Barrett Garage ha scritto: ↑03/10/2022, 1:18
Uno degli effetti del reddito di cittadinanza che non viene quasi mai discusso è quello di garantire una dignità a gente con zero potenziale a livello lavorativo (vedi bassissimo livello d’istruzione) evitando loro di dover intraprendere misure estreme tipo ricorrere a certi reati come furti, rapine o spaccio di stupefacenti. Alla fine con un certo tipo di cervello in un certo tipo di famiglia ci siamo nati e alcuni di noi sono stati meno fortunati.
Ho visto gente che non sapeva nemmeno scrivere il loro nome essere presi a pesci in faccia a colloqui di lavoro per mansioni atroci per due spicci e tornare a casa umiliata dalla moglie altrettanto disoccupata e i figli piccoli. Non possiamo evitare che criminali prendano il reddito di cittadinanza, però almeno possiamo evitare che membri di famiglie a rischio diventino criminali grazie al reddito di cittadinanza.
Il reddito di cittadinanza esiste già da anni in altri paesi sviluppati. Polemiche e scandali ci sono stati anche lì.
Qui hai toccato un punto spesso sottovalutato. La platea del reddito si dice giustamente che è divisa in due: 2/3 non può lavorare perché disabili, pensionati o minori; 1/3 è idoneo al lavoro, però, di questo 1/3 , una parte già lavora e integra col reddito fino a 780 euro(e per togliergli il reddito bisognerebbe intervenire sui salari in modo che non debbano più integrare), una parte non lavora ed è quella che dovrebbe essere raggiunta dalle politiche attive. Di questa parte però quasi nessuno dice che esistono altre due sottocategorie: ci sono quelli che possono lavorare perché hanno un minimo grado di formazione e hanno completato un percorso scolastico almeno fino al diploma superiore(alcuni addirittura laureati) e poi ci sono quelli che invece sono nati in contesti difficili, non hanno mai studiato, mai lavorato, senza esperienza. Per queste persone non si può parlare di fallimento delle politiche attive, ma di fallimento del sistema paese. Adesso, noi possiamo stare qui a pensare che il RdC sia dato solo ai criminali, come una certa tv fa credere, o che sia una misura di dignità e tutela della tenuta dello stato sociale che aiuta tanto le persone che si trovano in difficoltà in un determinato momento della propria vita, tanto persone che in difficoltà lo sono state per tutta una vita. Io, da contribuente che non percepisce il reddito, credo che questi soldi non siano sprecati, anzi siano il segnale di un paese civile che aiuta gli ultimi a sopravvivere e, se la formula verrà migliorata, anche chi può ad entrare nel mondo del lavoro.
Piuttosto, una certa politica dovrebbe domandarsi per quale motivo una misura sociale sia stata così avversata trasversalmente, addirittura paragonandola al voto di scambio. Quello che qualche giorno fa cercavo di spiegare è che se quasi tutti i percettori del reddito hanno votato per Conte è dovuto al fatto che tutti gli altri in modo più o meno diretto avevano ventilato l'ipotesi di toglierlo. Ecco, in un paese civile una misura di dignità come questa non dovrebbe neanche essere argomento di campagna elettorale, se non per rafforzarla in un periodo di crisi, non certo per eliminarla. Dire: vogliamo eliminare le truffe è propaganda bella e buona. Nessuna misura assistenziale sarà mai esente da truffe in nessun paese del mondo. Si possono rafforzare i controlli, questo sì. Si possono incrementare le pene per chi delinque mentendo. Ma solo un disonesto intellettualmente può pensare che la destra e il centro aria-fritta di Calenda e Renzi abbiano detto questo. Anzi, più volte hanno parlato di gente sul divano che doveva andare a lavorare, semplificando enormemente la questione e soprattutto senza spiegare come avrebbero creato questi magici posti di lavoro.