Per chi vuole dibattere e chiacchierare sulle serie TV, sui cartoni animati, su programmi televisivi o su film cinematografici... e ovviamente anche sui protagonisti dello schermo.
Hard Is Ono ha scritto: ↑24/04/2024, 14:19
Il franchise è questo, la grande maggioranza dei prodotti che ci sono legati non sono legati a quel tipo di comicità. Infatti i fan "hardcore" della saga rimproverano soprattutto questo al film, se ti fai un giro su GBFans o su altre community, la maggior parte delle critiche ad Afterlife e Frozen Empire è che "non ci sono abbastanza scene di cattura di fantasmi".
Come se questo fosse un elemento centrale del primo film, dove invece il processo di cattura è sostanzialmente relegato alla scena del Sedgewick Hotel (nella sua epicità ovviamente) e il montage.
E questo dipende dal fatto che chi ha continuato a seguire il franchise (e quindi attraverso videogames, fumetti, cartoni animati, compreso Extreme che era per un pubblico meno infantile che non la parte finale di "The Real" con Simer protagonista che era nei fatti diventato uno show per bambini molto piccoli) lega l'esperienza GB alla routine da monster of the week, non alle battute di Bill Murray in stato di grazia.
La saga nasce e prosegue nei film, riguardo i videogiochi, cartoni e fumetti non credo siano neanche considerati canonici. Se ci sono fan che lo sono diventati presso media non canonici è un problema loro. La critica alla cattura di pochi fantasmi è stupida. Io dal film Afterlife non rimprovero la mancata comicità (il vero snaturamento dagli originali), perché il 2016 ha dimostrato non siano più in grado di riprodurla, l'ho accettato come operazione nostalgia perché ormai è tardi per fare altro.
Se poi uscirà un film completamente d'azione con una squadra di Ghostbusters che acchiappa fantasmi tutto il tempo rischiando la vita tra mille sequenze adrenaliniche per me sarà un tradimento, un modo per fare soldi sfruttando un marchio di successo, cosa che è già successa per altri franchising
abc ha scritto: ↑24/04/2024, 14:33
La saga nasce e prosegue nei film, riguardo i videogiochi, cartoni e fumetti non credo siano neanche considerati canonici. Se ci sono fan che lo sono diventati presso media non canonici è un problema loro. La critica alla cattura di pochi fantasmi è stupida. Io dal film Afterlife non rimprovero la mancata comicità (il vero snaturamento dagli originali), perché il 2016 ha dimostrato non siano più in grado di riprodurla, l'ho accettato come operazione nostalgia perché ormai è tardi per fare altro.
Se poi uscirà un film completamente d'azione con una squadra di Ghostbusters che acchiappa fantasmi tutto il tempo rischiando la vita tra mille sequenze adrenaliniche per me sarà un tradimento, un modo per fare soldi sfruttando un marchio di successo, cosa che è già successo per altri franchising
Sono stati Aykroyd e Ramis ha dire che il videogioco del 2009 è letteralmente il terzo film. Non è una cosa che si sono inventati i fan.
Toh, una delle tante volte in cui Aykroyd lo ha confermato.
See, to me this is the third movie. And that's why I was so excited and passionate about getting it done.
E ancora:
"I'd want to see the third movie made. I think [the video game] is the third movie and if everything is creative and right, and this game helps get the third movie made... We have a good concept there
Il vero problema del franchise di GB è sempre stato che Aykroyd ne è sempre stato il più fanatico dei fan. Lo ha sempre preso più sul serio del dovuto.
Hard Is Ono ha scritto: ↑24/04/2024, 14:21
Blues Brothers è letteralmente uno sketch del SNL diventato un film. Un film grandioso ovviamente, ma sempre quella è l'origine.
Ovvio, anche Coneheads proviene da uno sketch di SNL, un film basato su due personaggi presenti in uno sketch comico. Di BB c'è anche una band che gira da allora proveniente da quello sketch.
Non sto cmq dicendo quello, sto dicendo che di comune hanno la provenienza, il resto è dovuto alla bravura di registi e sceneggiatori per il successo (o no, Coneheads non ebbe sto gran successo infatti) dei film in questione, SNL ha solo le origini.
Se si segue sto ragionamento, allora lo associ per ogni comico che proviene da là, ma non avrebbe senso e la lista è lunga.
Mi è venuto in mente il caso di "Convoy", un brano che ebbe così tanto successo negli anni 70, da cui poi venne tratto perfino un film (immagini le reazioni ai tempi attuali per un film nato da un brano).
Hard Is Ono ha scritto: ↑24/04/2024, 14:39
Il vero problema del franchise di GB è sempre stato che Aykroyd ne è sempre stato il più fanatico dei fan. Lo ha sempre preso più sul serio del dovuto.
GB hanno una cosa in comune con le TMNT ma anche Scuola di Polizia, son film cui la controparte animata ha avuto un successo tale che son rimasti nei ricordi di molti come me li vedeva allora (anche perché molti cartoni "tratti da" erano invece orribili).
Vabbè che GB ha una storia a se che parte da una vecchia serie , cui poi uscì Filmation GB e blablabla...
Ultima modifica di Tigermask il 24/04/2024, 15:02, modificato 1 volta in totale.
Tigermask ha scritto: ↑24/04/2024, 14:58
Ovvio, anche Coneheads proviene da uno sketch di SNL, un film basato su due personaggi presenti in uno sketch comico. Di BB c'è anche una band che gira da allora proveniente da quello sketch.
Non sto cmq dicendo quello, sto dicendo che di comune hanno la provenienza, il resto è dovuto alla bravura di registi e sceneggiatori per il successo (o no, Coneheads non ebbe sto gran successo infatti) dei film in questione, SNL ha solo le origini.
Se si segue sto ragionamento, allora lo associ per ogni comico che proviene da là, ma non avrebbe senso e la lista è lunga.
Mi è venuto in mente il caso di "Convoy", un brano che ebbe così tanto successo negli anni 70, da cui poi venne tratto perfino un film (immagini le reazioni ai tempi attuali per un film nato da un brano).
Si ma il punto non è questo, è se la comicità tipica del primo film è un tratto caratterizzante tutto il franchise di GB oppure no.
Hard Is Ono ha scritto: ↑24/04/2024, 14:39
Sono stati Aykroyd e Ramis ha dire che il videogioco del 2009 è letteralmente il terzo film. Non è una cosa che si sono inventati i fan.
Toh, una delle tante volte in cui Aykroyd lo ha confermato.
E ancora:
Il vero problema del franchise di GB è sempre stato che Aykroyd ne è sempre stato il più fanatico dei fan. Lo ha sempre preso più sul serio del dovuto.
Non conosco bene la trama del videogioco, ma da quanto ho letto in lungo e in largo il film Afterlife ha reso il videogame non canonico. Le dichiarazioni di 15 anni fa ora non contano più
abc ha scritto: ↑24/04/2024, 15:04
Non conosco bene la trama del videogioco, ma da quanto ho letto in lungo e in largo il film Afterlife ha reso il videogame non canonico. Le dichiarazioni di 15 anni fa ora non contano più
Non c'entra niente ai fini della discussione, perché la discussione non è sulla canonicità o meno di una trama, ma sulle caratteristiche predominanti di un franchise.
Dopodiché mi sembra che siamo arrivati al fondo del barile e c'è poco altro da dire.
Sempre tralasciando che non ho visto il film, ricordo cmq che negli anni 90 uscì sta notizia del 3rzo film, ma che la sceneggiatura non piacque granché (contando anche che il 2ndo film ricalcava il primo su tantissime cose).
Solo una cosa su Aykroid, non lo ricordo in niente di particolarmente esaltante fino a quando non è riapparso all'altro GB, prima di allora lo ricordo in sporadici film (e filmacci) e partecipazioni vari ne "La vita secondo Jim"
BB 2 , che era orribile, gli praticamente ammazzò la carriera.
Hard Is Ono ha scritto: ↑24/04/2024, 15:01
Si ma il punto non è questo, è se la comicità tipica del primo film è un tratto caratterizzante tutto il franchise di GB oppure no.
Almeno secondo me il punto è questo.
sì, ma paradossalmente in misura marginale, diciamo, se hai visto Coneheads aveva come punto peggiore proprio il ricalcare lo sketch.
In BB alla fine è stato creare dei personaggi da quelle basi. In GB gli attori hanno usato il loro modo di far commedia (basta vedere l'eterno Bill Murray) quando serviva, ma era l'umorismo di allora, con i personaggi di allora.
Se c'è una cosa che mi ha fatto venire in mente per una situazione "italiana" simile di quei periodi, son i comici provenienti dal "derby di Milano" (a partire da Cochi e Renato) a "Non Stop" sulla Rai (che tra i tanti c'erano Verdone e La Smorfia, ma anche i Giancattivi e tanti altri).
Era molta di quella comicità da TV e da cabaret, trasportato al cinema.
Anche Abantantuono alla fine portò nei primi film la comicità che lo aveva fatto conoscere.
Hard Is Ono ha scritto: ↑24/04/2024, 15:05
Non c'entra niente ai fini della discussione, perché la discussione non è sulla canonicità o meno di una trama, ma sulle caratteristiche predominanti di un franchise.
Dopodiché mi sembra che siamo arrivati al fondo del barile e c'è poco altro da dire.
Hai detto che Ghostbusters 2 è incentrato più sull'avventura che sulla comicità quando invece ricalca il primo, che bisogna prendere come riferimento media derivativi e non i film originali... Ok, finiamola qua che come dici si sta rischiando il fondo
Dopo Una Battaglia Dopo l'Altra, dove il rivoluzionario fallito di DiCaprio affidava le rivoluzioni future alla figlia, senza giudizi nè indicazioni, ma solo con la propria testimonianza di cosa ha portato quel che ha fatto e il ricordo mitico di una madre rimasta in un passato indefinito (la lettera finale, totalmente anacronistica rispetto all'epoca), ecco un altro film che riflette su come 50 anni di narrazione sulla decostruzione del sogno americano siano stati completamente inutili, e siamo ancora tutti qui a cercare fama e successo facendo perlopiù cose che odiamo. Più prosaicamente e con piglio più cazzone, qua si prende esplicitamente per il culo la cosìddetta mentalità Sigma, con Chalamet che ogni volta che apre bocca ricorda la pubblicità di un videocorso per guadagnare mille milioni al mese (in certi momenti del doppiaggio italiano, ricorda il famoso meme del cocainomane che cerca di farsi dare dei soldi da un tipo a caso e gli lascia come pegno un cellulare nuovo di pacca).
L'elemento più interessante è proprio l'estetica, che ricorda quella dei montaggi dei video di tali elementi, e che in realtà rispetta tutti i parametri di esaltazione e divinizzazione della figura protagonista: a generare distacco e stonatura è quel che gli accade, talmente riprovevole e inequivocabile che cerca di fungere da antidoto definitivo a una certa estetica e certe strategie retoriche, lasciandole per sempre impresse a fianco di azioni terribili.
Ancora più interessante e di valore come Marty abbia almeno due qualità sulle quali si potrebbe tentare una redenzione: prova sincero amore sia verso il ping pong, nel quale è veramente tra i migliori al mondo, sia per Rachel, la quale è l'unica persona a cui dedica tempo ed energie che non siano finalizzate ai propri scopi, e che anzi parecchie volte lo intralciano e ne rovinano i piani. È interessante perchè equivale ad un ritratto sincero di una persona, che se avesse avuto solamente qualità negative sarebbe risultata una macchietta; Marty invece tiene veramente a qualcosa, e questo amplifica ulteriormente la sua tragedia, perchè ci rendiamo conto che lui, pur di non fare cose che odia, passa la stragrande maggioranza del tempo a fare comunque cose che odia, ma rovinose e catastrofiche per sè stesso e gli altri, perchè crede che lo porteranno a fare ciò che vuole davvero.
Mentre è proprio sul finale che Marty sembra capire che, invece di rincorrere quello che voleva fare davvero, poteva semplicemente farlo, e anche nel fallimento sarebbe comunque stato più felice.
Parlando del finale, trovo sia splendido come si lasci intuire che la caratteristica principale di Marty non sia essere uno stronzo, quanto più essere un completo imbecille; ripercorrendo il film ci si rende conto che lui è sempre lo stesso all'inizio, al centro e alla fine, e che le uniche cose che cambiano sono le occasioni intorno a lui: fintanto che ha poche occasioni, è relativamente tranquillo, si concede qualche mascalzonata; non appena le occasioni si moltiplicano, le coglie tutte confusamente, sabotandosi a più riprese; sul finale, il riconoscimento di tutto ciò che si è perso e di quanto potesse essere migliore non è un suo merito, un'indicazione della sua crescita: le situazioni che gli permettono di riconoscere cosa potrebbe avere se privilegiasse altre cose, sono diretta conseguenza di tutto quel che ha fatto di oppressivo e disgustoso. Il finale non implica una redenzione, ma suggerisce che anche nella vita di un miserabile come Marty ci sono un paio di vie d'uscita, che potrebbero anche renderlo felice, e ora che le ha riconosciute sta a lui coglierle o meno. Considerando l'estetica del film e il marketing che l'ha presentato come storia di rivalsa e redenzione, chissà che qualche invasato tremendamente infelice non resti fulminato sulla via di Big Luca.
Alla fine, è una versione ancora più esplicita e degradata di The Wolf of Wall Street, che pure era una versione esplicita e diretta di Catch Me If You Can. Chissà se tra altri dieci anni avremo bisogno di un'ulteriore estremizzazione del concetto, o se ci saremo ripigliati, o se non ci crederà più nessuno.