KanyeWest ha scritto:Prima tornata di domande perché sto fine settimana sono in montagna e potrei non avere la connessione, ne arriveranno altre anche se sicuramente meno serie
-se non ho capito male ti stai incentrando su un orientamento cognitivo-comportamentale: cosa pensi di Aaron Beck? Io ho letto questo lo scorso anno, penso sia un caposaldo della psicoterapia moderna
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-passando un attimo alle neuroscienze (che è l'area che mi sta interessando di più) e ricollegandomi alla interessantissima domanda di Hard Is Ono, cosa ne pensi del riduzionismo imperante utilizzato sia in ambito di ricerca che in quello didattico? Mai letto niente di Kandel (

)?
1) sì mi sono dato alla cognitivo-comportamentale... ma come paziente, non come dottore
Sostanzialmente sono depresso clinico da tipo 6 anni (ah, i cliché), proprio Beck ha cominciato a utilizzare il suo metodo su pazienti depressi ed è andata bene, qui entro in gioco io.
Adesso, per convinzioni personali (mischio un po' con la domanda successiva sulla dinamica, mi sembra di capire che la vediamo in modo abbastanza simile) credo che una cura basata sull'inconscio sia, per molti aspetti, una specie di esercizio di stile.
Noi accademici barbuti e zecche conosciamo tutti più o meno bene come funziona la testa di una persona, dove nascono i problemi e quali sono le sue principali paure, sappiamo che l'inconscio, per quanto sia oscuro e impenetrabile, altro non è che una serie di meccanismi sommersi che tengono la "macchina" in funzione e sono al servizio della macchina, e in quanto processi fisici anch'essi sono soggetti, come tutto il resto di... tutto, lel, al cambiamento.
Nel momento in cui uno psicologo si mette il cappello da stregone e spiega per filo e per segno al paziente tutto quello che accade nella sua testa ha fatto un bel passo in avanti, ma in definitiva non ha dato al paziente reali strumenti per combattere la malattia. Anzi, forse si è appropriato di una lotta che il paziente sente di non essere capace di affrontare e che, a un certo punto delega allo psicologo in quanto più esperto.
Ecco, credo che prendere in prima persona, in maniera CONSCIA ed attraverso esercizi la lotta alla malattia faccia benissimo al paziente e possa renderlo un pochino più forte. Chiaro che è sempre dovere del dottore offrire questi strumenti e dirigere gli esercizi, ma è il pensiero razionale del paziente a mitigare le botte di pensieri negativi ed è un'abilità che una persona depressa non crede di avere.
Questo detto soprattutto da paziente.
2) purtroppo ho letto solo stralci di Kandel per studio, sicuramente è nella Lista Delle Cose Da Fare Appena Riesco Ad Alzarmi Dal LettoTM.
Ho anticipato parte della risposta nel post un po' più su, credo che, specificando BENE che si tratta di conoscenze generali e il particolar e può sempre riservare sorprese, va bene ridurre tutto alla soluzione più immediata.
Per fare un esempio concreto: sappiamo che ci sono piccole parti del lobo temporale che sono deputate al riconoscimento di oggetti specifici, tipo c'è un area che riconosce le auto, una per gli edifici e roba così, e che queste parti in genere sono più grosse a sinistra perché nell'emisfero sinistro si concentra il linguaggio, ed è una conoscenza che va bene, in genere è vero.
Succede però che, nelle situazioni nuove, in cui non abbiamo esperienza, gli oggetti vengono analizzati di più a destra, pur essendo, mettiamo, sempre un'auto che di solito viene riconosciuta a sinistra.
L'informazione che avevamo prima resta buona, l'importante è dire allo studente guarda, abbiamo compartimentalizzato per organizzare le conoscenze, ma il cervello è come gli Agnelli, ha le mani in pasta dovunque e tutto è collegato. Butti giù una tessera e cade tutto.