MacheteKowalski ha scritto:Si però date sempre per scontato che squadra forte = vittoria in Champions.
Il Barcellona negli ultimi due anni è stato preso a cazzi in faccia da Juve prima e Roma (ROMA) poi. E hanno Messi eh, non Caputo.
Il Bayern sono 5 anni che non ci va nemmeno vicino a vincerla, per non parlare delle inglesi che, ad eccezione del Liverpool lo scorso anno, sono 7 anni che non si avvicinano ad una finale.
Poi se pure gli scudetti ora non hanno più valore mi spiace ma alzo le mani.
Io sono il primo che scambierei un paio di scudi per la coppa, ma la vittoria finale non è certa nemmeno se avessimo Messi e Ronaldo insieme.
Ma io non dico che gli scudetti non hanno valore, anzi, altrimenti non mi guarderei tutte le partite della Juve, anche quelle con squadre di bassa classifica e mi limiterei a vedere le partite più importanti e la Champions.
Io dico un'altra cosa e cioè che sostenere che Allegri fa un buon lavoro solo perché vince in Italia è riduttivo e che il 95% degli allenatori in circolazione potrebbe vincere in Italia allenando la Juve. Qualcuno potrebbe dirmi che anche in Germania, dove tutti dicono che il Bayern vince a mani basse senza quasi giocare, basta un attimo di distrazione per finire 9 punti dietro al BvB. Ma a questo punto io vi chiedo: in Italia chi sarebbe il BvB? Per talento passato direi la Roma, che però ha venduto veramente troppo negli anni. Per organizzazione societaria direi il Napoli, che però paga l'impossibilità di fare un affondo decisivo sul mercato per provare a colmare ulteriormente il gap con la Juventus.
In pratica la Serie A, può piacere o meno, ma negli anni è diventata una Ligue 1. Con una squadra al comando nettamente superiore alle altre per organizzazione societaria, parco giocatori, peso internazionale, capacità di fare mercato, etc.
L'Inter sta provando a colmare il gap, e l'arrivo di Marotta va in quella direzione, ma inizia oggi un'esperienza che la Juventus ha intrapreso quasi 10 anni fa. E l'Inter è forse quella che sta più avanti in Italia.
Quindi ben vengano i successi in Patria, che per noi Juventini sono sempre stati parte centrale delle nostre vittorie. Però ora è arrivato il momento di iniziare ad affermarci in Europa e affermarsi in Europa significa non soltanto vincere la Coppa dalle Grandi Orecchie, ma incominciare a proporre un certo tipo di calcio che, vuoi o non vuoi risulta vincente. L'arrivo di CR7 va in quella direzione, l'internazionalizzazione della Juve. E secondo me, ora come ora, l'ultimo ostacolo a questo processo è rappresentato proprio dall'allenatore che perpetua nel proporre un canovaccio di gioco anacronistico e notoriamente perdente negli ultimi anni europei.
Poi se quest'anno dovesse finalmente arrivare la vittoria in Champions ne sarei lieto, andrei per strada a festeggiare, ma di sicuro non salirei sul carro di Max. Gli farei i complimenti, quello si, ma personalmente proprio non mi rivedo nel suo mondo di intendere il calcio.