ho appena letto le due pagine a cui fai riferimento e la mia curiosità verteva proprio sulla tua possibile interpretazione del "turning point". Trovo perspicace il concetto di "underdog" millantato ma mai incarnato (tant'è che non ha dato i suoi frutti nello scontro finale in cui l'underdog dovrebbe superare il limite delle proprie possibilità).
Ora con Tiger è venuto fuori questo auspicabile monito di Piper e, a giudicare dal tuo ragionamento, ci si apre la prospettiva di un nuovo percorso: Cena in cammino sul percorso impervio della sconfitta più che plausibile.
Quanto sarà capace John di reggere quest'interpretazione e abbandonare l'esasperato buonismo che ne rovina gli intenti?
Troppo spesso l'ho visto tornare sui suoi passi, decisi ma allo stesso tempo cortesi e poco smaliziati.