Sulla guerra io credo che non si corrano rischi. Se dovessero entrare in conflitto la NATO e la Russia si tratterà molto probabilmente un conflitto nucleare, quindi non ci sarà nessun fronte, ma soltanto un numero incalcolabile di morti e una devastazione senza precedenti.PuroIndyLove ha scritto: ↑22/03/2022, 14:04 Ma io non parlo di una sommossa in chiave filo-occidentale. La mia era puramente una ipotesi buttata là, come papabile futuro scenario geo-politico. Questo, sempre che si riesca a spodestare l'attuale "zar". Ma resta una mera ipotesi di fantapolitica. L'essenziale è che i russi in primis gli si rivoltino contro. E sì, anche a costo di manganellate. Ma le rivoluzioni di questo genere non sono realisticamente da intendersi pacifiche.
Che poi io non concordo con molte posizioni pacifiste e della "non-violenza" del genere fricchettone. Innegabilmente, l'Ucraina ha il diritto alla resistenza di un paese aggressore. Sono anche io per il dialogo, ma fino a un certo punto. E il dialogo, andava ricercato molto tempo fa. Non è che col bullo a scuola che ti tormenta tu ogni volta cerchi di fare da paciere ed evitare il conflitto. Dopo, non puoi fare altro che reagire.
Anche io ho paura di entrare in guerra. Non sono il tipo, mi sparerebbero non appena metto piede al fronte. Ma non posso realisticamente pregare l'Ucraina di arrendersi o giungere a un compromesso che la danneggi.
Restando allo scenario attuale, nessuno nega all'Ucraina il diritto a difendersi, ma mi chiedo quale sia la linea tra la difesa e il suicidio. Il Regno Unito resistette al bombardamento della Germania Nazista perché aveva la consapevolezza di poter vincere la guerra. L'Ucraina sta pagando un costo in termini di vite umane altissimo, ma realisticamente non so cosa speri di ottenere. Il crollo economico del regime di Putin e la fine della guerra? Io me lo auguro per loro e anche per noi, ma se non dovesse accadere l'unica cosa che otterranno è una situazione Siriana, quindi milioni di profughi e una patria che diventerà territorio di scontro di una guerra per procura, venendo praticamente rasa al suolo metro a metro. Io questo ho inteso quando Orsini disse quella sua frase molto criticata "Zelensky è un ostacolo alla pace". Un ragionamento che parte dall'idea che oggi gli ucraini sono ancora in condizione di poter fare una pace onorevole(se Putin è disposto a farla, e questo solo chi tratta lo sa per davvero), riconoscendo le repubbliche separatiste e firmando un patto di neutralità(sempre che i russi non chiedano un cambio di regime, in quel caso sarebbero condizioni inaccettabili per l'Ucraina). Se queste condizioni poi non sono garantite, e ripeto per saperlo dovremmo essere in quei consessi in cui si discute per saperlo, allora si aprirebbe uno scenario completamente diverso. Perché nulla nega che Putin magari ora voglia trasformare la guerra in una guerra di logoramento. Far fare all'artiglieria il lavoro sporco e riversare milioni di profughi in Europa, una migrazione senza precedenti che farà impallidire quella cui è stata sottoposta l'Italia dall'Africa. Questo noi non lo sappiamo e non possiamo saperlo. Tuttavia, ritengo che non possa esistere una correlazione tra inviare armi e auspicare la pace. Gli Stati Uniti sono la nazione al mondo con la maggior diffusione di armi e sono infatti il paese occidentale con più omicidi e sparatorie. Inviare armi in Ucraina non aiuta la de-escalation(che comunque non può essere a senso unico, e se i russi vogliono la guerra, agli ucraini non resta fare altro che combattere, o arrendersi), ma amplifica la escalation. Gli ucraini hanno il sacrosanto diritto di difendersi? Giustissimo. Ma il governo italiano ha il dovere di dire ai cittadini italiani quello che sta facendo, e inviare armi in Ucraina significa partecipare alla guerra, con tutte le conseguenze del caso. Non si può sentire che si continuino a mettere le armi nella lista insieme agli aiuti umanitari, come se fossero la stessa cosa.
