Yourself is Steam ha scritto:
Ho sbagliato tempistica probabilmente.
Sì, decisamente sì.
Il punto è che The Wire non te l'hanno recensito abbastanza. Non è un banalissimo "addentrarsi profondamente nella società", è finire di colpo a
vivere con le persone [non personaggi] e la realtà di Baltimora, che poi riflette la società americana e tutto il sistema occidentale. Ma della serie che tu non puoi mai aver avuto un'esperienza così completa, attraverso uno schermo.
Perchè è incatalogabile.
Io Six Feet Under non l'ho ancora visto. Me lo sto conservando, da anni.
Apposta.
Però, anche se dovesse stravolgermi, e lo farà, la percezione di ogni altra cosa vista prima, io già da adesso a priori mi consiglierei la presa di coscienza che è The Wire. Perchè se SFU ha demolito determinati schemi, è opportuno che tu sappia che The Wire, non ha neanche quegli stessi schemi. Non ne ha proprio. Anzi, è proprio la dissociazione da tutti quei determinati meccanismi che hanno sempre afflitto i normali Serial a renderla una delle opere migliori di sempre.
Se SFU ha sconvolto i canoni pre-esistenti, e la società annessa, The Wire è quella che invece l'ha messa davvero, ma davvero, a nudo.
Non so se mi sono spiegato.
Perderselo è un peccato. A volte, anche dopo aver fatto il salto che ti ha "portato dall'altra parte", non è necessariamente sbagliato tornare indietro.
A me è andata di culo [cioè no, è che me la sono "gestita bene"], nel senso che ho visto il Plus Ultra del "Vecchio Mondo", prima di immergermi nel "Nuovo". A te occorre il processo inverso, però non vederlo assolutamente come un "declassarsi". Cioè, se SFU è davvero quello che mi dici, The Wire è l'unica cosa, del mondo "pre-copernicano", che può mantenerti sullo stesso livello.