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Smoker ha scritto: ↑03/01/2020, 13:40
La cosa più tragicomica è che in tutta questa situazione noi dovremo affidarci a LUIGI DI MAIO MINISTRO DEGLI ESTERI
In meno di dieci anni siamo passati da Trump che accusa Obama di voler dichiarare guerra all'Iran per tenersi la poltrona a Trump che smantella l'accordo sul nucleare con l'Iran, provoca il regime peggiorando i rapporti e fa saltare il culo a Soleimani. GG
Smoker ha scritto: ↑03/01/2020, 13:40
La cosa più tragicomica è che in tutta questa situazione noi dovremo affidarci a LUIGI DI MAIO MINISTRO DEGLI ESTERI
Eppure la figura di merda peggiore l'ha fatta quella merda umana di salvini.. Di maio forse starà cercando di capire quale sia la differenza tra Iraq e Iran, oppure sarà in un angolino nello scantinato della Farnesina, rannicchiato, con gli occhi chiusi e le mani a tappare le orecchie mentre ripete LALALALALALALALALALALA
Quello di Trump è tutto meno che il risultato di un terribile post-sbornia da capodanno.
Lo sgretolamento dei rapporti di forza in medioriente (che si basa letteralmente sullo sgretolamento... del medioriente e delle vite delle persone che lo abitano) ha rilanciato nuovi protagonismi in quell'area (Russia e Turchia su tutte, ma anche lo stesso Iran ha potuto esercitare un ruolo nel macello della guerra siriana dal versante sciita). Gli USA hanno pagato nel lungo periodo la disfatta politica di fatto che sono state le campagne militari di Afghanistan ed Iraq e poi l'avvento della crisi nel 2008, che, combinati, li ha costretti a subire le dinamiche politiche del medioriente piuttosto che dirigerle.
Ora Trump, che è letteralmente una testa matta, rilancia sulla politica di potenza americana.
La cosa può stupire se si osserva la parabola delle dichiarazioni di Trump, ma le dichiarazioni di Trump semplicemente non sono un elemento rilevante nella politica internazionale.
L'attacco viene in un momento cruciale dei rapporti in medioriente, l'Iraq è stato sconvolto da una sommossa popolare che ha cacciato il governo Mahdi (filoiraniano) con un bilancio di 400 morti in piazza, in Libano la rivolta che c'è stata ha avuto come sottoprodotto anche l'indebolimento dell'influenza iraniana lì, lo stesso regime in Iran è stato oggetto di numerose contestazioni.
Insomma quella degli USA è una mossa per provare a rialzare la testa in un calderone di cui avevano perso (da tempo) il controllo, intervenendo in un momento favorevole per stringere le fila con i suoi alleati storici (Israele e Arabia Saudita), il tutto anche come minaccia\allerta verso convergenze Iran\Russia\Cina più o meno reali.
Non è che se Trump ordina un attacco terroristico odioso e deprecabile, ma lo sviare l'attenzione non è una delle motivazioni centrali, allora questo attacco terroristico odioso e deprecabile è in qualche modo nobilitato eh.
Hard Is Ono ha scritto: ↑04/01/2020, 17:18
Quello di Trump è tutto meno che il risultato di un terribile post-sbornia da capodanno.
Lo sgretolamento dei rapporti di forza in medioriente (che si basa letteralmente sullo sgretolamento... del medioriente e delle vite delle persone che lo abitano) ha rilanciato nuovi protagonismi in quell'area (Russia e Turchia su tutte, ma anche lo stesso Iran ha potuto esercitare un ruolo nel macello della guerra siriana dal versante sciita). Gli USA hanno pagato nel lungo periodo la disfatta politica di fatto che sono state le campagne militari di Afghanistan ed Iraq e poi l'avvento della crisi nel 2008, che, combinati, li ha costretti a subire le dinamiche politiche del medioriente piuttosto che dirigerle.
Ora Trump, che è letteralmente una testa matta, rilancia sulla politica di potenza americana.
La cosa può stupire se si osserva la parabola delle dichiarazioni di Trump, ma le dichiarazioni di Trump semplicemente non sono un elemento rilevante nella politica internazionale.
L'attacco viene in un momento cruciale dei rapporti in medioriente, l'Iraq è stato sconvolto da una sommossa popolare che ha cacciato il governo Mahdi (filoiraniano) con un bilancio di 400 morti in piazza, in Libano la rivolta che c'è stata ha avuto come sottoprodotto anche l'indebolimento dell'influenza iraniana lì, lo stesso regime in Iran è stato oggetto di numerose contestazioni.
Insomma quella degli USA è una mossa per provare a rialzare la testa in un calderone di cui avevano perso (da tempo) il controllo, intervenendo in un momento favorevole per stringere le fila con i suoi alleati storici (Israele e Arabia Saudita), il tutto anche come minaccia\allerta verso convergenze Iran\Russia\Cina più o meno reali.
Assassinare Soleimani (ci sarà un motivo se né Bush né Israele lo hanno mai toccato), far ricompattare il regime iraniano e aprire uno scontro aperto con loro però non mi sembra la scelta migliore, in questo periodo storico e in mezzo a paesi guerrafondai poi mi sembra veramente folle. Non c'è possibilità che gli USA prendano il controllo del Medio Oriente con una guerra convenzionale e faccio anche molta fatica a credere a ipotesi rilanciate da giornalisti o addirittura psicologi come: diversivi, disturbi mentali, mantenere la poltrona (mossa troppo impopolare per considerare questa ipotesi) o per un presunto complesso di inferiorità nei confronti di Obama
Impreza ha scritto: ↑04/01/2020, 20:37
Assassinare Soleimani (ci sarà un motivo se né Bush né Israele lo hanno mai toccato), far ricompattare il regime iraniano e aprire uno scontro aperto con loro però non mi sembra la scelta migliore, in questo periodo storico e in mezzo a paesi guerrafondai poi mi sembra veramente folle. Non c'è possibilità che gli USA prendano il controllo del Medio Oriente con una guerra convenzionale e faccio anche molta fatica a credere a ipotesi rilanciate da giornalisti o addirittura psicologi come: diversivi, disturbi mentali, mantenere la poltrona (mossa troppo impopolare per considerare questa ipotesi) o per un presunto complesso di inferiorità nei confronti di Obama
Le scelte che fa uno stato non sono automaticamente le scelte migliori. A volte sono scelte più o meno obbligate.
Specialmente se si tratta di uno stato abituato ad essere la potenza dominante del mondo politicamente, militarmente ed economicamente, che per la prima volta dopo 30 anni vede profilarsi all'orizzonte delle possibili alternative alla sua leadership (la Cina).
E' la dinamica dell'imperialismo come fase storica.
L'Iran sono in un momento di debolezza e gli USA hanno lanciato un segnale, in un contesto in cui stare a guardare potrebbe anche significare lasciare spazio a odiosi rivali come la Russia o la Cina o a potenze locali incontrollabili come la Turchia di Erdogan, che già in passato ha tentato di cavalcare l'onda dell'unità politica sunnita sotto la sua egemonia, allo stesso tempo lanciando un segnale di presenza e di rinuncia al disimpegno agli alleati (I'Entità Sionista e l'Arabia Saudita).
Hard Is Ono ha scritto: ↑04/01/2020, 20:53
Le scelte che fa uno stato non sono automaticamente le scelte migliori. A volte sono scelte più o meno obbligate.
Specialmente se si tratta di uno stato abituato ad essere la potenza dominante del mondo politicamente, militarmente ed economicamente, che per la prima volta dopo 30 anni vede profilarsi all'orizzonte delle possibili alternative alla sua leadership (la Cina).
E' la dinamica dell'imperialismo come fase storica.
L'Iran sono in un momento di debolezza e gli USA hanno lanciato un segnale, in un contesto in cui stare a guardare potrebbe anche significare lasciare spazio a odiosi rivali come la Russia o la Cina o a potenze locali incontrollabili come la Turchia di Erdogan, che già in passato ha tentato di cavalcare l'onda dell'unità politica sunnita sotto la sua egemonia, allo stesso tempo lanciando un segnale di presenza e di rinuncia al disimpegno agli alleati (I'Entità Sionista e l'Arabia Saudita).
Condivido sull'imperialismo e in parte sulle "minacce a Cina/Russia (anche se continuo a pensare che la Cina continuerà a farsi gli affari suoi). Resta il fatto che per me, da un punto di vista strategico, sarà un fallimento peggiore delle invasioni di vent'anni fa e a mio avviso i rischi (destabilizzare ancora di più la situazione in Medio Oriente e incrinare i rapporti internazionali) non valgono la candela.