Il luogo di dibattito sugli eventi calcistici... Serie A, Champions League, campionati esteri e tutte le altre competizioni. Se volete dire la vostra sullo sport più famoso in Italia... questo è il luogo giusto!
MatteDj ha scritto:
Eh, sai chi è il suo procuratore?
Sì ok, è Raiola, ma pure il procuratore di Maxwell è Raiola. Se proprio deve arrivare un suo giocatore, arriva il brasiliano, mica il 34enne Van Bommel.
Sarà una minchiata dei giornalai, però è sempre bene sottolineare che non sarebbe un'operazione intelligente. O meglio, non lo è in questo momento, è ovvio che se sei una squadra che vince da 2-3-4 anni e vuoi continuare a farlo, prendere un 34enne può essere una scelta sensata per vincere un altro anno ancora.
Arriva dagli States la cura «salva Papero»: imparare a correre
Per fortuna del Papero e del Milan, l’anno bestiale di Pato è alle spalle. Lasciato passare via senza rimpianti né rimorsi: troppi gli accidenti e gli incidenti, personali oltre che professionali. Il matrimonio in frantumi e poi una striscia di insulti muscolari uno più inquietante dell’altro, con ricadute preoccupanti. Alla fine la contabilità allarmante ha segnalato il totale delle soste ai box per interventi più o meno lunghi di sanitari e fisioterapisti: dieci. Prima dell’anno orribile, solo qualche trauma, alla caviglia, acciacchi dovuti al mestiere e a qualche pestone di rivali non proprio garbati. Per i più, la sentenza fu inappellabile già al primo grado: Pato ha i muscoli di seta, carriera segnata per sempre dalla fragilità. Non solo. Con l’aggiunta, da parte dei più “esperti”, dell’altro dato: dal giorno del suo arrivo a Milanello, gennaio del 2008, debutto con gol, tanto per far capire l’antifona contro il Napoli, il Papero è aumentato di 6 chili di muscoli e si è alzato di 8 centimetri in altezza. Su quest’ultimo fattore ha influito la natura, tutt’altro che matrigna col giovane brasiliano, sul primo invece hanno avuto una parte i lavori in palestra e i programmi di lavoro elaborati da milan lab.
Per vederci chiaro, Adriano Galliani ha chiesto e ottenuto un consulto internazionale. Destinazione Usa: un esperto dei muscoli ha sottoposto Pato e i suoi muscoli a un dettagliato controllo. L’esperto ha capito al volo quello che tanti, in Italia, avrebbero dovuto sapere da sempre. Pato è vittima non di muscoli fragili ma soltanto della postura nella corsa. Il Papero, fate attenzione a quando corre, ha l’abitudine di portare il busto in avanti quasi che dovesse tagliare il traguardo in una gara di cento metri e così facendo si procura uno squilibrio complessivo che finisce per “scaricarsi” sui flessori, destinazione di molti incidenti muscolari. Come curarlo, allora? Chi ha pensato al banale byte da dentista oppure alla soletta da introdurre negli scarpini, è andato fuori strada. Pato ha bisogno di lavorare e sodo con il preparatore Tognaccini per correggere la propria corsa. Deve riportare in assetto il busto e dar vita a una seconda giovinezza visto che ha soli 21 anni e che a quell’età, di solito si vola.
Ma ci sono altri elementi che fanno ben sperare Allegri e Silvio Berlusconi (in visita ai suoi che sono alla Borghesiana). Spesso, a ingigantire gli acciacchi muscolari, hanno provveduto avvenimenti personali. Ricordate Ambrosini? Per un paio d’anni fu un mistero glorioso: sempre infortunato, sempre ko, una carriera, azzurra oltre che rossonera, stroncata dagli infortuni. A un certo punto, dopo aver cambiato donna e messo su famiglia, eccolo miracolosamente guarire e andare incontro a una stagione di piena rinascita professionale. Aveva trovato il perfetto equilibrio. Pato è reduce da un precoce matrimonio finito in pezzi, con conseguente divorzio. Rimasto solo, divenne “damo” di compagnia di Ronaldinho, protagonista della movida milanese. Quel sodalizio gli ha giovato sul campo (nel senso degli assist serviti dal Gaucho), pochissimo fuori dal recinto di Milanello. Lo stile di vita è fondamentale per rendere a certi livelli. Lo dimostra tutti i giorni Gattuso, lo conferma tutte le notti Ronaldinho.
Allegri ha parlato chiaro a Pato. «Deve correre» confidò in una serata spensierata, prima di chiudere l’anno con quella sconfitta choc contro la Roma. A Bari, spedendolo in panchina, aveva lanciato un messaggio ancor più trasparente. Poi c’è stato il crac in occasione della sfida col Palermo e Pato è tornato in infermeria. Ma da Cagliari in avanti, avrà un’occasione in più per rimettersi in traiettoria fuoriclasse. Già perché, approfittando dell’assenza di Ibrahimovic, può cominciare a ritagliarsi il ruolo di centravanti che già il ct del Brasile gli ha cucito addosso. La concorrenza è temibile: basta vedere come Robinho ha superato i postumi dello scontro contro la telecamera a Dubai per non perdere Cagliari. Non sono in discussione i gol, la sua specialità (100 presenze nel Milan, 45 reti realizzate), ma il rendimento. Che è ancora al di sotto dello standard disegnato dal suo immenso talento.
renzwk ha scritto:Chi parla, e sempre qui, sei tu.
Mammamia se sei pesante.
Ma dove sta scritto che nel topic del Milan non può entrare nessun altro? Ma su, mi sembri un bambino dell'asilo.
Che poi quando entro in questo topic lo faccio per dialogare normalmente, manco venissi ad insultare a caso.
Su, su
Milan, "Dinho tornava alle due di notte e andava a due all'ora"
Una fonte anonima dell'ambiente rossonero, conferma la vita notturna del giocatore rientrato in Brasile
MILAN RONALDINHO / MILANO - Pochi dubbi sullo stile di vita di Ronaldinho a Milano così come in Brasile e a Dubai...L'attaccante brasiliano è infatti un amante delle discoteche e vita notturna, ma spesso le sue ore 'piccole' hanno compromesso il rendimento in campo, costringendo Allegri a lasciarlo in panchina. Un'abitudine che ha ispirato poi una fonte anonima rossonera, riportata da 'Il Corriere della Sera', a chiamare Dinho come "l'attaccante che tornava alle due di notte e poi andava a due all'ora in allenamento".
Ma grazie di sto cazzo, bidone! 25 milioni di cartellino e 14 milioni di ingaggio lordo all'anno per fare il coglione e suonare i bonghi. Te ne vai o no, te ne vai si o no...te ne vai o no, te ne vai si o no...
Ma grazie di sto cazzo, bidone! 25 milioni di cartellino e 14 milioni di ingaggio lordo all'anno per fare il coglione e suonare i bonghi. Te ne vai o no, te ne vai si o no...te ne vai o no, te ne vai si o no...
Solo questo puoi fare, tornatene in Brasile e restaci che sei finito. Puoi giocare solo contro altre foche. Ormai manco contro l'Al Ahli puoi giocare, pure Pinga ti piscia in testa!!!
Festa brasileira: Ronaldinho in tre discoteche fino all'alba!
Dopo aver discusso del suo futuro con il fratello-procuratore Roberto de Assis, l'a.d. del Milan Adriano Galliani e l'allenatore del Flamengo Vanderley Luxemburgo, in una riunione tenutasi ieri in un albergo di Rio, Ronaldinho è volato a Florianopolis, città del sud del Brasile e 'paradisò dei surfisti dove ha fatto 'bisboccià fino all'alba di oggi, godendosi fino in fondo il supplemento di vacanze.
La notizia è stata data da Tv Globo nei suoi notiziari e poi anche dal sito dello stesso gruppo editoriale, 'Globoesportè. Mentre il Milan raggiungeva il suo ritiro romano in vista della sfida di campionato contro il Cagliari, e mentre a Rio il fratello Roberto continuava a trattare per lui, con Palmeiras, Gremio e Flamengo, oltre che con il Milan, a Florianopolis 'Dinhò si è letteralmente scatenato, facendosi vedere in tre diversi locali notturni e 'ritirandosì in albergo soltanto alle 5.45 (ora brasiliana) di questa mattina. Inizialmente il n. 80 del Milan, grande appassionato di musica, ha assistito allo show del gruppo Samba, evitando, secondo quanto riporta 'Globoesportè, di farsi fotografare mentre consumava bevande alcoliche. Si è poi spostato nella discoteca Posh, una delle sue mete preferite a Florianopolis, quindi, secondo quanto documentano le foto 'postatè su Twitter da alcune persone presenti, avrebbe concluso la nottata a 'El Divino Loungè, dove è rimasto fino alle 5.45. Secondo de Assis oggi Ronaldinho raggiungerà Porto Alegre e mercoledì ci sarà un annuncio sul suo futuro.
(Ansa)
Ultima modifica di .TST. il 04/01/2011, 11:22, modificato 1 volta in totale.
ODDIO STO MORENDO, LA CALUSOLAAAAAAAA. AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH.
Ronaldinho all'Inter: il colpo
di Leonardo salta per una clausola
«Non potrai andare in un altro club italiano». Così il Milan aveva blindato il gioiello brasiliano
LAURA BANDINELLI
MILANO
Massimo Moratti ha provato a inserirsi nella trattativa per Ronaldinho ma è stato stoppato da una clausola che impedisce al brasiliano di trasferirsi in Italia. L'Inter che Leonardo ha in mente è ancora legata al suo passato rossonero. La notizia è clamorosa e arriva direttamente dal Brasile. Roberto De Assis per qualche ora ha intravisto la possibilità di guadagnare molto denaro, ma Adriano Gal- liani lo ha stoppato subito: suo fratello, infatti, è libero di accasarsi dove vuole tranne che nel nostro Paese. La limitazione venne decisa quando i rapporti tra Ronaldinho e il Milan erano idilliaci, l'amministratore delegato rossonero però al momento della firma volle tutelarsi: gli amori non sono mai eterni.
Leonardo, quindi, ha dovuto mollare la presa nonostante l'insistenza del diretto interessato che l'avrebbe riabbracciato volentieri a Milano, una città che gli ha offerto molti svaghi: Dinho ha frequentato molti locali notturni e si è creato una cerchia di amicizie soprattutto femminili che non avrebbe voluto lasciare. Leonardo pensava di poterlo gestire senza creare problemi allo spogliatoio. L'asta per Ronaldinho, dunque, continuerà nelle prossime ore proprio in Brasile: sono quattro le squadre che lo vogliono e in questo caso non ci sono ostacoli. L'importante è offrire denaro. Palmeiras (favorito), Gremio, Corinthians e Flamengo sono scatenate. Tra meno di un mese inizierà la Coppa Libertadores e da ieri sono cominciati i raduni delle varie squadre. Nessuno ha interesse ad aspettare. Gli allenatori vogliono le rose al completo.
L'ad rossonero conta di tornare in Italia fra tre giorni con la pratica risolta. Vedrà Cagliari-Milan in tv, ma per domenica vuole essere a Milano. Per adesso è riuscito a trovare un preaccordo in merito alla buonuscita. Appena De Assis gli farà sapere qual è il club che offre di più entrerà di nuovo in scena per mettere a posto gli ultimi dettagli. Se qualcosa dovesse andare storto, tornerà di nuovo in Brasile, ma c'è ottimismo. L'idea di veder giocare Ronaldinho sull'altra sponda di Milano è un rischio debellato sul nascere. Berlusconi di certo si sarebbe opposto, complicando i piani di Allegri. Al tecnico livornese sono serviti, infatti, sei mesi per convincere il grande capo a lasciar andare via il suo pupillo. Senza la clausola tutto sarebbe andato in malora. Leonardo dovrà cambiare obiettivo e sicuramente questa mossa non l'aiuterà a farsi ben volere dall'ambiente milanista. I suoi nuovi tifosi, al contrario, apprezzeranno molto, perché il tentativo verrà considerato come l'ennesimo sgarbo ai cugini.
Adesso il prossimo obiettivo sarà convincere Kakà a lasciare il Real Madrid, ma anche anche in questo caso esiste una serie di problematiche non indifferenti. C'è tempo per valutare tutto, l'importante è avere il sì del diretto interessato. L'affare Ronaldinho è sfumato ma in casa nerazzurra c'è tempo per sognare ancora. Il derby di Milano si preannuncia infuocato.
se davvero Leo voleva Dinho all'Inter, fossi i cuginastri inizierei a preoccuparmi perchè mi sembra che il loro nuovo tecnico abbia le idee molto confuse e se davvero Moratti lo avrebbe accontentato per farci lo sgarbo beh, mi vien da ridere
Arriva dagli States la cura «salva Papero»: imparare a correre
Per fortuna del Papero e del Milan, l’anno bestiale di Pato è alle spalle. Lasciato passare via senza rimpianti né rimorsi: troppi gli accidenti e gli incidenti, personali oltre che professionali. Il matrimonio in frantumi e poi una striscia di insulti muscolari uno più inquietante dell’altro, con ricadute preoccupanti. Alla fine la contabilità allarmante ha segnalato il totale delle soste ai box per interventi più o meno lunghi di sanitari e fisioterapisti: dieci. Prima dell’anno orribile, solo qualche trauma, alla caviglia, acciacchi dovuti al mestiere e a qualche pestone di rivali non proprio garbati. Per i più, la sentenza fu inappellabile già al primo grado: Pato ha i muscoli di seta, carriera segnata per sempre dalla fragilità. Non solo. Con l’aggiunta, da parte dei più “esperti”, dell’altro dato: dal giorno del suo arrivo a Milanello, gennaio del 2008, debutto con gol, tanto per far capire l’antifona contro il Napoli, il Papero è aumentato di 6 chili di muscoli e si è alzato di 8 centimetri in altezza. Su quest’ultimo fattore ha influito la natura, tutt’altro che matrigna col giovane brasiliano, sul primo invece hanno avuto una parte i lavori in palestra e i programmi di lavoro elaborati da milan lab.
Per vederci chiaro, Adriano Galliani ha chiesto e ottenuto un consulto internazionale. Destinazione Usa: un esperto dei muscoli ha sottoposto Pato e i suoi muscoli a un dettagliato controllo. L’esperto ha capito al volo quello che tanti, in Italia, avrebbero dovuto sapere da sempre. Pato è vittima non di muscoli fragili ma soltanto della postura nella corsa. Il Papero, fate attenzione a quando corre, ha l’abitudine di portare il busto in avanti quasi che dovesse tagliare il traguardo in una gara di cento metri e così facendo si procura uno squilibrio complessivo che finisce per “scaricarsi” sui flessori, destinazione di molti incidenti muscolari. Come curarlo, allora? Chi ha pensato al banale byte da dentista oppure alla soletta da introdurre negli scarpini, è andato fuori strada. Pato ha bisogno di lavorare e sodo con il preparatore Tognaccini per correggere la propria corsa. Deve riportare in assetto il busto e dar vita a una seconda giovinezza visto che ha soli 21 anni e che a quell’età, di solito si vola.
Ma ci sono altri elementi che fanno ben sperare Allegri e Silvio Berlusconi (in visita ai suoi che sono alla Borghesiana). Spesso, a ingigantire gli acciacchi muscolari, hanno provveduto avvenimenti personali. Ricordate Ambrosini? Per un paio d’anni fu un mistero glorioso: sempre infortunato, sempre ko, una carriera, azzurra oltre che rossonera, stroncata dagli infortuni. A un certo punto, dopo aver cambiato donna e messo su famiglia, eccolo miracolosamente guarire e andare incontro a una stagione di piena rinascita professionale. Aveva trovato il perfetto equilibrio. Pato è reduce da un precoce matrimonio finito in pezzi, con conseguente divorzio. Rimasto solo, divenne “damo” di compagnia di Ronaldinho, protagonista della movida milanese. Quel sodalizio gli ha giovato sul campo (nel senso degli assist serviti dal Gaucho), pochissimo fuori dal recinto di Milanello. Lo stile di vita è fondamentale per rendere a certi livelli. Lo dimostra tutti i giorni Gattuso, lo conferma tutte le notti Ronaldinho.
Allegri ha parlato chiaro a Pato. «Deve correre» confidò in una serata spensierata, prima di chiudere l’anno con quella sconfitta choc contro la Roma. A Bari, spedendolo in panchina, aveva lanciato un messaggio ancor più trasparente. Poi c’è stato il crac in occasione della sfida col Palermo e Pato è tornato in infermeria. Ma da Cagliari in avanti, avrà un’occasione in più per rimettersi in traiettoria fuoriclasse. Già perché, approfittando dell’assenza di Ibrahimovic, può cominciare a ritagliarsi il ruolo di centravanti che già il ct del Brasile gli ha cucito addosso. La concorrenza è temibile: basta vedere come Robinho ha superato i postumi dello scontro contro la telecamera a Dubai per non perdere Cagliari. Non sono in discussione i gol, la sua specialità (100 presenze nel Milan, 45 reti realizzate), ma il rendimento. Che è ancora al di sotto dello standard disegnato dal suo immenso talento.