Per chi vuole dibattere e chiacchierare sulle serie TV, sui cartoni animati, su programmi televisivi o su film cinematografici... e ovviamente anche sui protagonisti dello schermo.
Medico all’avanguardia, il Dr Kruger vuole dare un senso al suicidio. Il suo sogno è creare una struttura terapeutica dove darsi la morte non sia più considerata una disgrazia, ma un atto consapevole svolto con assistenza medica. La sua clinica esclusiva richiama l’attenzione di un gruppo di strani personaggi, accomunati dal desiderio di morire: un famoso comico con un cancro incurabile, un commesso viaggiatore che cela sordidi segreti, un ricco erede lussemburghese, una bella ragazza con manie autolesioniste, un vecchio cabarettista berlinese dalla voce rovinata e un uomo che ha perso tutto nel gioco d’azzardo, moglie compresa. Dopo essersi consultati con Kruger sulle motivazioni che li spingono a farla finita, ciascuno di loro ha diritto a esprimere un’ultima richiesta. Ma nelle isolate montagne dove il dottore ha inteso realizzare il suo sogno del suicidio perfetto, è ancora la Morte a decidere quando colpire. Commedia in bianco e nero, nerissima e irresistibile, grottesca e scorrettissima.
USCITA CINEMA: 14/01/2011
REGIA: Olias Barco
SCENEGGIATURA: Olias Barco, Stephane Malandrin, Virgile Bramly
ATTORI: Aurélien Recoing, Virgile Bramly, Daniel Cohen, Virginie Efira, Bouli Lanners, Benoît Poelvoorde, Saul Rubinek, Zazie De Paris, Philippe Nahon, Vincent Tavier, Olga Grumberg, Stephane Malandrin, Clara Cleymans
Ruoli ed Interpreti
FOTOGRAFIA: Frédéric Noirhomme
MONTAGGIO: Ewin Ryckaert
PRODUZIONE: Les Armateurs, OXB Productions, La Parti Production
DISTRIBUZIONE: Archibald Enterprise Film
PAESE: Belgio, Francia 2010
GENERE: Commedia, Drammatico
DURATA: 92 Min
FORMATO: B/N
Note:
Vincitore del Marc'Aurelio come miglior Film al Festival di Roma 2010
mia recensione
Spoiler:
Il dottor Kruger gestisce una clinica che offre assistenza e qualche goccia di veleno a chi ha deciso di farla finita con questa vita. Il giuramento di Ippocrate lo obbliga a cercare di far desistere qualsiasi paziente dalla scelta estrema ma, se la volontà è forte e sicura, il primario, sostenuto da un contributo governativo, non può far altro che assecondarla, ultimo desiderio compreso. Nella villetta del suicidio medicalmente assistito sbarcano i personaggi più disparati, dal malato di cancro alla bella sfortunata, dal depresso con la fantasia del Vietnam alla cantante lirica che ha perso la voce. Eppure non è così facile spegnere l'umano interruttore quando la campanella della natura o del destino non è ancora suonata.
Il suicidio è uno dei pochissimi argomenti realmente tabù rimasti nella nostra società e portarlo sullo schermo nella sua crudeltà, nel suo egoismo e nei suoi aspetti più reconditi è cosa difficile... o per meglio dire era... Kill me please parla di morte, più precisamente del controllo che l'uomo vuole avere su di essa, sul cercare di rendere più dignitoso possibile il momento della propria dipartita.
La prima parte di film è dedicata alla presentazione dei personaggi, dei loro tic, delle loro manie, del loro misterioso passato presentandoci un carnè di personaggi unico, lontanissimo da ogni stereotipo; si passa dalla cantante lirica a cui è venuta a mancare la voce, allo scommettitore compulsivo che ha perso al gioco persino la moglie; dal ragazzo depresso che sogna la guerra alla giovane malata e sfortunata ecc...
Inoltre si riscontra un certo ordine, un certo controllo da parte del dottore, degli infermieri e dei pazienti sulla clinica.
La seconda parte invece rende chiara l'improbabile gestione della morte; il controllo è completamente perso, le decisioni, i desideri e le relazioni personali sono del tutto rovesciate fino alla lunga e delirante sequenza finale del sanguinoso attacco.
I caratteri dei personaggi sono cosi costretti a dover interagire tra di loro, si trovano a dover fronteggiare non la morte idealizzata ma ad una morte improvvisa dalla quale si cerca di fuggire ma che vede il gruppo della clinica a livello emotivo completamente impreparato ad un evento del genere e nel quale i comportamenti di chiunque risultano imprevedibili e spiazzanti. Tutto si in questa situazione si mischia e viene a galla; l'egoismo, la disperazione e i desideri più morbosi; ci si trova a dover affrontare il pericolo proveniente dai boschi ma anche quello proveniente dagli altri pazienti della clinica, dagli infermieri e da noi stessi. Qualsiasi cosa risulta cosi inattesa e sopratutto è fuori controllo... la morte non è più una liberazione dignitosa, bramata e controllata ma arriva per tutti in maniera improvvisa, inaspettata, fredda e brutale senza alcun preavviso. Si uccide immaginando di essere uccisi, si contemplano casse da morto raffigurandosi al loro interno; la forza autodistruttiva esplode verso l'esterno con una gran carica di violenza e di irrazionalità che spiazzano, stordiscono e fanno pensare.
Per tuta la durata del film ci si chiede se è possibile rendere la morte un qualcosa di dignitoso o di dolce? È possibile pianificarne l'arrivo quando non è realmente la nostra ora?
Tutto il film analizza questi elementi in chiave grottesca, tragicomica arrivando a far sorridere più di una volta lo spettatore e presentandoci luoghi e situazioni in bilico tra dramma e commedia quasi trash.
La fotografia è in bianco e nero risulta una scelta azzeccatissima (molto belli i contrasti di luce dati dal bianco paesaggio).
Insomma un film che fa sorridere, pensare e riflettere andando a toccare uno degli argomenti che più di tutti mette soggezione e timore ma che non lascia certo indifferenti.
Non lo conoscevo!!
Mi incuriosisce!!
L'idea di queste persone dal passato differente, ma all'apparenza accomunate dallo stesso desiderio mi sembra buona!! Chiaro, bisogna vedere come la gestiscono...
Questa cosa della morte che decide quando vuole non mi lascia tranquillo...
Kate Predatrix ha scritto:
si pensavo al vecchio freddy... mi sembrava... boh, strano e un po' inquietante... capisci cosa intendo?
ma nn c'entra assolutamente nulla la figura del dottore di questo film con quella di freddy kruger ma proprio 0... se vedi il film capisci che nn c'è nulla di inquietante e nessuna citazione...
l'ho visto ieri.
carino, ma niente di più.
bella la fotografia in bianco e nero, ed originialissima l'idea iniziale.
però nn mi è piaciuto come hanno poi svilupato la trama, troppe cose nn spiegate o solo accennate, il tanto acclamato humor nero nn è reso come dovrebbe, e allo stesso tempo nn è calcata la mano sulla drammaticità, risulta così una via di mezzo che nn soddisfa nessuno.
i dialoghi, che in un film così dovrebbero essere eccellenti, nn mi hanno colpito particolarmente.
ci sono tante cose positive, ma mi aspettavo molto di più.
inoltre nemmeno uno straccio di colonna sonora, persino nei titoli di coda c'è il silenzio più totale....
la mia scena preferita è la passeggiata nel bosco tra la tipa della guardia di finanza, l'inglese e il giocatore d'azzardo.
visto qualche tempo fà,ottima produzione,fotografia decisamente ben riuscita,personaggi interessanti e estremamente peculiari,atmosfera surreale e grottesca,e trama decisamente originale e intrigante.
Certo non un capolavoro,qualche imprecisione di regia,dialoghi non sempre all'altezza e un paio di interpretazioni rivedibili,ma nel fiume di produzioni mainstream tutte uguali e senza alcuno spunto di riflessione quantomeno Kill Me Please cerca di andare oltre,cerca di avere un senso(cosa che manca nel 90% dei film odierni)e in fondo ci riesce.
Consigliato.