KaiserSp ha scritto: ↑17/11/2022, 11:20
l'ucraina ha la possibilità di rispondere ai cannoni con i cannoni e riprendersi tutto tutto tutto?
Questo è il nocciolo della questione. Credo che al momento la risposta non ce l'abbia nessuno, nemmeno le parti in causa, e nessuno si siederà a nessun tavolo finché non sarà chiaro almeno in linea di massima questo punto.
Facendo i dovuti condizionali e periodi ipotetici visto che l'informazione in guerra è quel che è, sembra che i russi stiano evacuando i civili da Severodonetsk. Se davvero il fronte sta arrivando da quelle parti, significa che la controffensiva a nord è arrivata bene o male in prossimità al "confine di fatto" di febbraio (Severodonetsk è stata una delle prime città dove si è combattuto, tanto che nel 2014 è stata per qualche mese in mano russa).
Quindi sostanzialmente:
- Il ritorno allo "status quo" di febbraio sulla linea Donetsk-Luhansk sembra non dico prossimo, ma quanto meno fattibile e realistico. Se escludiamo i territori costieri, bene o male si sta combattendo dove si combatteva all'inizio della guerra.
- La zona costiera (Melitopol, Mariupol ecc. ecc.) è già più complicata, perché quella di trasformare il Mar d'Azov in un lago interno è una priorità russa da tipo sempre, a maggior ragione post-2014 per assicurarsi un comodo corridoio per la Crimea. Stiamo comunque parlando di città e zone che fino a pochi mesi fa erano ucraine senza troppe discussioni, dove i russi hanno incontrato una resistenza piuttosto feroce e che in definitiva sarebbero problematiche per i russi anche se Zelensky alzasse bandiera bianca domani. Ripeto, difficile ma in caso di sfondamento militare non impossibile.
- Il resto del Donetsk-Luhansk, rispettive capitali comprese, lo vedo ancor più difficile. Certo, per l'Ucraina a livello economico è fondamentale, ma stiamo comunque parlando di zone non solo demograficamente russe, ma che sono state sotto occupazione ormai per 8 anni. Non so come sia la situazione sul campo, per carità, e probabilmente fuori da chi ci vive non lo sa nessuno. Magari 8 anni sotto Putin hanno esasperato tutti e non vedono l'ora di riunirsi alla madrepatria, magari sono stati tutti deportati e sostituiti da siberiani lobotomizzati con effigi di Stalin in casa, fatto sta che sono comunque zone de facto russe da 8 anni e quindi realisticamente riconquistarle non dovrebbe essere precisamente uno scherzo.
- La Crimea al momento se non è fantascienza poco ci manca. A parte che le rivendicazioni russe su di essa sono fondate, a parte che c'era già un'importante presenza militare russa prima del 2014, a parte che la maggior parte della popolazione era effettivamente filorussa (almeno prima del 2014, ora non so), per il Cremlino è di importanza fondamentale.
Chiaramente è ancor più fantascienza l'estremo opposto, ovvero riconoscere di fatto i "referendum di annessione", non tanto perché fossero una farsa ma perché includevano territori che non sono stati occupati dai russi neanche per un singolo secondo. A meno di una ripresa sfolgorante dello sforzo bellico russo, siamo nel campo dell'ucronia.
Le scale di grigio su cui discutere la pace (almeno a livello territoriale, lasciando per il momento fuori NATO, questi economiche, ecc. ecc.) sono quelle di cui sopra. Il problema è che tuoneranno ancora per parecchio i cannoni, giusto per determinare a quale punto della scala ci fermeremo (lieto di sbagliarmi).