POLITICA ESTERA
- Karran
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Re: POLITICA ESTERA
Se tu non ci vedi il nesso, problemi tuoi.Malfoy ha scritto:Era ovviamente una metafora scherzosa di risposta a Karran che aveva fatto un esempio che non c'entrava una sega ugualmente.
Itanto... viva la democrazia:
Spoiler:
Ultima modifica di Karran il 25/06/2016, 0:12, modificato 1 volta in totale.
- Devixe
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Re: POLITICA ESTERA
Ho uno strano sfogo cutaneo. Mi sono informato: ho la rabbia, la sifilide, la polmonite, il vaiolo e la sindrome della mucca pazzaKarran ha scritto:In amor di democrazia, fatevi operare alla colecisti da Francesco l'idraulico.
Non è un tecnico ma ha solide opinioni riguardo gli interventi di colecistectomia. Si è anche ben informato e, cosa più importante, da buon cittadino, ci tiene a partecipare attivamente alla chirurgia della sanità pubblica.
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Re: POLITICA ESTERA
È chiaro a tutti comunque che l'errore è stato di Cameron, no?
Non ha nemmeno senso parlare di cambiamenti nel modo in cui si effettuano i referendum, semplicemente si è voluto far guidare un camion a un bambino di 6 anni. Ubriaco.
Non ha nemmeno senso parlare di cambiamenti nel modo in cui si effettuano i referendum, semplicemente si è voluto far guidare un camion a un bambino di 6 anni. Ubriaco.
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Re: POLITICA ESTERA
E sai come si chiama io problema di non vedere il nesso ?Karran ha scritto: Se tu non ci vedi il nesso, problemi tuoi.
Itanto... viva la democrazia:Spoiler:

Io un ingegnere automobilistico me lo porterei dietro comunque, magari saprebbe dirmi se il motore della macchina che sto per comprare dura più di due settimane
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Re: POLITICA ESTERA
Karran, se vuoi instaurare una dittatura fondati un partito, presentati alle elezioni e vediamo quanti voti prendi. (semicit.)Karran ha scritto: Se tu non ci vedi il nesso, problemi tuoi.
Itanto... viva la democrazia:Spoiler:
Ci sono anche delle responsabilità politiche su quanto successo.
Copincollo un post scritto da un mio amico su Facebook che a mio parere analizza in maniera molto lucida la questione.
Dopo essermi sorbito una quantità esagerata di stati legati alla (o "al"?) #Brexit, tema assolutamente centrale che ha magicamente dispensato lauree in economia, finanza, geopolitica e diritto dell'Unione Europea anche a persone che non sanno scrivere in italiano, sento l'esigenza di dire la mia, e dal momento che di macroeconomia ne capisco ben poco, queste considerazioni saranno prettamente giuridiche (posto che comunque sono i pareri di uno che il diritto ha iniziato a masticarlo da poco).
Vorrei innanzi tutto ringraziare i nostri padri costituenti per l'articolo 75 della nostra Costituzione, che vieta, tra gli altri, l'ammissione di referendum di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. Molti sono infatti quelli che hanno detto "peccato abbia vinto il "leave" ma si tratta comunque di una vittoria della democrazia, perchè il popolo ha potuto scegliere". Quelli che dicono questo non hanno ben chiara, evidentemente, la distinzione tra democrazia diretta e democrazia rappresentativa. Eppure non è cosí complessa: la democrazia diretta era quella delle poleis greche, Atene su tutte, dove i cittadini, ovvero un numero molto ridotto di persone essendo esclusi dalla categoria schiavi, stranieri trasferiti e donne, prendevano le decisioni politiche riunendosi e discutendo, per l'appunto direttamente; al contrario la democrazia rappresentativa si caratterizza per la presenza di rappresentanti eletti, che dovrebbero fare gli interessi o dell'intera nazione oppure di coloro che li hanno votati, a seconda che vi sia o no il divieto di mandato imperativo. Risulta evidente che anche in stati demograficamente molto ridotti sia impensabile uno stato che si basa sulla democrazia diretta. Ora, il principio su cui si basa la rappresentativitá intesa come rappresentazione degli interessi in quel teatro che prende il nome di Parlamento, è proprio l'autonomia degli eletti rispetto ai governati. Poi, chiaramente, quando si tornerà alle urne ognuno farà le proprie valutazioni e voterà come meglio crede, valutando l'operato della maggioranza e del governo. Tuttavia alcuni istituti di democrazia diretta, tra tutti il referendum, sono inseriti nella maggior parte delle democrazie occidentali. Questo perchè si ritiene che in alcune materie sia giusto che il popolo si esprima, e anche eventualmente per correggere il tiro di manovre governative scellerate. Ma c'è un motivo se i nostri padri costituenti hanno inserito tali limiti alle consultazioni referendarie: già a loro era chiaro che quando il popolo si trova a scegliere, spesso sceglie Barabba invece che Gesù Cristo. Uscendo fuori di metafora, spesso la scelta dipende da componenti che non hanno nulla a che fare con l'oggetto del referendum stesso, moltissimi votano "con la pancia" e non con il cervello e spesso, molti non hanno le competenze per prendere una scelta del genere. Il punto principale del problema è il fatto che il fatto che il popolo si esprima, non è affatto sinonimo di democrazia, nè tanto meno di aver fatto la scelta giusta. È giusto che il popolo si esprima, come è già successo, su questioni che ogni cittadino può quanto meno capire, chi più chi meno, e non su materie molto tecniche come può essere l'uscita dall'Unione Europea, o, un esempio a caso, la permanenza delle trivelle a tot miglia dalla costa. Con questo non voglio dire che il popolo debba disinteressarsi alle questioni, anzi, ma che debba informarsi, far sentire la sua voce, e ricordarsi di ciò che il governo ha fatto oppure no nel momento in cui si trova all'interno della cabina elettorale. Se, infatti, passa l'idea che " il popolo sovrano si è espresso, quindi va tutto bene perchè non può sbagliare" si rischia di cadere nella dittatura della maggioranza, e di sfociare in democrazie plebiscitarie, per certi aspetti molto vicine alle dittature, per altri persino peggiori.
Non ho volutamente fatto riferimento alle persone contente di questo risultato, in quanto ritengo che sia di per sè evidente che un'Europa disunita sia debole e non abbia un futuro, e che di sicuro gli stati del Vecchio Continente non possano fronteggiare da soli le sfide sociali che saremo costretti ad affrontare, nè tanto meno competere economicamente con gli USA o con i giganti asiatici.
Ci sarebbe poi tanto altro di cui parlare, come ad esempio il fatto che a votare per il "leave" siano stati per la maggior parte persone over 55 o il fatto che Farage ha già negato che siano a disposizione quei fantomatici 350 milioni di sterline a settimana che lo UK passa all'UE e sui quali ha basato la sua campagna, ma non è questa la sede nè questo il momento.
Comunque sia, tra qualche decennio si vedrà se è stata una scelta azzeccata oppure no, ma fa piacere vedere che il Regno a quanto pare sarà Unito ancora per poco e forse entro qualche anno il numero degli stati dell'UE tornerà a 28 nel caso in cui la Scozia decida di tornare e l'Irlanda del Nord si riunisca all'Eire.
Scusate la prolissità e eventuali errori grammaticali, ma avevo bisogno di sfogarmi.
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Re: POLITICA ESTERA
Concordo solo con questo.Malfoy ha scritto: Inoltre, tornando al Brexit, sui giornali (che hanno spinto a più non posso per il remain, dando per scontata la sconfitta del leave da qualche giorno) ovviamente si sta facendo passare il messaggio che a votare leave sono stati solo gli anziani, i reazionari, gli xenofobi, i brutti, gli ignoranti, quelli con la gobba e i piedi che puzzano, mentre a votare remain i fighi, i colti, i laureati, i bellocci e i trendy. Questa cosa mi fa ridere, praticamente tutta l'informazione o quasi è schierata nettamente a favore di uno dei due schieramenti. Questa è vera libertà di informazione? Non dovrebbero essere un po' più imparziali? Poi si incolpano così tanto i vecchi, ma tanti giovani sono rimasti a casa e non sono andati a votare.
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Re: POLITICA ESTERA
Eh ma non si parla mica di porre limiti al suffragio universale. Semplicemente c'è stata una cagata politica e ora non si sa che succede, ma da qui a dire che solo certi devono poter votare ce ne passa, e infatti non ero d'accordo con quello.Karran ha scritto:
Pingu, guarda che mi stai dando ragione.
Quando il popolo poi decide son cazzi di chi ha indetto il referendum.
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Re: POLITICA ESTERA
Vaglielo a spiegare ai grillo-complottisti, secondo loro avrebbe fatto un bene per il popolo facendo scegliere loro.pingumen96 ha scritto:È chiaro a tutti comunque che l'errore è stato di Cameron, no?
Non ha nemmeno senso parlare di cambiamenti nel modo in cui si effettuano i referendum, semplicemente si è voluto far guidare un camion a un bambino di 6 anni. Ubriaco.
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Re: POLITICA ESTERA
Il livello di colpetenza tecnica richiesto per far fronte a determinati compiti e situazioni.Malfoy ha scritto: Stupido io a non aver colto l'uguaglianza tra l'economia degli Stati ed una operazione alla colecisti.
Scusatemi.
Livello che, con tutta la buona volontà, Francesco l'idraulico NON ha.
Sul fatto che indire un referendum su tali questioni sia un errore, mi pare siamo d'accordo.pingumen96 ha scritto: Eh ma non si parla mica di porre limiti al suffragio universale. Semplicemente c'è stata una cagata politica e ora non si sa che succede, ma da qui a dire che solo certi devono poter votare ce ne passa, e infatti non ero d'accordo con quello.
Quando il popolo poi decide son cazzi di chi ha indetto il referendum.
Quella sull'abolizione del suffragio universale è una MIA opinione. Non pretendo debba per forza esser condivisa, eh.
Ultima modifica di Karran il 25/06/2016, 0:30, modificato 1 volta in totale.
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Re: POLITICA ESTERA
Ma che te devo dì... i piccioni son più bravi a scacchi.Depeche boy ha scritto:
Vaglielo a spiegare ai grillo-complottisti, secondo loro avrebbe fatto un bene per il popolo facendo scegliere loro.
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Re: POLITICA ESTERA
Condivisa no ma discussa sì, mi pare il minimo. Buona così, comunque.Karran ha scritto:
Sul fatto che indire un referendum su tali questioni sia un errore, mi pare siamo d'accordo.
Quella sull'abolizione del suffragio universale è una MIA opinione. Non pretendo debba per forza esser condivisa, eh.
