L'angelo raggiunge il frigo, prende una birra e si siede su una sedia, appogiando i piedi sul tavolo.
AB: Perché abbiamo deciso così.
AZR: Ma...
Azrael apre la lattina.
AB: Ma un cazzo. Ogni tanto stare zitto è la scelta migliore. Non ti sei accorto che il Faceless è zitto da quando ce ne siamo andati?
AZR: Starà pregando.
L'angelo scuote la testa e beve un po' di birra.
AB: Credo stia riflettendo.
FCL: Zitti! Mi deconcentrate.
AZR: Visto, sta pregand...
FCL: Zitto, ne ho abbastanza di entrambi. Non vi sopporto. Non sopporto il tuo fanatismo e non sopporto il tuo sorriso sarcastico. Basta. Io non sono nessuno di voi due.
Azrael ridacchia e beve ancora un po'.
AB: Sicuramente non sei lui. Comunque il tuo compito è proprio questo, mediare le tue personalità.
FCL: E' quello che sto cercando di fare. Sto cercando di capire come fare, in realtà...
AZR: Affidati a Dio. E' la tua unica salvezza.
AB: Inizia a diventare ripetitivo.
AZR: Allora adDio, non tenterò più di salvare la nostra anima.
AB: Dio tace. Ah, se adesso si riuscisse a far chiudere il becco all'uomo.
Il silenzio cala nella stanza, con l'angelo che beve lentamente la birra.
FCL: Com'era BlackBlood trent'anni fa?
AB: Com'era Leon? Beh, non puoi immaginartelo. Per quanto sembri duro e spietato con gli altri è stupendo con quelli che ama. Non è difficile capire perché Akane si sia innamorata di lui. E' capace di farti sentire il centro del mondo. Mi ricordo che era capace di stare a parlare con me per ore. E la diferenza fra noi era enorme. Io ero un ragazzino e lui aveva già più di duemila anni. In qualche modo, riusciva a capirmi. Non so, come se per lui fosse naturale, come se non avesse mai fatto altro. Ma con nostro padre era iroso, cattivo. Non so, ce l'aveva con lui per qualcosa, non lo so. Litigavano per ore. Non mi stupisce che l'abbia ucciso. Come non mi stupisce che abbia così tanti seguaci. Quando parla, beh, è capace di distorcere la realtà. Quando parla, sai che quello che dice è reale. Lo credevo infallibile, perfetto. Lo amo più di mio padre, assente, freddo, violento. Ma mi ricredetti, un giorno, quando tornando a casa da scuola. Sì, sei andato a scuola, lo vidi uccidere due donne. Le fece letteralmente saltare in aria. Ero sconvolto. Mi guardò con uno sguardo assente, gli occhi grigi e non più azzurri. Scappai, non sai quanto corsi. Andai da mio padre e gli chiesi di proteggermi. A quel tempo lui doveva avere ancora qualche autorità su Leon. Non lo vidi più fino. Decisi di entrare a far parte dell'esercito di Dio, ma pretesi un bagno nel Lethe. Ma credo che lui abbia fatto in modo che tu mantenessi in te i ricordi sopiti.
FCL: L'Esercito... quella di oggi effettivamente era un arma. Il gioiello del Peccato, realizzato dalle lacrime di Cristo. Non so quanti ne esistano ancora. Originariamente erano otto. Ma mi sono sempre chiesto perché mi fecero entrare.
AB: Vuoi scherzare? Tu sei un Irato.
AZR: Confermo.
FCL: Cosa?
AB: Un Irato, uno di quegli angeli che sono quasi diventati demoni, per poi ritornare angeli.
AZR: Diciamo un dono del Signore, che ti ha dato una potenza superiore ad un Angelo normale, oltre che una maggiore resistenza alle armi maledette.
AB: In effetti, se Akuma provasse ora ad ucciderti con la famosa spada, non ci riuscirebbe. Forse con la Gun Blade, ma io non testerei, giusto per evitare spiacevoli incidenti. Insomma, sei quasi un Arcangelo.
AZR: Sei il prescelto del Signore.
FCL: Finiscila.
AB: Bravo. Direi che per oggi è abbastanza sul passato, no?
FCL: No, ancora una cosa.
AB: Dimmi.
FCL: L'Esercito ha un arma per uccidere BlackBlood, che tu sappia?
L'angelo scoppia a ridere.
AB: Sì, il tempo.
Azrael beve l'ultima goccia di birra e sempre parlottando fra se va verso la sua stanza. Mentre lui si allontana possiamo notare come abbia lasciato qualcosa sul tavolo. Ma prima che possiamo vedere cosa, il collegamento si chiude.





































