DF PUNK ha scritto: ↑14/04/2022, 14:47
In Italia abbiamo storicamente un interesse pressochè nullo per la politica internazionale a livello di opinione pubblica. Detto ciò non capisco come il fatto di aver colpevolmente girato la faccia dall'altra parte mentre sto signore compiva ripetute e reiterate violazioni dei diritti umani dovrebbe impedirci di agire oggi in un senso. Ah per la cronaca , gli scambi commerciali con paesi non propriamente democratici sono necessari, quindi bisogna diversificare per evitare di legarci a doppio filo come abbiamo fatto con la Russia.
Sono d'accordo, però troverai anche tu ipocrita sospendere la Russia dalla Commissione per i diritti umani dell'ONU, se tale Commissione è presieduta dall'Arabia Saudita.
Non voglio fare benaltrismo, e siamo tutti concordi nel condannare Putin, però se accettiamo dittatori come Erdogan nella NATO(perché ci fa comodo), se minimizziamo i crimini contro l'umanità sauditi(perché conviene), insomma se dimostriamo di non aver imparato nulla da Putin, oltre che ipocriti ci dimostriamo anche stupidi.
Partendo dall'assunto che il mondo non sarà mai come lo vogliamo noi, l'ipocrisia la posso anche accettare, se è finalizzata a qualcosa di intelligente. Ma quando l'ipocrisia si mescola alla stupidità di non voler imparare dagli errori già commessi secondo me diventa davvero insostenibile. A sentire come oggi parlano di Putin, pare che sia un alieno venuto dal cielo che è arrivato in Russia a febbraio e ha fatto quello che ha fatto. Putin governa da ormai venti anni la Russia, lo abbiamo già visto all'opera in Cecenia, in Georgia, in Siria; lo abbiamo visto mentre cercava di ammazzare Navalny col veleno; lo abbiamo visto incarcerare decine di oppositori con motivazioni pretestuose; lo abbiamo visto mettere al bando omosessuali e minoranze; lo abbiamo visto instaurare in Russia una delle più brutali autocrazie del mondo. Eppure, per condannarlo, abbiamo aspettato che oltrepassasse la linea che ritenevamo invalicabile, cioè quella dell'invasione di uno stato sovrano europeo(e dovrebbe farci incazzare che serva aggiungere europeo per condannare l'aggressione di uno stato sovrano) dopo una guerra a bassa intensità che va avanti dal 2014. E pur condannandolo non abbiamo modo nel breve tempo di fare a meno del gas russo, perché ci siamo legati mani e piedi al dittatore. Se quindi con Putin non possiamo fare più niente, se non appunto adesso tenercelo per quello che è, cercando di limitare i danni, questo non dovrebbe aprire una riflessione in seno all'Occidente sui nostri rapporti con chi ha una visione del mondo diversa dalla nostra? Quando Draghi dice, giustamente in questo caso, senza ipocrisie che "Erdogan è un dittatore che ci fa comodo", non gli si potrebbe far notare che anche Putin è stato per anni un dittatore che ci faceva comodo? Diavolo, tutt'oggi si può dire che lo è, visto che continua a venderci il suo gas e noi europei gli abbiamo già abbondantemente ripagato il prezzo economico della sua, finora, fallimentare guerra in Ucraina solo con l'acquisto del gas nell'ultimo mese.
Oggi in Ucraina si sta vedendo una cosa aberrante, che però come dice anche Macron non è un genocidio(e paragonarlo alla Shoah significa mancare di rispetto a questa tragica vicenda della storia europea, banalizzandola). Si chiama guerra. Con i massacri infami dei civili inermi, i rastrellamenti, le deportazioni, le armi chimiche. Continuare a scandalizzarci solo per le cose che ci fanno comodo è troppo facile, sarebbe forse il caso di smetterla con certi toni(almeno chi vuole provare a trattare sul serio) e sedersi intorno ad un tavolo per cercare davvero di fare la pace. E magari, come dicevo prima, cercando di imparare qualcosa dalla storia Putin per evitare che fra qualche anno la Cina, l'Arabia o la Turchia di turno possano di nuovo svelare al mondo le nostre ipocrisie nel fare affari con dei dittatori criminali, che non diventano tali quando ci fa comodo a noi, ma che sono tali da sempre. Anche quando compriamo il loro gas e il loro petrolio intrattenendo affari con loro per i nostri interessi.