza non è tra vincere o perdere, ma tra fare calcio o subirlo. Perché quando fai calcio e perdi, almeno da parte mia non ci sarebbero lamentele. Si è giocato e si è perso. Si tifa più di prima la squadra e si prova a vincere la Champions il prossimo anno. Ma subire il Calcio altrui e Perdere è qualcosa di inaccettabile. E con Allegri tutto ciò non cambierà mai.Nel trentesimo anniversario della prima Coppa dei Campioni del Milan di Berlusconi, il Madrid è stato demolito come allora dai rossoneri di Sacchi, alimentati dallo stesso furore e dallo stesso spirito. Al di là di tifo e campanile, il messaggio partito dal Bernabeu farà molto bene al futuro del gioco: non è vero che il calcio è dei furbi, tipo Sergio Ramos che ha sbagliato clamorosamente il calcolo dei suoi cartellini; non è vero che chi ha in squadra il Pallone d’oro e i giocatori più pagati vince di diritto. Le buone idee e il lavoro duro compensano sempre la differenza di valori. Petrarca ha sculacciato Machiavelli. Il calcio, nella sua intimità profonda, è questa cosa qui che il giovane Ajax ha spiegato molto bene: è coraggio, corsa in avanti, armonia di squadra, gioco condiviso, pressing continuo, intensità a mille, tecnica raffinata, allegria offensiva. E’ questo spirito che dobbiamo insegnare ai nostri ragazzi. Massimo rispetto per la nostra tradizione difensiva e per la nostra sapienza tattica, ma non si torna più indietro. Non si può più vivere di sole ripartenze. L’Italia di Mancini e tecnici come Gasperini, Giampaolo e De Zerbi, che hanno imboccato la strada nuova, prenderanno coraggio e riferimenti dall’impresa dell’Ajax. I sorrisini ironici dei non credenti si sono diradati di colpo. Ma solo perché gli olandesi hanno vinto. In realtà non era così necessario. L’Ajax aveva già spiegato tutto ad Amsterdam, perdendo. Perché la differenza che conta non è tra vincere o perdere, ma tra fare calcio o subirlo.
Di Luigi Garlando dalla Gazzetta dello Sport

Kean non è pronto
Kean è sopravvalutato
strano
no dai davvero, la difesa è da rifare a livello di età, di cinque difensori due sono i titolari (ed entrambi oltre i 30 anni), uno è ritirato, uno è un ex giocatore e uno non vede mai il campo. Mercato perfetto 