No, no, non ho fatto nessun taroccamento, ho fatto un'approssimazione relativamente poco importante sul risultato finale.Sheldon Van Eyck ha scritto:
Quello in cui ''taroccò'' i risultati della dimostrazione logica per perorare la sua tesi che dio e vita sono inconciliabili.
Usare 1-P(V|D)~1 cambia semplicemente da
P(D|V) = P(D)/[P(D) + P(N)]
a
P(D|V) = P(D)/[P(V)+P(N)-P(D)*P(N)]
Che non mi si accusi di disonestà.
Tanto più che è esclusivamente una confutazione dell'argomento teleologico, non è nulla di affermativo.
Per chi non fosse un mio fan, il post intero era questo:
Ai tempi sono stato un pirla perché ho usato sia il - come meno operatore che - come negazione logica.Se dovessi dissezionare l'argomentazione, in termini semplici, farei così:
Premessa A: Che la vita esista senza Dio è improbabile.
Premessa B: Che la vita esista con Dio è molto probabile.
Conclusione C: L'esistenza della vita è più probabilmente il risultato dell'esistenza di Dio, che non.
Ora, io non ho problemi con le premesse, ma la conclusione è fallace. Un controesempio per far capire:
Premessa A2: Vincere la lotteria senza conoscere il futuro è improbabile.
Premessa B2: Vincere la lotteria conoscendo il futuro è molto probabile.
Conclusione C: Vincere la lotteria è più probabilmente il risultato di conoscenza del futuro che non del caso.
Con solo queste premesse l'argomentazione è fallace. Però l'esistenza della vita, di un apparente ordine cosmico etc, viene considerata un prova a favore dell'esistenza di Dio, normalmente.
Ora, definirò per questa dimostrazione prova come:
" B è prova di A, se B aumenta la probabilità che A sia vera "
Matematicamente, si può scrivere P(A|B)>P(A)
(Si legge " La probabilità di A condizionato B è maggiore della probabilità di A")
E, ovviamente, tanto più B è una Buona prova, tanto maggiore sarà la P(A|B) rispetto alla P(A).
Adesso possiamo applicarlo a questa argomentazione. Siano:
D = Dio esiste
V = La vita esiste
L'argomentazione ci dice che l'esistenza della vita è una buona prova dell'esistenza di Dio. Quindi sarà:
P(D|V)>P(D)
Dobbiamo quindi calcolare quanto vale questa P(D|V) e possiamo usare uno strumento utilissimo qual'è il teorema di Bayes:
P(D|V)= [P(V|D)*P(D)]/P(V)
Ovviamente, posso considerare P(V|D)=1 , perché l'argomentazione sottointende che Dio vuole creare la vita, quindi P(V|D) è un evento certo.
L'equazione diventa quindi:
P(D|V) = P(D)/P(V)
La vita può esistere o con o senza Dio. In simboli:
P(V) = P(D) * P(V|D) + P(-D)*P(V|-D)
(NB:Il - sarebbe il simbolo non della logica matematica)
P(V) = P(D)*1 + [1-P(D)] * P(V|-D)
P(V) = P(D) + P(V|-D) - P(D)*P(V|-D)
P(V) = P(D) * [1-P(V|-D)] + P(V|-D)
P(V) = P(D) * [1-P(V|-D)] + P(V|-D)
Ora possiamo far entrare in gioco la seconda premessa, cioè che l'esistenza della vita senza l'esistenza di Dio sia estremamente improbabile: in simboli:
1 - P(V|-D) = 1 (Ci vorrebbe il simbolo del circa uguale, ma tant'è.)
Sto in pratica concedendo che la probabilità dell'esistenza della vita senza che esista Dio è praticamente zero.
P(V) = P(D) + P(V|-D)
Ok, per chiarezza, faccio diventare P(V|-D) = P(N), ovvero " La vita esiste per altre cause naturali e non per Dio)
P(V) = P(D) + P(N)
L'equazione di bayes che era in forma P(D|V) = P(D)/P(V) diventa
P(D|V) = P(D)/[P(D) + P(N)]
Ciò significa che perché l'argomentazione sia valida, il rapporto P(N)/P(D) deve essere basso.
In termini meno rigorosi, per dire che l'esistenza della vita è una buona prova dell'esistenza di Dio devi prima dimostrare che la probabilità dell'esistenza di Dio è sufficientemente alta comparata alla probabilità di una causa naturale per l'esistenza della vita.
In termini ancora meno rigorosi, dire "Dio esiste perché è improbabile che la vita esista " è un ragionamento circolare, a meno che non si provi che P(N)/P(D) sia basso.




