ZioPappo ha scritto:
ooh va la qualcuno che mi parla di multiculturalismo proprio mentre sto presentando un progetto sul multiculturalismo all'università, ma ghe è una persecuzione figa
in ogni caso, prima di tutto il quadro giuridico: negli USA a riguardo dei vaccini non impongono sanzioni per le mancate vaccinazioni, ma impediscono ai bambini di andare a scuola se non hai un certificato che dica che tu sei vaccinato. Di solito la si fa entro i due anni di età.
detto ciò, in Italia chi è che ha fatto partire il movimento antivaccinista? esatto: degli italiani. vogliamo prendere misure contro sti cazzo di italiani che ci hanno invaso l'Italia con le malattie?
se non hanno fatto il vaccino sono problemi loro, perché il quadro giuridico statunitense teoricamente glielo permette. il punto è che le tue parole implicano una relazione stretta tra la malattia e il gruppo etnico in questione. la parotite è una malattia che esiste già negli Stati Uniti (quindi insomma non l'hanno portata da 'casa loro'), dove ripeto, il vaccino è ufficiosamente obbligatorio. se dallas wyatt e jojo sono in strette relazioni poco ci si può fare. comunque loro non fanno infrazione ad alcuna legge americana sui vaccini: si può discutere sull'efficacia di questa legge, ma su quali basi riduci un'epidemia comunque contenibile ad un discorso puramente etnico? non puoi categorizzare un gruppo etnico su parametri che neanche conosciamo, visto che nè io nè, dubito, tu conosciamo approfonditamente le caratteristiche culturali di questo gruppo etnico (che poi non è che siano una comunità a parte, ma sono comunque fortemente intrecciati con le usanze americane), dunque ad oggi distinguere nettamente una minoranza etnica da una maggioranza 'americana' (che poi se parli di una minoranza etnica vuol dire che presupponi anche una maggioranza, quando in realtà l'America è sempre stata un confederalismo di etnie che lentamente si sono integrate tra di loro) non è facilissimo.
si può discutere sul fatto che la legge antivaccini sia più o meno buona (alla fine è simile alla nostra), ma ridurlo ad una questione di minoranze etniche è una grossa cavolata.
alla fine è quasi la stessa argomentazione che faceva libero quando scrisse sulla sua prima pagina 'gli immigrati ci portano anche le malattie'.
per quello ti prendevo in giro.
scusate l'off topic torno ad eclissarmi
Ero sicuro che sarebbe arrivato un retore dell'apertura mentale finalizzata allo svuotamento cerebrale, talmente inabile al ragionamento particolare che attribuisce agli interlocutori desunzioni generali che non si sono mai sognati di fare.
La stessa argomentazione un gran paio di palle. Io non ho nemmeno pensato di parlare di un generico "antivaccinismo" in cui si riconoscerebbero le famiglie Anoa'i e Rotunda, figuriamoci se potevo teorizzare l'origine etnica dell'antivaccinismo come fenomeno complessivo negli Stati Uniti. Questo è solo l'automatismo mentale che tu hai sviluppato per poterti sempre collocare su un piedistallo di fronte a chi non la pensa come te. Da manuale dell'analfabetismo funzionale.
Già parlare di un quadro giuridico statuale unico negli USA è un'autodenuncia di ignoranza. Chiunque abbia mai aperto un articolo sulla sanità americana sa perfettamente che la profilassi vaccinale non è una questione di giurisdizione federale, che ogni stato gestisce in grande autonomia. Qui non stiamo parlando di uno stato, ma di un'azienda che garantisce la copertura sanitaria ai suoi dipendenti e alle loro famiglie e che perciò dovrebbe preoccuparsi anche della formazione dei propri dipendenti, laddove ravvisasse una ritrosia sistematica verso questioni di tale importanza. Mi preoccupa che si debba pensare immediatamente a sanzionamenti e impedimenti all'accesso scolastico (che, ripeto, non è affatto generalizzato negli States), mai alla formazione delle famiglie, rivela un'idea di stato etico destinato alla capitolazione. Ma affari tuoi, non intendo aprire una discussione generale sulle misure di contrasto al decremento della copertura vaccinale.
Forse tu non conosci la realtà delle minoranze etniche di origine polinesiana negli Stati Uniti. Questo non implica che tutti gli altri non ne sappiano nulla. Io ad esempio sono un appassionato dilettante di filologia e mitologia, con uno speciale interesse in quella polinesiana (le cui lingue presentano un grado eufonico sensazionale, cui solo il ceppo ugrofinnico può forse rivaleggiare) e per studiare le lingue polinesiane non si può far riferimento soltanto alle popolazioni autoctone, ma anche alle mutazioni delle isole linguistiche nelle comunità emigrate: Samoa e Hawaii sono dei perfetti esempi almeno fino al dopoguerra dei fenomeni di preservazione linguistica. Tutto questo porta naturalmente ad un approfondimento della cultura originale e dell'eredità di suddetta cultura nelle minoranze discendenze di emigrati.
Nelle comunità samoane, comprese quelle perfettamente integrate esiste ancora una forte connotazione tribale, eredità viva incarnata soprattutto nelle matriarche. Non c'è nulla di esecrabile né di arretrato - non sto naturalmente dicendo che vivono come i loro antenati - in questo, la cultura polinesiana avrebbe molto da insegnare agli occidentali.
Purtroppo il rapporto con la sanità non è tra questi insegnamenti.
Io prima ho fatto solo un'ipotesi che sembra plausibile nel caso specifico. Non mi sogno nemmeno di assurgerlo a paradigma dell'antivaccinista americano e non accetto che mi venga attribuita una tesi tanto idiota.
Ho la fortuna di aver a che fare con persone che quotidianamente si occupano di sanità, educazione, assistenza caritatevole in diverse aree del mondo dove il modello sciamanico è ancora un grosso impedimento alla vaccinazione: Africa sub-sahariana, Cambogia... Problemi analoghi a quelli che hanno investito diverse minoranze etniche negli Stati Uniti fino alla prima metà del secolo scorso. Tanto quelle che avevano un simile lascito più vicino come le comunità caraibiche, quanto quelle per cui la diffidenza verso la medicina scientifica non era un costume direttamente mutuato dalla derivazione sciamanica come quelle messicane.
La diffidenza verso strumenti sanitari di percezione minatoria (come il vaccino perché richiede l'inoculo) si presenta piuttosto trasversale e senza continuità nei gruppi familiari, a meno che essi non costituiscano una nicchia culturale, come quelle di matrice etnica. Questo secondo caso
potrebbe essere quello della "dinastia" samoana del pro-wrestling e famiglie collaterali, vedi Anoa'i e Rotunda.
Spero di essere stato abbastanza chiaro e di non dovermi ripetere o spiegare oltre.
P.S.: mi scuso con chi ritiene che leggere più di 15 righe sia un'insopportabile violenza, ma non intendo certo dare adito ad ulteriori pretestuosi fraintendimenti, che di razzistomani ne ho abbastanza intorno fuori dal virtuale, ci mancano solo i fenomeni del multiculturalismo da forum.