salettone ha scritto: ↑17/11/2022, 14:40
Ma anche no.
Mai detto, e neanche pensato.
Tu lasci capire che per intavolare la trattativa, la base su cui costruire la stessa starebbe nel convincere l'Ucraina a fare delle concessioni alla Russia.
Da qui nasce un quesito: perché lo sforzo diplomatico non si può concentrare sul far rinsavire i capoccia del Cremlino e convincerli a mettere fine ad un'aggressione ingiustificata e ingiustificabile?
Perché non esiste una trattativa se si parte dal presupposto che al nemico non si concede nulla. Infatti, cos'hanno detto gli americani a Zelensky? Di avanzare delle proposte credibili, cioè che tengano conto che qualcosa di quello che vuole Mosca glielo si dovrà dare. Da qui non si esce, se si vuole una soluzione diplomatica del conflitto. E dato che Zelensky è un leader eletto e molto ascoltato dal suo popolo, deve iniziare a dire agli ucraini le cose come stanno esattamente.
Sullo sforzo diplomatico poi c'è una parentesi enorme da aprire perché, almeno in questo momento, i paesi che possono fare pressioni sulla Russia sono tre: Turchia, Cina e India. Ognuno di questi paesi però sta giocando una partita diversa e ha altri interessi da far valere; tipo, tu pensi che a Erdogan dispiaccia questa situazione che gli ha ridato centralità politica e ha portato le ricchezze degli oligarchi banditi dall'Europa in Turchia? Io dico di no. Oppure, Cina e India secondo te sono dispiaciute dall'eventualità di essere gli unici mercati di sbocco rimasti a un grande produttore energetico come la Russia? Io dico di no, e vogliono marciarci sopra per guadagnare tanto dai rapporti commerciali con la Russia, quanto da quelli con l'Occidente.
L'Unione Europea la pressione che poteva fare sulla Russia già la sta mettendo in campo con la crisi del gas, mentre gli Stati Uniti da sempre hanno scarsi legami commerciali con Mosca quindi la loro parte la stanno facendo aiutando pesantemente l'Ucraina in camp militare con intelligence e armamenti.
Tutto questo per dire che sì, con tutte le pressioni del mondo che puoi fare, qualcosa a Mosca si dovrà concedere se il conflitto non si risolve militarmente. Posizioni tipo: prima i russi devono ritirarsi e poi trattiamo, sono assurde, perché totalmente slegate dalla realtà. Se i russi si ritirano è perché hanno perso la guerra(attenzione, sottolineo per evitare fraintendimenti, se dovesse succedere io ne sarei felice). A quel punto non servirebbe neanche trattare. Allo stesso tempo, una risoluzione militare della guerra totalmente a favore dell'Ucraina è improbabile e non lo dico io, lo dice il Pentagono. Il rischio quindi è quello di far durare questa guerra ancora mesi o anni senza che nessuno riesca a prevalere e con rischi per la sicurezza mondiale, danni economici incalcolabili e migliaia di morti da entrambe le parti, senza contare i civili.
Per questo io mi sono sempre dichiarato dal primo giorno di guerra(e chi ha seguito tutta la discussione sa che la mia posizione è stata lineare e coerente) a favore di una trattativa che recepisse anche alcune richieste russe e non per una particolare simpatia nei confronti di Putin, ma semplicemente perché se si vogliono fermare le armi, ci vuole la diplomazia. La strategia dell'invio delle armi ha bilanciato una situazione inizialmente impari e adesso anche spostato l'ago della bilancia leggermente verso l'Ucraina. Ad oggi, però, o la Nato fa un passo ulteriore che non vuole fare(intervento diretto e/o No-Fly Zone, che sarebbero, queste sì, l'inizio della Terza Guerra Mondiale) oppure, sempre come dice il Pentagono, la situazione sul campo non permette di immaginare uno scenario in cui l'Ucraina possa ottenere un successo decisivo.