Mystogan ha scritto:
Generalmente (segnatevi 'sta parola), adoperi un repertorio di mosse di wrestling minore, serve meno tecnica individuale, se il numero di atleti coinvolti é ampio aumenta la diversità della natura degli spot (a seconda delle caratteristiche dei wrestler coinvolti) e diminuisce il lavoro singolo di ognuno,
tendenzialmente c'é meno lavoro di storytelling (perché creare momenti d'impatto diventa più importante data l'eccezionalità della stipulazione)...
Cazzo, é così che vi hanno spacciato la baracconata di Summerslam per un gran match di wrestling.
E lascia stare la retorica che la storia raccontata é sempre più importante dell'azione mostrata e che ci sono stati hardcore matches di straordinario storytelling, per carità di Dio. Sono cose che do per scontate.
A parte che l'atteggiamento da bimbo offeso, specie dopo che dici di screditare l'opinione di tutti qua dentro solo perché non si chiamano Meltzer (e a sto punto chiuditi in mondo a parlare di manga che fai prima), infastidisce alquanto, proviamo però ad andare nel merito.
"adoperi un repertorio di mosse di wrestling minore"
E sticazzi, il gran match lo puoi fare con 4 mosse in croce e qualche pugno, volendo, quindi nope. Ti basta vedere un qualunque wrestler WWE. Già questo basta per dimostrare che la varietà del repertorio non conta più di tanto.
"serve meno tecnica individuale"
Stesso discorso di cui sopra.
"se il numero di atleti coinvolti é ampio aumenta la diversità della natura degli spot (a seconda delle caratteristiche dei wrestler coinvolti) e diminuisce il lavoro singolo di ognuno"
Verissimo, però scusa, si sta parlando di match a stipulazione speciale o di match a più uomini? Per i match a più uomini si può dire che il merito viene diviso tra tutti i partecipanti, a meno di prestazioni eccezionali (es. uno che resta per 60 minuti nella Rumble).
"tendenzialmente c'é meno lavoro di storytelling (perché creare momenti d'impatto diventa più importante data l'eccezionalità della stipulazione)"
Lo storytelling non è un lavoro, è solo un qualcosa che emerge da quanto si fa all'interno del quadrato. Le mosse o gli spot sono soltanto il mezzo attraverso il quale la storia deve emergere, quindi ciò che conta non è
cosa si fa, bensì come il tutto si incastra ai fini del risultato che si vuole ottenere.
Nei cosiddetti spot-fest non si parla più di "raccontare una storia", si parla sempre di legare gli spot tra loro ma di farlo in maniera tale da far esaltare chi guarda. Anche qui serve fare le cose in un certo modo, le abilità richieste a un wrestler son le stesse che servono per raccontare una storia ma va anche detto che la maggior parte degli spot-fest sono scriptati a dovere, quindi sì in questo caso si può dire che un po' i difetti dei wrestler vengono coperti.
Parlando proprio dello scripting di un match, qui bisogna aggiungere che tutto ciò che è scriptato deve avvenire con naturalezza, e anche qui servono le abilità di un wrestler, quelle che anche mascherando i difetti continuano a essere necessarie.
Le abilità di cui parlo sono la capacità di interpretare le situazioni, il timing, i posizionamenti, le espressioni facciali (quando necessarie), e tante altre che un JH18 saprebbe menzionare.