Gsquared ha scritto: ↑20/03/2022, 13:15
Se ti limitavi a fare sanzioni senza colpire lo stato di per sè, non avresti minimamente limitato la capacità della Russia di portare avanti una guerra. Sarebbe stato sostanzialmente un atto inutile.
Posto che vorrei avere certezze da una parte o dall'altra... l'impressione è che qualsiasi cosa succeda, non finirà bene.
Ma infatti io non critico le sanzioni in sé, mi limito ad osservare che non può esserci correlazione tra sanzioni indiscriminate che colpiscono la popolazione e una rivolta popolare filo occidentale. C'è proprio un cortocircuito logico dietro questa idea. Poi le sanzioni non miravano ad ottenere questo, ma quello che dici tu, ovvero ridurre la capacità bellica della Russia e rendere sempre più dispendiosa economicamente una guerra di logoramento. Mi chiedo allora perché si continui a parlare di Regime Change associandolo alle sanzioni.
Sul discorso di dialogare con Putin, o con i dittatori mi chiedo: con i vari regimi della penisola arabica cosa facciamo? E con la Cina? E per anni con Gheddafi? E con Erdogan(che è anche nella NATO, ndr)? E con Al Sisi? E con lo stesso Putin da cui l'Europa ha comprato il gas fino all'altro ieri(ricordo Gazprom, sponsor ufficiale Uefa Champions League, ndr)?
Non fatevi abbindolare dalla retorica dei valori dell'Occidente, che abbiamo tutti fatto sempre, giustamente, i nostri interessi trattando col peggio che l'umanità aveva da offrire, qualora ritenessimo di poterne trarre un profitto. Se oggi una trattativa può salvare migliaia di vite ucraine, fermare un esodo di massa verso l'Europa, pensare di non parlare con i russi perché c'è Putin è folle. Anche perché l'alternativa è davvero la terza guerra mondiale di cui continua a parlare Zelensky. Le delegazioni si stanno parlando, e si devono impegnare a trovare una via d'uscita.
Arrendersi a Putin? La capitolazione? Mai pensato questo, ma sapete cos'ha un costo economico elevatissimo oltre una guerra di logoramento? L'amministrazione di una regione vasta come l'Ucraina e apertamente ostile ai russi. Le sanzioni hanno raggiunto il loro scopo, stanno colpendo l'economia russa molto duramente. Gli ucraini hanno fatto il resto tenendo duro e impantanando i russi cedendo per ora davvero pochissimo territorio. Adesso però si entra in una nuova fase della guerra, una fase in cui le vittime civili cresceranno sempre di più con la guerra arrivata nelle città. Se c'è una possibilità di fermare tutto ciò, perché non percorrerla? Se poi Putin dovesse ritenere un dialogo inutile(eventualità da non escludersi), allora sì che probabilmente non ci sarà alcuna alternativa alla Terza Guerra Mondiale. Oppure ad un Occidente che si volterà dall'altra parte lasciando il popolo ucraino al suo destino. E tra questi due scenari non so quale mi faccia più ribrezzo.
PS: Sulla parte finale del mio ragionamento resta un grande punto di domanda. Cosa vuole Putin? Sul riconoscimento delle repubbliche del Donbass credo non ci siano grandi problemi. Io credo che ad oggi il vero punto di stallo della trattativa sia sul ruolo dell'Ucraina. Putin la vuole neutrale e con patto firmato che non entrerà nella NATO. Ma molto probabilmente la vuole neutrale con un regime filorusso richiamando Yanukovich o chi per lui. E su questo, ovviamente, gli ucraini non possono cedere. Non resta quindi che sperare in una mediazione, anche se finora si resta al muro contro muro.