Strano che la Zharkova (

) parli proprio dell’Italia a un passo dalle elezioni. Strano anche che Salvini abbia cambiato improvvisamente idea sulle sanzioni. Non sapevo neanche che Biden desse ordini perentori alla von der Leyen che poi gira gli ordini a Draghi, è sempre illuminante prendere lezioni di geopolitica dalle istituzioni russe

Mica come loro, che vivono in un paese libero dove le decisioni vengono prese democraticamente.
Non sapevo neanche che per l’Italia fosse meglio uscire da Ue e Nato, che futuro roseo ci attende
Non sapevo nemmeno che le sanzioni fossero dirette a noi stessi e che Putin non sia minimamente scalfito. Sarà forse che noi lasciamo parlare anche i dementi mentre la Banca Centrale russa e la loro agenzia di statistica non pubblicano più alcuni dati e non si sa quale sia precisamente la verità?
Il mercato finanziario russo è stato chiuso per settimane. Una marea di aziende occidentali ha chiuso le proprie sedi e hanno lasciato per strada un sacco di gente. A inizio anno c’era un deflusso di investimenti di 15 miliardi di dollari, chissà quant’è adesso. Le aziende che operano sul territorio non possono più importare da noi materie prime, e non possono nemmeno vendere i loro prodotti. Import ed export sono calati di oltre un terzo. Quindi ancora calo della produzione, dei fatturati, gente lasciata a casa, un disastro. Il settore automobilistico ha subito un calo della produzione del 60% (che è sempre un bell'indicatore sulla salute di un'economia). Sono obbligati a pagare le armi alla Corea del Nord perché non possono più importare le nostre tecnologie, cosa che ha bloccato i processi produttivi anche di altri settori. La compagnia aerea Aeroflot si è ridotta a smontare i propri aerei per trovare pezzi di ricambio. La gente ora dovrà comprare auto senza airbag e sistemi antibloccaggio perché non hanno più la capacità di produrli. Fanno fatica a diffondere il 5G. Gli oligarchi non possono viaggiare da noi e hanno i beni congelati. Senza parlare delle banche russe che non accedono più ai nostri mercati, e poi il blocco dello SWIFT (a parte Gazprombank) e delle transazioni dalla Banca Centrale russa così che il Paese si ritrova con più della metà delle riserve internazionali (oltre 300 miliardi di dollari) congelata, che non può usare per fornire fondi alle banche per limitare gli effetti delle altre sanzioni. E concludiamo con una bella inflazione al 22%.
Detto questo, il PIL è calato ma meno del previsto e il rublo ha reagito bene, grazie al raddoppio dei tassi di interesse e il controllo dei capitali, e perché la loro economia era già più isolata rispetto a quella occidentale, e anche perché continuiamo a dipendere da loro per l’energia. Ma sforzarsi un minimo di guardare alla complessità ogni tanto può far bene.