Rispondo solo a questo, il resto lo lascio giustamente a Misterraza.Greg Valentine ha scritto: Secondo punto: banalizzazione di un'emozione. Mi soffermo soprattutto a quel "25 minuti di ottimo wrestling" (questo perchè scusate, ma del sangue - "Really?" - vorrei sorvolare), chiedendoti cos'è il wrestling a questo punto. Perchè per me, il wrestling, quello WWE poi, è quanto visto domenica notte. Il wrestling, inteso univocamente, è quello puro, e mi ha fatto sorridere chi diceva "io preferisco il wrestling", dato che per me l'unico che potrebbe fregiarsi di tale nomea (wrestling) è solo quello della pionieristica di inizio '900 fino agli anni 50/60 (e nemmeno). Il resto sono le differenze di prodotto. Al massimo potrei desumerne che ormai il wrestling sia diventato maggiormente quella "spettacolizzazione della lotta fine a sè stessa", e la WWE è stata interessata ad un tale risultato (che non vuol dire offrire scarsi matches di wrestling) poche volte nella propria storia (le mille volte dette New Generation e inizi '00), ma è ben chiaro a chiunque la segue da un po che le priorità, e la volontà degli ideatori è sempre stata indirizzata verso altri risultati.
Tu parli di banalizzare un'emozione. Io però inverto il concetto: eccessiva enfatizzazione.
Inutile girarci attorno, le emozioni sono il pane di questa disciplina, a prescindere da come queste arrivino. Tuttavia non è solo emozione e sentimento. Il wrestling, analogamente alla letteratura, al cinema, al teatro e alle più disparate forme di intrattenimento, presenza un plot che va analizzando seguendo un preciso filo conduttore, che alla fine ne determina la caratura e l'efficacia.
Tu mi parli di innovazione, di dinamicità nell'espressione del messaggio, io posso anche darti ragione, ma... C'è un ma. Sulla storia in sé del match se ne può discutere, ma penso che entrambi l'abbiamo compresa ed è il motivo per cui entrambi abbiamo apprezzato un match che in termini di workrate non è assolutamente rilevante. È stata una bella storia, cruenta e molto significativa, tuttavia voglio muovere due appunti:
1) l'incontro per me è nient'altro che un preludio, un biglietto da visita per una macchina distruttrice che torna e dimostra la sua ira funesta in tutto il suo splendore. Non voglio banalizzare il significato, semplicemente ridimensionare la storicità dei fatti; non siamo di fronte al vero match tra Cena e Lesnar, la contesa tra vecchio e nuovo - interessante stabilire chi sia uno e chi l'altro -, il ritorno del dominio del dolore oppure l'affermazione della new era. L'extreme rules match tra i due è solo un piccolo tassello di ciò che dovrebbe essere il piano finale, una contesa che sacrifica intrinsecamente parte della sua qualità ai fini di una storia superiore, che si discosta dalla valutazione del match e costruisce gli attori per l'atto successivo. Il dominio totale della contesa di Brock per me non può essere definito un classico, sicuramente un momento storico ma non una pietra miliare di wrestling lottato - come invece lo è Andrè/Hogan, a scanso su equivoci sul workrate -, è "solo" la base per ciò che dovrebbe davvero rappresentare lo showdown che passerà ai posteri.
Ecco il perché del paragone con Jericho/Punk, il quale invece rappresenta davvero la chiusura di un cerchio (o almeno pare), 25 minuti di lotta serrata che riassumono la faida tra i due e si evolve in uno spettacolo intenso e pieno di emozioni.
Jericho/Punk è ottimo wrestling, Cena/Brock è ottimo wrestling. Hanno solo funzioni diverse, laddove uno gode giustamente delle luci della ribalta, l'altro deve fare il lavoro sporco.
Tornando al discorso di base sulle "emozioni", trovo che si sia gonfiato il valore narrativo di Lesnar/Cena un po' per i motivi che ho elencato precedentemente, un po' perché dietro Lesnar c'è un forte vento nostalgico.
Per terminare il punto faccio un piccolo esempio, da non prendere alla lettera. Goldberg in WCW ha costruito una carriera sui massacri, e quando è arrivato il turno dei top players ecco che sono nati i cosiddetti momenti storici. Eppure penso che Goldberg il grande classico non l'abbia mai tirato fuori dal cilindro, e i match che ricordo più volentieri di lui sono quelli che si sono distanziati da questo canovaccio, vedi DDP e Bret Hart.
2) La conclusione. Mi ha lasciato con l'amaro in bocca, e non mi riferisco al vincitore, ma all'epilogo stesso. Trovo che l'incontro (che reputavo da 8, scadendo in voti numerici) sia stato in parte affossato da un finale veramente discutile, che danneggia entrambi i contendenti. Lesnar viene ridimensionato drasticamente, non certo per il numero di mosse con cui viene abbattuto [una simile combo avrebbe steso chiunque], ma proprio simbolicamente parlando, una potenza che più che un adulto egocentrico conscio di avere un potere immenso tra le proprie mani, ora mi ricorda più un bambino capriccioso, e sì, questa è davvero una banalizzazione del suo character. Ma Cena per me ne esce molto peggio, non capisco assolutamente come possiate acclamarlo come eroe e martire, per me è semplicemente un fortunello, un pover'uomo travolto da una tempesta che miracolosamente riesce ad uscirne vivo. Parliamoci chiaro, siete davvero convinti che John Cena abbia vinto, o piuttosto è stato Lesnar a perdere con se stesso? Il finale avrebbe potuto essere sensato se non fosse che cozza completamente con l'evoluzione del personaggio del wrestler di Boston, che per me incappa di una brusca fermata.
Sulla mia interpretazione della Next Big Thing non ero nemmeno così convinto, però il RAW successivo mi ha confermato sia la sua chiave di lettura, sia quella di Cena.
Come puoi vedere non ho mai brutalizzato il loro match come uno squash (cosa che effettivamente è stato, ma questo sì che sarebbe banalizzarne il senso), né tantopiù negato i meriti narrativi, semplicemente penso che l'emozione abbia un po' ingigantito la cornice. Per fare un paragone, mi ricorda lo Stamford Report negli ultimi 4 match dell'Undertaker: giudizi genuini che di cui posso comprendere la pazialità, ma assolutamente non condividere.
Comunque, rivedendo un po' i miei giudizi ho cambiato opinione sulla scala gerarchica dei match. Nonostante trovo che Bryan/SHeamus sia stato un incontro davvero bello, non posso togliermi dalla testa che si potesse fare molto di meglio con poco. Jericho/Punk merita l'oro perché ha saputo mantenere il ritmo acceso dall'inizio alla fine, ha avuto una cornice più significativa e soprattutto il climax finale è stato un'escalation di emozioni, mentre il confronto per il WHT ha sofferto un po' sotto questo aspetto.