Questo tecnicamente si chiama catenaccio.. Di solito lo fanno le squadre che incontrano avversari più forti...The Barman ha scritto:
secondo me sei tu che dicendo così, dimostri di saper davvero poco di calcio(non che ci sia nulla di male èh).... ti spiego:
per "analizzare" quello che fino ad adesso abbiamo chiamato catenaccio (ma che in effetti come puntualizza 12x andrebbe chiamato calcio reattivo, perchè quello che spesso fa Mourinho è per la precisione il secondo) direi di prendere in esame l'Inter del campionato 2009-2010, visto che mi sembra la squadra che più di tutte e meglio ha interpretato l'idea "Mourinhana" di calcio.(ovviamente la cosa è tantissimo semplificata, altrimenti dovrei stare a scrivere fino a dopodomani)
L'inter(nei cosiddetti "big match") giocava così: pressava basso, in modo che la squadra avversaria salisse con un gran numero di giocatori, si difendeva attentamente con la quasi totalità della squadra(capitava di vedere l'Eto'o o il Balotelli/Pandev di turno a recuperare un pallone appena davanti alla propria area...) e una volta recuperato il pallone ripartiva velocemente, cercando di arrivare avanti col minor numero di passaggi possibile, grazie specialmente alle splendide verticalizzazioni di Sneijder, non dando il tempo alla difesa avversaria di riposizionarsi, avendo così delle ottime occasioni, spesso concretizzate da un Milito che particolarmente quell'anno(ma anche ora non scherza) ha mostrato un cinismo davvero incredibile.
Poi se vogliamo definirlo "calcio reattivo" va bene, come il vecchio contropiede che adesso si chiama ripartenza...
Il 70% dei gol che segna il Barcellona nascono dalle palle recuperate ed è per questo che il Barça tende a tenere il pallone così tanto e così in alto.. Il calcio è roba semplice, basta non mettersi a cambiar nome alle cose a seconda delle convenienze..The Barman ha scritto:prendiamo invece quella che oggi è l'idea di calcio più "in voga"(giustamente, visti i risultati recenti) ovvero quella del Barcellona:
il gioco del Barca si basa sul fare il maggior possesso palla possibile, attraverso delle serie prolungate di passaggi orizzontali, ottenendo così queste due "cose": dal punto di vista difensivo, non lasciando il pallone agli avversari non gli si lascia nemmeno la possibilità di attaccare, dal punto di vista offensivo avendo sempre il pallone si ha la possibilità di aspettare che si creino(scritto così sembra che sti spazi nascano dal nulla, ovviamente sono frutto di movimenti senza palla degli attaccanti, errori dei difensori nello spostarsi rispetto allo spostamento della palla etc...) degli spazi nella difesa avversaria, passando per i quali si cerca di andare in gol(ed inoltre avendo tanto la palla si hanno tante occasioni!). quando la palla è agli avversari i giocatori del Barcellona pressano altissimi, per lo scopo gia detto di lasciare il pallone il meno tempo possibile agli avversari e di riprendere il possesso della palla il prima possibile.
magari tu avessi semplificato e basta...The Barman ha scritto:(vabbè ho semplificato davvero un saccone, ci sarebbe un sacco di precisazioni e correzioni da fare, ma sto gia dilungandomi come un John Holmes così...)
Non si tratta di coraggio ma di TESTA e PIEDI..The Barman ha scritto:ora visto che parli di "non avere le palle", ci vuole coraggio a lasciare volutamente il gioco in mano agli avversari? Sì
ci vuole coraggio a lasciare volutamente entrare palla al piede gli avversari nella propria metà campo? Sì
ci vuole coraggio a fare rapidamente dei difficili passaggi verticali rischiando così di perdere la palla? Sì
e ci vuole coraggio a fare, per quanto semplici, un infinità di passaggi orizzontali rischiando che prima o poi gli avversari rubino la palla?Sì
ci vuole coraggio ad attaccare con la quasi totalità della squadra rischiando così di subire dei velenosi contropiedi? Sì
ci vuole coraggio, una volta persa la palla, a correre verso il possessore di palla anzichè correre indietro? Sì
(e potrei andare avanti con i "ci vuole coraggio"...)
nel Barcellona di Rijkaard i vari Xavi e Iniesta erano le riserve e la squadra giocava come le altre sfruttando le genialate di Ronaldinho ed Eto'o.
Arriva Guradiola e mette la squadra nelle mani di Xavi, Iniesta e Messi e una partita dopo l'altra quei tre dimostrano di avere dei piedi pazzeschi ed una testa fenomenale (Guarda come gioca Xavi, è l'unico calciatore che io abbia mai visto che non guarda MAI il pallone, neppure quando lo stoppa..). Poi inizia a mettergli intorno il resto della squadra e a "tagliare" quelli che per lui son rami "secchi", cioè non funzionali al suo sistema di gioco.
Che Mourinho soffra di un evidente complesso di inferiorità nei confronti di Guardiola è palese, la sua recente dichiarazione sulla Liga che sta vincendo che vale tantissimo proprio perchè l'avversario è Guardiola è significativa, non c'è bisogno di essere psichiatri..The Barman ha scritto:NEL CALCIO, QUALSIASI COSA DECIDI DI FARE LA DEVI FARE SENZA RIPENSAMENTI, PERCHE' NELL'ISTANTE IN CUI HAI UN RIPENSAMENTO IL TUO AVVERSARIO, QUELLO DECISO, NE HA APPROFITTATO...ED ORA IL TUO RIPENSAMENTO LO HAI NEL CULO. (cit)
tradotto: se uno ha paura di fare quel che vuol fare, che sia difendersi strenuamente per ripartire velocemente o che sia tenere il pallone ad oltranza, se non lo fa con convinzione lo farà male, o comunque peggio di chi gioca con convinzione...e perderà
ed è così, nessuno vince se "se la fa addosso dalla paura" e Mourinho non ha mai vinto "facendosela addosso"....ma proponendo un tipo di calcio(piacente o non piacente) e proponendolo con convinzione.
E non cito il resto..
Quindi dopo un post kilometrico per dimostrare il contrario la pensi come me, con i più forti stai dietro e punti al contropiede (pardon, ripartenze...) e con le più deboli attacchi.The Barman ha scritto:poi se tu ti riferisci a quando una squadra "piccola", nel momento in cui affronta una "Big", gioca con tutti dietro la palla a difesa del pareggio allora sì, li è perchè, rendendosi conto della superiorità dell'avversario, si decide che va bene un pareggio e si cerca quello, e se poi anche capita il gol benvenga...ma non è assolutamente quello il gioco di Mourinho, non diciamo eresie.ed è ovvio che quando una squadra come ad esempio l'Inter precedentemente citata, si trovasse contro una squadra "piccola" disposta ad accontentarsi del pareggio, allora deve fare la partita, perchè per gli obbiettivi di quell'Inter pareggiare era poco meglio che perdere.(e non si può aspettare una squadra che ti aspetta...)
