Gotch, pure te che sei un ragazzo intelligente. Dai.
Questo paragone tra i match con Austin e Backlund oscilla tra il qualunquismo e la pura convenienza. Del tipo, "cazzo, devo far capire quanto è sottovalutato questo match!". Okay, per far capire quanto è sottovalutato devo dire automaticamente che è meglio di un capolavoro che non mi sconfinfera, così riesco sia a smerdare .
Ciù is megl' che uàn.
Superfluo dire che Austin/ Hart di 'Mania è
giustamente celebrato come uno dei più grandi match della storia perché, come tutti i più grandi match della storia, ha cambiato le carte in tavola e veicolato un sentimento popolare che ristabiliva le gerarchie della WWF, la concezione di face e heel, e così via. Austin/ Hart è la prima stepping stone del rilancio WWF che culminerà nella rincorsa di Austin per il titolo. Un buon livello d'azione sul ring, nobilitato da - probabilmente - il miglior finale mai partorito (un po' per ingegno di tutto il carrozzone WWF, un po' pure per fortuna) in qualunque incontro e, in generale, la sensazione che si stessero riscrivendo tutte le regole del come si concepisce il wrestling mainstream negli anni '90.
Bret, il face, osteggiato fin dalle prime battute in quanto simbolo dell'eccellenza e dell'artificiosità.
Austin, l'heel, che invece si fa carico del sentimento popolare dei 90s. La rabbia, l'insoddisfazione, la psicosi degli eterni sottovalutati, in cui ovviamente il pubblico non può che rispecchiarsi. La maschera di sangue di Austin, la strenua resistenza e la commistione di collera e spietatezza alla base del personaggio Stone Cold sono il traghetto ideologico che raccoglie l'essenza di tutto il pre-Attitude e tutta l'Attitude.
Invidio quelli che hanno assistito a un evento simile in diretta mentre io ne posso raccogliere giusto l'eco. Un po' come sarò invidiato da quelli che non hanno potuto provare l'effervescenza dei giorni del possibile rilascio di Punk nel 2011. O il finale di 'Mania XX, o il ritiro di Bryan e così via.
Comunque, molto succintamente. Dire che i match non si fanno con formule e reagenti chimici e sono sempre più (o meno, a seconda) della somma delle loro parti è un pleonasmo. La gente si ricorderebbe di Austin/ Hart delle Series e non di quello di 'Mania, altrimenti. Se anche Backlund/ Hart fosse difatti più "intenso" (per me non lo è affatto e anzi mi sembra molto pretestuoso, 'Mania 13 non è un match di lucha libre, ma di sequenze molto viscerali ne ha una mezza dozzina come minimo), ci sarebbero cinquecentoventisette altri motivi per cui Austin/ Hart assurge a uno dei match più rappresentativi della disciplina in generale.
Sicuro, il match tra Backlund e Hart fu inserito in un feud sottovalutato (anche perché all'epoca doveva essere una parentesi nella faida Owen-Hart) dalla storiografia che finì per convergere in un match dalla grande atmosfera - gli ultimi minuti, ora che lo rivedo dopo cinque o sei anni, sono persino più intensi di quanto ricordassi come apporto del pubblico - e altrettanto sottovalutato; molto ben interpretato, anche alla luce dei limiti proprio fisici di un Backlund altresì in grande spolvero. All'epoca andava per i 50, mi pare, e riuscire a mostrarsi come heel nevrotico, minaccioso ed effettivamente temibile in un roster di gente mediamente quindici anni più giovane di certo non è roba da poco.
Ciononostante, il feud tra i due resta una parentesi nel feud tra Owen e Bret (e Bret e Diesel, poi). Se c'è qualcosa di cui rammaricarsi è proprio che nessuno se ne ricordi per - invece - il brutto, brutto match di 'Mania XI, che ha finito per oscurare la prova delle Series. Se poi vogliamo farne un discorso di packaging, facciamolo pure, ma il wrestling nord-americano è soprattutto quello da Lou Thesz in poi.