Guarda, a me fino alla dipartita di Moriarty è piaciuto un sacco, ma comunque a cuor leggero ho gradito pure il resto senza problemi, perché alla fine è uno show che sa sempre essere coinvolgente in qualche modo. Poi però a mente fredda l'opinione cambia.
Innanzitutto diciamo che sta serie ha spesso avuto problemi di coerenza o forzature nello storytelling, e questo è innegabile, diciamo che si regge soprattutto sulla parte tecnica, sull'immensa bravura dei due protagonisti e su "momenti" (allucinazioni, dialoghi, il discorso di Moriarty alla fine della stagione 1 ad esempio è uno dei momenti più alti - imho). Sherlock intuisce cose in modo realisticamente impossibile, ma ok ci sta, fa parte della serie e del personaggio stesso. Però ecco, io trovo che la serie rispecchi il suo personaggio omonimo: i suoi momenti migliori, ma soprattutto quelli peggiori arrivano quando si crogiola troppo nella sua - presunta - brillantezza o, come dicevo, si prende troppo sul serio. Tipo boh, la scena in cui Sherlock vede Moriarty alla fine dell'episodio del mastino di Baskerville è il primo esempio che mi viene.
Sherlock è, senza dubbio, un personaggio egomaniaco e pretenzioso, e così è la serie stessa. Spiace dirlo, perché davvero spesso ha avuto grandi potenzialità, anche per sviluppare il protagonista come character (e leggermente ci si arriva alla fine), ma son stati commessi errori grossolani, perché tanto andava bene così. Anche per il pubblico, a quanto pare. Certo, non siamo ai livelli di automasturbazione di Lynch, anche perché non avrebbero nemmeno le basi per farlo, però certe volte ci andiamo vicino.
In tutta la quarta stagione, a parte una mancanza di senso globale, sembra che tutto sia messo lì per poi passare all'elemento successivo, come se niente fosse successo. Prendiamo giusto l'ultima puntata, un clusterfuck assurdo, ma la scena più bella (nonché una delle poche cose buone) è quella in cui Sherlock deve costringere Molly a dirgli "ti amo" oppure morirà. Maledizione, è scritta benissimo dal primo all'ultimo secondo, a dimostrazione che se vogliono sanno scrivere. Ma poi? Molly non muore e Sherlock l'ha solamente distrutta un po' di più, e pure se stesso, per niente. E finisce lì, fa male al momento, ma non ci sono conseguenze per nessuno dei due. Si passa alla scena successiva, e Molly è di nuovo relegata all'assistente infelice e abbandonata. Anzi, alla fine sorride come se niente fosse accaduto. E stessa cosa per Watson che si dimentica i sensi di colpa per la morte della moglie e Sherlock che supera la dipendenza da droghe come se niente fosse. Almeno, nell'ultimo episodio non si avverte nulla di tutto ciò, a parte vedendo l'ultimo DVD lasciato da Mary alla fine (e anchebbasta, in ogni caso).
Parlando ancora dell'ultima puntata, visto che rispecchia il problema di tutta l'ultima stagione, è davvero più facile trovare le poche cose sensate che quelle imbarazzanti. Vero, come dicevo, è una serie fatta talmente bene che spesso ci passiamo sopra (e quello è il problema), ma qua onestamente ho perso pure la sospensione d'incredulità.
Sherlock & co. che si infiltrano a Sherrinford chissà come, non si capisce come Eurus finisca lì in primo luogo, Sherlock che assume un clown per spaventare Mycroft. Boh. E questi son gli esempi più banali eh, ma riassumiamo il tutto: Eurus mette in moto un piano da tipo 5 anni prima, ammazza gente per "punire" il fratello, il quale viene praticamente torturato psicologicamente, poi si rende conto che voleva solo affetto... e vivono tutti e due felici e contenti. Eurus che tra l'altro sarebbe capace di manipolare chiunque a far qualunque cosa (a quanto ci viene raccontato), predice attacchi terroristici leggendo qualche riga su Twitter, e invece deve elaborare tutto sto bendiddio e ammazzare 6 persone per farsi voler bene dal fratello. E quando i capricci finiscono, si scopre che voleva soltanto che qualcuno capisse che in realtà lei era la "bambina sull'aereo".
Cioè, non so... ripeto, c'è una mancanza di senso in generale, e si avverte, e pure qui è un peccato perché la storia sarebbe pure interessante. E lungi da me il voler "spiegare qualsiasi cosa" per forza, non son proprio il tipo altrimenti non guarderei Twin Peaks, per dire; il mistero è bello e deve esserci, ma qua c'è nel senso sbagliato. Oh, meglio di così non saprei spiegarmi.
Cose positive, la telefonata come ho già detto, tutto Mycroft in generale 'sto giro ("Which one's pain?", o la scena in cui tenta di convincere Sherlock ad ammazzarlo), qualche conversazione tra i tre, e la performance di Sian Brooke pure. Perché l'ho detto, pure nei momenti peggiori "Sherlock" sa essere brillante e sti stronzi lo sanno. Però sì, segarsi su ste cose è facile, ma il grand scheme di tutto ciò è veramente deludente, se poi penso che nella prima stagione ad esempio si erano impegnati un tantino di più per scrivere qualcosa di qualità.
A me onestamente, a parte aver goduto il momento, resta un senso di occasioni sprecate e di delusione in generale. Poi oh, probabilmente me la riguarderò anch'io, anzi sicuramente, e godrò pure. Però se devo criticare oggettivamente tralasciando le emozioni personali, questo è.