1700 euro per ogni tunisino rimpatriato
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DrewMcIntyre
1700 euro per ogni tunisino rimpatriato
Zaia (Veneto): «Per quelli che arrivano qui con le scarpette firmate non c'è posto»
1700 euro per ogni tunisino rimpatriato Bossi: «Ma che pagare, a loro niente»
L'Italia pagherà per aiutare gli immigrati a rifarsi una vita. Gli arrivi continuano: avvistati altri 4 barconi
MILANO - La Tunisia si impegna a contrastare le partenze di migranti verso l'Italia, ma in cambio chiede aiuti economici. E Roma, come ha spiegato il ministro degli Esteri Franco Frattini al Corriere, mette sul piatto una cifra di «1.500-1700 euro per ogni immigrato che accetterà di tornare a casa e sarà aiutato a crearsi un’attività in modo che poi non abbia più la necessità di andare via». A ciò si aggiungono pattugliatori navali, motovedette, veicoli, motori e pezzi di ricambio per un valore che oscilla tra i 70 e i 115 milioni di euro e ulteriori stanziamenti economici dopo gli aiuti per circa 200 milioni di euro già erogati dalla Farnesina. Una «lista della spesa» sul modello adottato per anni dalla Libia, che ha ottenuto benefici economici dall'Italia in cambio di una cooperazione nelle attività di contenimento dei flussi migratori. La «dote» che verrà messa a disposizione di ogni clandestino che accetterà volontariamente di tornare nel suo Paese (circa 1.700 euro) arriverà da fondi dell'Ue, che al massimo l'Italia si limiterà ad anticipare ha poi spiegato Frattini.
CONTROPARTITA - Mentre la Libia chiedeva come contropartita per avviare il dialogo il risarcimento dei danni legati al colonialismo e la costruzione di un’autostrada, spiega Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera in edicola oggi, la Tunisia vuole però un sostegno concreto per il rilancio del settore turistico. Il discorso dei rappresentanti del governo di transizione è chiaro: dopo le rivolte che hanno portato alla caduta del presidente Ben Alì il Paese vive una situazione di stallo economico e dunque ha bisogno di aiuto, anche perché i giovani non trovano lavoro e sono costretti a emigrare.
BOSSI - Ma c'è chi all'interno dello stesso governo non ci sta a pagare gli immigrati per farli reimpatriare. «Ma che pagare? Io non gli darei niente, li caricherei e li porterei indietro. E se tornano li riportiamo a casa ancora» spiega il segretario della Lega Nord, Umberto Bossi.
AVVISTATI ALTRI BARCONI - Nel frattempo, gli arrivi di migranti non si interrompono: altri quattro barconi con circa 600 migranti sono stati avvistati da un velivolo Atr della Guardia di Finanza, al largo di Lampedusa. Per soccorrere i quattro barconi sono partite motovedette della fiamme gialle. Le carrette sono state avvistate nel pomeriggio di sabato, tra le 18 e le 50 miglia a sud dell'isola. Sabato a Lampedusa sono già approdate centinaia di persone. In cinque differenti operazioni gli uomini della Capitaneria di porto e della Guardia di finanza hanno tratto in salvo 303 migranti. Su uno di questi barconi, con a bordo oltre 300 migranti, tra cui molte donne e bambini, una donna ha dato alla luce un maschietto. Entrambi sono stati messi in salvo da un elicottero della nave della Marina militare Etna.
LO SVUOTAMENTO DI LAMPEDUSA - Intanto entra nel vivo il piano di svuotamento rapido di Lampedusa previsto dal governo. Nella notte tra venerdì e sabato la nave militare «San Marco», messa a disposizione dalla Difesa, è salpata dall'isola con a bordo 550 migranti, che saranno trasportati fino a Taranto e da lì smistati nella tendopoli di Manduria. Altri mille extracomunitari approdati nei giorni scorsi a Lampedusa verranno caricati domenica sul primo dei due traghetti passeggeri affittati per accelerare le partenze, mentre il secondo è atteso per martedì. L'obiettivo è ridurre la pressione sul piccolo centro dove è ormai forte l'esasperazione dei residenti (il numero dei migranti nei giorni scorsi ha superato quota 5 mila, pareggiando il numero degli abitanti) e delle autorità, preoccupati anche per le ripercussioni sulla stagione turistica alle porte, principale fonte di sostentamento per i lampedusani.
CONTRASTI SULLO SMISTAMENTO - Gli immigrati dovrebbero essere smistati in diverse regioni italiane. Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha precisato che nessuna regione potrà chiamarsi fuori, fatta eccezione per l'Abruzzo che è ancora alle prese con le problematiche post-terremoto. Da diverse parti d'Italia iniziano però ad arrivare i primi distinguo e le prime prese di distanza. E le più clamorose sono proprio di amministratori di Lega e centrodestra. Il presidente della Regione Veneto, il leghista Luca Zaia, ha sottolineato che «quelli che fuggono dalla Tunisia pagando 2000 euro, con le scarpette firmate, sono clandestini belli e buoni. Per questo tipo di immigrati nel Veneto c'è ospitalità pari a zero» (tra i sindaci veneti che hanno dato la disponibilità a fare la propria parte c'è quello di Verona, Franco Tosi, anche lui del Carroccio, e quello di Belluno, Antonio Prade, alla guida di una giunta di centrodestra). E il sindaco di Milano ed ex ministro berlusconiano Letizia Moratti si è detta «molto preoccupata» e ha spiegato che «Milano non è in grado di assorbire più immigrazione di quanto non stia già assorbendo. Chiederò al ministro Maroni che fra i criteri della ripartizione si tenga conto di quello che le Regioni e le città hanno già dato».
1700 euro per ogni tunisino rimpatriato Bossi: «Ma che pagare, a loro niente»
L'Italia pagherà per aiutare gli immigrati a rifarsi una vita. Gli arrivi continuano: avvistati altri 4 barconi
MILANO - La Tunisia si impegna a contrastare le partenze di migranti verso l'Italia, ma in cambio chiede aiuti economici. E Roma, come ha spiegato il ministro degli Esteri Franco Frattini al Corriere, mette sul piatto una cifra di «1.500-1700 euro per ogni immigrato che accetterà di tornare a casa e sarà aiutato a crearsi un’attività in modo che poi non abbia più la necessità di andare via». A ciò si aggiungono pattugliatori navali, motovedette, veicoli, motori e pezzi di ricambio per un valore che oscilla tra i 70 e i 115 milioni di euro e ulteriori stanziamenti economici dopo gli aiuti per circa 200 milioni di euro già erogati dalla Farnesina. Una «lista della spesa» sul modello adottato per anni dalla Libia, che ha ottenuto benefici economici dall'Italia in cambio di una cooperazione nelle attività di contenimento dei flussi migratori. La «dote» che verrà messa a disposizione di ogni clandestino che accetterà volontariamente di tornare nel suo Paese (circa 1.700 euro) arriverà da fondi dell'Ue, che al massimo l'Italia si limiterà ad anticipare ha poi spiegato Frattini.
CONTROPARTITA - Mentre la Libia chiedeva come contropartita per avviare il dialogo il risarcimento dei danni legati al colonialismo e la costruzione di un’autostrada, spiega Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera in edicola oggi, la Tunisia vuole però un sostegno concreto per il rilancio del settore turistico. Il discorso dei rappresentanti del governo di transizione è chiaro: dopo le rivolte che hanno portato alla caduta del presidente Ben Alì il Paese vive una situazione di stallo economico e dunque ha bisogno di aiuto, anche perché i giovani non trovano lavoro e sono costretti a emigrare.
BOSSI - Ma c'è chi all'interno dello stesso governo non ci sta a pagare gli immigrati per farli reimpatriare. «Ma che pagare? Io non gli darei niente, li caricherei e li porterei indietro. E se tornano li riportiamo a casa ancora» spiega il segretario della Lega Nord, Umberto Bossi.
AVVISTATI ALTRI BARCONI - Nel frattempo, gli arrivi di migranti non si interrompono: altri quattro barconi con circa 600 migranti sono stati avvistati da un velivolo Atr della Guardia di Finanza, al largo di Lampedusa. Per soccorrere i quattro barconi sono partite motovedette della fiamme gialle. Le carrette sono state avvistate nel pomeriggio di sabato, tra le 18 e le 50 miglia a sud dell'isola. Sabato a Lampedusa sono già approdate centinaia di persone. In cinque differenti operazioni gli uomini della Capitaneria di porto e della Guardia di finanza hanno tratto in salvo 303 migranti. Su uno di questi barconi, con a bordo oltre 300 migranti, tra cui molte donne e bambini, una donna ha dato alla luce un maschietto. Entrambi sono stati messi in salvo da un elicottero della nave della Marina militare Etna.
LO SVUOTAMENTO DI LAMPEDUSA - Intanto entra nel vivo il piano di svuotamento rapido di Lampedusa previsto dal governo. Nella notte tra venerdì e sabato la nave militare «San Marco», messa a disposizione dalla Difesa, è salpata dall'isola con a bordo 550 migranti, che saranno trasportati fino a Taranto e da lì smistati nella tendopoli di Manduria. Altri mille extracomunitari approdati nei giorni scorsi a Lampedusa verranno caricati domenica sul primo dei due traghetti passeggeri affittati per accelerare le partenze, mentre il secondo è atteso per martedì. L'obiettivo è ridurre la pressione sul piccolo centro dove è ormai forte l'esasperazione dei residenti (il numero dei migranti nei giorni scorsi ha superato quota 5 mila, pareggiando il numero degli abitanti) e delle autorità, preoccupati anche per le ripercussioni sulla stagione turistica alle porte, principale fonte di sostentamento per i lampedusani.
CONTRASTI SULLO SMISTAMENTO - Gli immigrati dovrebbero essere smistati in diverse regioni italiane. Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha precisato che nessuna regione potrà chiamarsi fuori, fatta eccezione per l'Abruzzo che è ancora alle prese con le problematiche post-terremoto. Da diverse parti d'Italia iniziano però ad arrivare i primi distinguo e le prime prese di distanza. E le più clamorose sono proprio di amministratori di Lega e centrodestra. Il presidente della Regione Veneto, il leghista Luca Zaia, ha sottolineato che «quelli che fuggono dalla Tunisia pagando 2000 euro, con le scarpette firmate, sono clandestini belli e buoni. Per questo tipo di immigrati nel Veneto c'è ospitalità pari a zero» (tra i sindaci veneti che hanno dato la disponibilità a fare la propria parte c'è quello di Verona, Franco Tosi, anche lui del Carroccio, e quello di Belluno, Antonio Prade, alla guida di una giunta di centrodestra). E il sindaco di Milano ed ex ministro berlusconiano Letizia Moratti si è detta «molto preoccupata» e ha spiegato che «Milano non è in grado di assorbire più immigrazione di quanto non stia già assorbendo. Chiederò al ministro Maroni che fra i criteri della ripartizione si tenga conto di quello che le Regioni e le città hanno già dato».
Re: 1700 euro per ogni tunisino rimpatriato
questo è un problema di cui non se ne può occupare solo l'italia, ma che dovrebbe coinvolgere tutta la comunità europea
quindi la domanda è:
- la tanto millantanta importanza internazionale dell'italia, sottolineata più volte dal governo, dov'è?
se uno ha davvero un'importanza in queste cose, non dovrebbe essere difficile coinvolgere il resto della UE, giusto?
quindi la domanda è:
- la tanto millantanta importanza internazionale dell'italia, sottolineata più volte dal governo, dov'è?
se uno ha davvero un'importanza in queste cose, non dovrebbe essere difficile coinvolgere il resto della UE, giusto?
- White Chocolate
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Re: 1700 euro per ogni tunisino rimpatriato
Sentito ieri al tg, ma parlavano di 2500 euro.
Se dico che è uno schifo rischio di passare per razzista?
Se dico che è uno schifo rischio di passare per razzista?
Re: 1700 euro per ogni tunisino rimpatriato
Io li butterei fuori dall'Italia, ma non facendoli tornare a casa loro, mandandoli in Francia
Re: 1700 euro per ogni tunisino rimpatriato
Dovremmo metterli ai lavori forzati finchè non guadagnano la somma sufficiente per pagarsi il viaggio di rimpatrio. Cioè questi ci invadono e dobbiamo pure pagarli noi affinchè se ne vadano??
Re: 1700 euro per ogni tunisino rimpatriato
cosi ha deciso il governo.mentre gli italiani muoiono di fame si pagano centinaia e centinaia di milioni ai tunisini x farli tornare a casa loro.Revan ha scritto:Dovremmo metterli ai lavori forzati finchè non guadagnano la somma sufficiente per pagarsi il viaggio di rimpatrio. Cioè questi ci invadono e dobbiamo pure pagarli noi affinchè se ne vadano??
loro ci invadono e noi invece di sparargli a vista,ci facciamo tranquillamente invadere e li paghiamo pure x farci invadere(xkè ovviamente ki accetta i soldi x tornarsene a casa,quando torna dirà sicuramente a tutti di imbarcarsi e invadere l'italia e verrà pure pagato)
governo di merda
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Re: 1700 euro per ogni tunisino rimpatriato
Bisogna chiudere le frontiere perchè la situazione è insostenibile, a prescindere dai soldi necessari per mandar via i tunisini.White Chocolate ha scritto:Sentito ieri al tg, ma parlavano di 2500 euro.
Se dico che è uno schifo rischio di passare per razzista?
Re: 1700 euro per ogni tunisino rimpatriato
Revan ha scritto:Dovremmo metterli ai lavori forzati finchè non guadagnano la somma sufficiente per pagarsi il viaggio di rimpatrio. Cioè questi ci invadono e dobbiamo pure pagarli noi affinchè se ne vadano??
ti vergogni della tua ignoranza mastodontica almeno?
quanti anni hai? 12 e hai un padre leghista razzista che ti ha educato così da piccolo?
perchè se non è così le giustificazioni per la tua imbecillità si ritrovano solo in qualche rara malattia genetica.
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Re: 1700 euro per ogni tunisino rimpatriato
No ma ha problemi, non ti inalberareDiXan ha scritto:
se è un fake avvisate.
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Re: 1700 euro per ogni tunisino rimpatriato
Ma che pagare? Io non gli darei niente, li caricherei e li porterei indietro. E se tornano li riportiamo a casa ancora. (cit.). Purtroppo però non possiamo.
Re: 1700 euro per ogni tunisino rimpatriato
Quindi per te cosa dovremmo fare? accogliere milioni di africani a braccia aperte dandogli vitto e alloggio gratis fino a scoppiare?DiXan ha scritto:
ti vergogni della tua ignoranza mastodontica almeno?
quanti anni hai? 12 e hai un padre leghista razzista che ti ha educato così da piccolo?
perchè se non è così le giustificazioni per la tua imbecillità si ritrovano solo in qualche rara malattia genetica.
Re: 1700 euro per ogni tunisino rimpatriato
Revan ha scritto: Quindi per te cosa dovremmo fare? accogliere milioni di africani a braccia aperte dandogli vitto e alloggio gratis fino a scoppiare?
ciò che penso io non ha importanza. ci sono persone che pensano che debbano essere allontanati ma hanno il buon gusto di esprimersi in maniera differente. è questo ciò che distingue chi usa il cervello da chi non lo fa.

