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9 ottobre 1967 - 13 novembre 2005
Autore Messaggio
MessaggioInviato: 19/11/2015, 18:06 
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Riproviamoci. Stavolta fatto bene.

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19.11.2015

Dieci anni sono abbastanza per rendere la morte e il panta rèi una prospettiva accettabile anche nella peggiore delle vite.
In dieci anni la gente cambia scuola, amici, lavoro, ragazze, prospettive occupazionali. Cambia l'idea che uno si fa della morte - probabilmente - perché in dieci anni pure il fanciullino più imberbe, candido e ingenuo si accorge, quando vede qualcuno tirare le cuoia, che per quanto si possa addolcire la pillola la morte un giorno toccherà pure a te (e verrai, a un certo punto, dimenticato). La morte sta lì, ti attende, comodamente. E si rigira i pollici mentre tu ti affanni. Ti porta via una cosetta alla volta.
Un amico, una ragazza. Una prospettiva occupazionale.

Di solito, per fortuna, dieci anni sono sufficienti anche ad elaborare un lutto e l'idea della caducità della vita.
Per non dire superare l'idea che non diventerai imperatore dell'universo.
Ma la morte è la morte; la conclusione. Tutto finisce con la morte. Qualcuno a questo punto, non senza una certa cognizione di causa, ricorderebbe che prima, però, c'è stata la vita. Quand'è così, non è della vita che vale la pena parlare?

Tipo, com'era la vostra vita in quel 2005?
Com'era, la mia, di vita?
Nel 2005 la vita di Eddie Guerrero si apprestava a concludersi. Con un Dio o chi per lui che, appunto, di "ladrata", chiude il libro della sua storia con un finale un po' del cazzo. Di scatto. Così di scatto che Eddie Guerrero va' al bagno e non esce mai più.
Una storia di fondo del barile, redenzione e rinascita che si conclude mestamente, in un'anonima toilette di un'altrettanto anonima camera d'albergo di Minneapolis. Il protagonista steso a terra con spazzolino ancora in bocca e il cuore fermo.
Forse, se Eddie Guerrero fosse stato veramente un baro e un ladro, qualcuno avrebbe parlato di giustizia poetica perché la vita gli è stata veramente sottratta a un palmo di naso. Scippata. Ho questa immagine di uno yuppie in giro per le strade di El Paso (chissà, ci saranno gli yuppie nelle strade di El Paso?): "ehi, ho ottenuto la mia prima busta di gratifica dopo cinque anni di lavoro! Ho imparato a essere un dipendente modello, Dio!"; e arriva Dio che si abbassa, si cala dall'alto dell'iperuranio e con due dita gigantesche, te la sottrae. Fa il gesto del "marameo" e si porta la gratifica su nell'iperuranio.

Perché?
Qualcuno direbbe che è nella natura delle cose. Come la storia dello scorpione e della rana - ironico, che subentri una "rana" nel contesto, dico.
Eddie Guerrero è morto perché era nella natura delle cose. Perché il suo fisico non avrebbe potuto reggere più il peso delle sue aspirazioni e delle sue passioni. Chissene della lunga riabilitazione da alcool e antidolorifici, chissene della scalata alla gloria nell'immaginifico universo del pro-wrestling. Chissene delle figlie senza padre, della moglie, degli amici.
Chissene pure dei fan. Lo sgarro ai fan fu ben percepibile. Quello sì, eh. In questo senso sì che fu una ladrata. Ironia come la storia di Pagliacci, solo con tutta la città che piange alla fine.

Oggi mi ricordo bene chi ero e mi ricordo bene dove mi trovavo.
E dieci anni fa, ovviamente, ero un bambino. Mani morbide e pacioccose di chi è abituato a troppa Playstation fin dalla più tenera età. Annusavo il liceo, assaggiavo il desiderio di emancipazione; mi portavo ancora dietro i beniamini della pre-adolescenza, quei simpatici omoni che si menavano per finta. Il mio preferito, Eddie Guerrero, appunto, stimolava in me quelle considerazioni fantasiose del tipo "puoi anche non essere il più bravo, ma se hai cervello e ci provi con le unghie e con i denti forse ce la fai". Ennesima ironia, considerando che comunque andasse Eddie era uno dei più dotati ed esperti dell'intero roster WWE. Un po' come un Mastroianni di turno che si riduce a comparsa, a macchietta, per il diletto dello spettatore.
La cornice intorno a Eddie Guerrero mi piaceva. Ed è paradossalmente quello che l'ha reso più grande. Eddie mi piaceva perché era un underdog, e non l'underdog senza macchia e paura chepoicomunquetantocelafa' per il grande cuore alla Rey Mysterio; Eddie era uno che usava ogni espediente possibile, che librava tra lecito e limiti del lecito. Uno che ammette le sue debolezze e ci prova comunque, sghignazzando, provando a fregare tutto e tutti con furbizia.
"La guerra si fonda sull'inganno", diceva Sun Tzu. Guerrero, in un mondo di superuomini che menavano prima di riflettere ed erano disposti ad affrontare eserciti da soli, ne faceva un mantra.
Sguardo mascalzone, ammiccatina al pubblico come a dire "ehi, guardate che siete miei complici, 'sta cosa la si fa tutti insieme". Poi magari perdeva lo stesso - a onor del vero, capitava spesso -, nel frattempo però tutti erano stati complici. Tutti erano Eddie. Se vinceva era festa, se perdeva perdevamo anche noi.

Il 13 novembre del 2005, rientravo dopo un pomeriggio passato pigramente alla Play con un amico.
Era uscito il nuovo gioco WWE, avevo giocato a casa del vicino. Oggi il vicino, per la cronaca, vive sempre con i suoi e vorrebbe ancora giocare alla Play di tanto in tanto, ma gli è arrivato un figlio in contropiede. Ergo, nisba.
Dieci anni fa, comunque, poteva ancora giocare. Si gioca una curiosa storyline che mette Eddie Guerrero contro Undertaker, ci si saluta, si torna a casa, ci si connette alla home page di Tuttowrestling da buon "lol che nerd" e ci si ritrova, il 13 novembre 2005, questa homepage: Eddie Guerrero è morto. Lo dice anche la WWE.
Per una frazione di secondo è un "no, ma dai". Poi, per qualche motivo assurdo, si inizia a piangere manco fosse morto un parente.

Lì per lì non mi seppi spiegare il perché. Mio padre, in un momento di notevole raffinatezza intellettuale e affettiva, mi confessò che pur non comprendo cosa trovassi di tanto fico in due che si pigliavano a mazzate per finta capiva perché mi fossi intristito; a lui era successa la stessa cosa con Bruce Lee quando era piccolo (erano i tempi in cui la gente scimmiottava Rocky provando a mandare giù le uova in bottiglia, rendiamoci conto! Cioè, altro che gente che "sì, ma è tutto finto, ve'").
Mi suggerì che, in altre parole, quando troviamo qualcuno che ci ispira in positivo, ci sentiamo anche emozionalmente investiti nella sua storia, proiettando in costui le nostre battaglie.
Allo stesso modo, vedere questa persona "perdere", capitolare rovinosamente per qualcosa che va al di là della propria volontà o piuttosto non per un diretto e immediato demerito è sconfortante, demotivante. Triste.
Vedere Eddie Guerrero, un essere umano debole ma coraggioso, in perenna lotta contro i suoi demoni e problemi, crollare sotto il peso dei conti arrivati in ritardo era come assistere, impotenti, a un naufragio della propria speranza. O un ingresso per il fanciullino non più imberbe, candido e ingenuo, nella vita che per te ha in serbo anche la morte.

Ma chi è Eddie Guerrero e perché ci si è appassionati alla sua storia? C'entra l'immenso talento? C'entra il fascino del mascalzone? C'entra la simpatia per il perdente in cui tutti ci ritroviamo? Proviamo a ripercorrerne i passi.
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1. Enter Mi Raza
o "How it wasn't easy being the son of Gory Guerrero".


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[ "Io non posso entrare". Sul serio, eh. ]


Nel backstage della NWA Hollywood Wrestling, tra i trenta e i quaranta anni fa, vediamo affisso un simpatico cartello: "attenti a Eddie". Sì, la faccetta di sopra.
Oggi, un aggettivo ben poco usato (perché in realtà sarebbe una perifrasi) per definire Eddie Guerrero, in effetti, sarebbe "outsider".
Paradossale, no? Perché nel wrestling ci nasce: figlio di Gory Guerrero, che in Messico, direttamente dopo Padre, Figlio e Spirito Santo (El Santo, Mil Mascaras, Blue Demon) è forse la stella più luminosa dell'intera, patriarcale cosmogonia della tradizione messicana.
Eddie Guerrero nasce a Ciudad Juárez nel 1967. El Paso, Texas, sarà la sua casa. Ed è un figlio di mezzo della storia. Padre importante, metà messicano, metà americano. A casa parla americano con il padre e spagnolo con la madre.
Un bimbo allegro e irrequieto, ma anche pigro e indisciplinato. "Quite a handful", direbbero gli americani. O "chilaquilas", come lo definiscono affettuosamente i genitori. Painus in your anus.
L'unica cosa che probabilmente si sa è che c'è una buona probabilità che finisca a fare wrestling. E ci finisce quasi subito: un po' perché il retaggio culturale è forte, un po' per famiglia, un po' per vocazione. La concorrenza c'è già in casa - i fratelli, tutti più grandi dai quindici ai vent'anni, Chavo, Mando e Hector faranno wrestling anche loro - figurati nel resto del paese.
Il primo, grande vantaggio per Guerrero sarà come prevedibile il nome: conoscerà gli El Santo, i Ric Flair e i Billy Graham grazie a Hector e a Gory. Terrà in considerazione seriamente, fin dai sedici anni, un'entrata nel business. Lo stesso business, a detta dello stesso giovane Guerrero, che gli viene presentato epurato di zuccherose pinzillacchere: il wrestling professionistico secondo il patriarca Gory Guerrero è un mondo duro e difficile, in cui lo sforzo individuale deve venire sempre commisurato rispetto al "greater good" della disciplina. La diligenza e la saggezza del padre saranno estremamente formativi e caratterizzeranno profondamente l'esperienza di performer del giovane: Guerrero manterrà sempre, al di là delle straordinarie doti di intrattenitore e atleta, una considerazione di sé e del proprio lavoro in una luce molto umile, non diversa da quella - forse - di una formica operaia che si relazione con un più grande formicaio. L'immagine di quella moderata eppur rassicurante insoddisfazione del padre circa i suoi progressi, durante pomeriggi interi passati a provare ogni sorta di caduta e presa che Eddie ricorderà sempre con un luminosissimo sorriso, fungerà da simulacro per un'esistenza improntata al migliorarsi continuamente senza mai sentire di essere veramente arrivato. Guerrero considererà anche i suoi match più riusciti (si pensi al celeberrimo tag team di AAA: When Worlds Collide, un incontro che fungerà da spartiacque culturale per l'ingresso vero e proprio dei messico-chicani nell'ambiente major degli anni '90, o ai match con Malenko in ECW qualche anno dopo) semplici prove "oneste" di un onesto performer.

1.1 Ten years come and gone so fast,
I might as well have been dreaming.


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[ La Pareja Atomica originàl, imitata ma effettivamente ineguagliabile. ]


Firmato il contratto con la EML nel '87, la carriera di Eddie Guerrero in Messico - o meglio, Eddy Guerrero, lui almeno si firmerà sempre così - ha inizio.
La EML (oggi "Consejo Mundial De Lucha Libre") che nell'87 era già presente sulla piazza da oltre un cinquantennio, è la federazione più vecchia del mondo, non solo in Messico, ma nel mondo.
Con il peso di un cognome importante come Guerrero (solo temporaneamente rinnegato in favore dell'alias di Mascara Magica) in una federazione importante come la EML, l'ormai giovane virgulto pronto a farsi un nome - per sé, oltre a quello di famiglia - troverà un altro sangue blu in una condizione simile: El Hijo Del Santo, figlio dell'amico di famiglia nonché Messia del wrestling El Santo. Si potrebbe aprire un intero capitolo su El Santo, ma almeno in Messico, sarebbe riduttivo parlare di popolarità. El Santo è, perlopiù, un fenomeno di culto: non solo, stringendo opportunamente la lente sul business, è l'equivalente di un Hulk Hogan per il Nord America; egli è un vero e proprio supereroe, un portatore di valori della cultura messicana contro l'oppressione - con un, a tratti sottile e a tratti no - rimando storico all'oppressione, di cui El Santo era un idealizzato oppositore. Santo era più di un wrestler: era lo zeitgest messicano. Dedicati a lui film, serie TV, cartoni animati, una statua nella città e il funerale più maestoso della storia del Messico. Gory Guerrero, considerato soprattutto un grande fabbro nella fucina del wrestling, dal canto suo rientrava comunque in una top 5, possibilmente top 10 della storia messicana. Si può dunque immaginare cosa fosse un tag team dei due.
Chiusa la digressione su El Santo e giungendo al tag con Gory, appunto, egli e Gory Guerrero avevano formato decadi prima la Pareja Atomica, uno delle alleanze più importanti dell'intera scuola messicana storica (un po' come se Gesù e Abramo si fossero messi in tag team): il rimando sarebbe venuto da sé e la (nuova) Pareja Atomica divenne ben presto una realtà nel booking della AAA. Onor del vero, l'intuibile progetto di farli crescere insieme, per poi splittarli e impostare un feud tra il giovane Guerrero e il giovane Santo sembrava una prospettiva ancora più allettante fin da subito. L'invidia, galeotta, di Eddie - che aveva già attirato su di sé notevole heat in passato per essersi, udite udite, smascherato volontariamente nei panni di Mascara Magica - nei riguardi del babyface Hijo porterà a uno split; la storyline, invece, porterà Eddy vero un programma alquanto ardito e sicuramente destinato a suscitare scalpore in un contesto fortemente conservatore e attento alla tradizione come il Messico. Eddy - supportato da una nuova stable - farà propri i colori della bandiera americana e, durante la sua transizione a rudo, enfatizzerà la componente ammerigana della sua eredità socio-culturale.

Il risultato, inutile a dirsi, è un risultato monumentale per tutte le parti coinvolte. Guerrero è un cattivo naturale, con 'Love Machine' Art Barr, Konnan e il resto della cricca diventa un heel odiato come pochi altri nel corso della storia: Santo, al contempo, ascende a portatore di valori e baluardo della cultura messicana e della tradizione. Il conflitto è culturale, ideologico. E Guerrero è un cattivo credibile e detestabile come pochi altri, proprio per il suo ruolo di "provocatore" da oltrefrontiera e di ingrato voltagabbana.
L'heat per "La Pareja del Terror" (il tag Barr/Guerrero) e i "Los Gringos Locos" (la stable) - e il loro ruolo di feticcio semi-xenofobo - vorrebbe rivaleggiare quello dei Four Horsemen e non si può negarne l'indiscusso successo. Santo e Guerrero si scontreranno svariate volte, seconda edizione di TripleMania compresa in un eccellente match a più uomini - tra cui un Jushin "Thunder" Liger preso in prestito dalla NJPW. Tutti, tuttavia sia aspettano un match risolutivo e meno dispersivo, che trova, ben presto un'ideale rappresentazione scenica in un PPV costruito a hoc: When Worlds Collide, che verte proprio sul tema del "Mexico vs. Rest of the World", in cui il prodotto messicano viene contaminato dalle influenze nord-americane. Il match tra i Los Gringos Locos e El Hijo Del Santo & Octagon è uno dei Main Event, in cui l'onore viene cristallizzato nella maschera contro lo scalpo. L'hype alla vigilia è alle stelle.

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Match #1: El Hijo Del Santo & Jushin "Thunder" Liger & Octagon & Tiger Mask III vs. Blue Panther & Eddy Guerrero & La Parka & Psicosis (AAA: TripleMania II)

[Momento epifanico da grande match: il diving double-axe handle dalla terza corda verso fuori ring a circa tre quarti dell'incontro di Liger. Atterrando in piedi, si suppone che le ginocchia in titanio dovessero avere un prezzo accettabile nel '94.]


Match #2: La Pareja del Terror vs. El Hijo Del Santo & Octagon (AAA: When Worlds Collide)

[Momento epifanico da grande match: Barr si distrae, Guerrero viene pinnato da Octagon. Il cameraman zooma su tre signore tra i quaranta e i cinquanta che festeggiano come se fosse il 1846, ai tempi della guerra di Mr. Polk.]

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Ciò che ne esce è un instant-classic: se l'azione sul quadrato legittima Eddie come giovane dal notevole talento e capacissimo nel farsi odiare, il match di "When Worlds Collide" mette in mostra le doti di tutti e quattro i coinvolti: acmè della storyline tra Messico e Anti-Messico, verrà premiato da stampa e fan come tag team match del '94. Oggi, 2015, è generalmente considerato dalla stampa specializzata come il tag team match più riuscito dell'era moderna in Nord America, non solo per l'incredibile promozione, l'hype generato e l'adrenalinica azione sul quadrato, ma anche e soprattutto perché sarà proprio grazie alle perfomance degli atleti coinvolti all'interno di "When Worlds Collide" - di cui il già citato Santo/Octagon vs. Barr/Guerrero è sempre risultato il fiore all'occhiello - che wCw e ECW allungheranno l'occhio verso il Messico, iniziando la massiccia opera di importazione di talenti chicani. Meno Barr, purtroppo, che morirà, tragicamente giovanissimo, di lì a poche settimane per un attacco cardiaco. Per Eddie, 26enne, dopo "When Worlds Collide", ci saranno due svolte di carriera fondamentali: deciderà di utilizzare la plastica Frog Splash di Art Barr in onore del defunto amico e verrà preso in considerazione da un certo Paul Heyman di Philadelphia, Pennsylvania.
E questo non solo per i 90s di Eddie Guerrero in Messico, ma anche per una cospicua fetta della carriera vissuta, in quegli stessi anni, in trasferta come "gaijin".

1.2 Go east young man, go east young man
You'll feel like a sheik, so rich and grand.


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[Testimonianze suggeriscono di come sia costume, in Giappone, regalare al tuo migliore amico un German Suplex con bridge.]


Ciò che non è stato menzionato finora è che, tra il '92 e il '94, la carriera di Guerrero non si esauriva sul suolo messicano e si snodava, bensì tra Messico e Giappone. Il mese prima era a TripleMania, appunto, il mese dopo era alla Budokan Hall di Tokyo per l'evento NJPW. La federazione giapponese aveva mostrato interesse fin dal primissimo stint con la EML e Guerrero colse la palla al balzo per fare esperienza. Cosa nasce dai suoi trascorsi in Giappone?
Il primo frutto della permanenza/intermittenza in Sol Levante sarà Black Tiger II, gimmick con cui Guerrero verrà presentato al pubblico nipponico fin da subito. Perché Black Tiger e perché II? Iniziamo da Black Tiger, o più precisamente Tiger Mask: la gimmick, che è un omaggio esplicito alla celeberrima serie manga/anime, nasce con Satoru Sayama ed è un tentativo - peraltro riuscitissimo - della NJPW di aumentare l'interesse verso la categoria Junior, equivalente ossia della divisione cruiser/ light-heavyweight. Questo al di là della discrepanza con l'opera originale, in cui Tiger Mask - Uomo Tigre nella versione italiana - è presentato come soprattutto un fruitore dello "strong style" - uno stile che fa dello striking e delle sottomissioni il mezzo principale per ottenere la vittoria, figlio della scuola di Inoki.
La buona riuscita di Tiger Mask fu nondimeno apprezzabilissima, creando perlopiù benessere i talenti che si passarono la maschera (uno tra tutti, Mitsuharu Misawa) e fu ostacolato solo da un'ascesa altrettanto clamorosa nella divisione junior (l'uno su tutti, Jushin Liger). In ogni caso, prendendo a piene mani dal manga, fu traslata sul ring del puroresu una delle nemesi di questo eroico lottatore: Black Tiger, curiosamente interpretato da soli gaijin fino a pochi anni fa. Guerrero, seconda incarnazione, non avrebbe mai feudato con il più celebre Misawa che, proprio in quegli anni, rigettò la maschera per combattere nei panni di se stesso (al contrario, Chavo Sr. avrebbe avuto l'onore): gli avversari che si ricordano in questo stint sono, tuttavia, molti altri insieme a Koji Kanemoto/ Tiger Mask III: oltre al già citato Liger, Shinjiro Ohtani e The Great Sasuke, avrà infatti alcuni storici entrati nell'immaginario collettivo con un certo Wild Pegasus.
Ancora oggi, Guerrero è considerato - pressapoco all'unanimità - il Black Tiger di maggior successo. Parteciperà alla prima Super J Cup nel '94 della storia - torneo che si proponeva di agire come invitational-pretesto per riunire i migliori junior, in quello che è considerato tutt'oggi uno dei migliori e più prestigiosi show di wrestling mai visti, e vincerà il Best of Super Juniors nel '96 (nata con finalità pressapoco simili).
Il secondo frutto è l'amicizia con Wild Pegasus, ovvero Chris Benoit, che Guerrero non mancherà mai di ricordare - sempre molto affettuosamente - come un enorme motivatore professionale, oltre che worker cristallino. L'amicizia tra i due perdurerà per altri dieci anni. Così simili in stazza e stili e al contempo così diversi nella personalità (festaiolo Guerrero, individuo molto "no-nonsense" Benoit), un interessante aneddoto spesso citato dai due racconta di come, nel corso di una delle loro prime bout, Benoit stesse provando a suggerire a Eddie le mosse dopo averlo colpito con un enziguri parecchio stiff: Guerrero, abbastanza rintontito e incapace di seguire il ritmo dell'incontro, fu dunque costretto a subire l'offensiva di Benoit che dopo aver provato a concordare il flow dell'incontro a più riprese e offeso dall'atteggiamento non collaborativo di Eddie, sentenziò con un sano "fuck it" e prese a gonfiare Eddie come una zampogna in maniera ancora più stiff. I match tra i due, significativi, saranno alcuni fondamentali riferimenti alla formazione di Guerrero, che dopo aver padroneggiato lo stile acrobatico misto a qualche dettame di mat-wrestling della EML/AAA, si troverà a fare i conti con lo stile più posato e ponderato, caratterizzato da tempi narrativi distesi e focus sull'elemento puramente psicologico, dosato e chirurgico, del puro.

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Match #4: Black Tiger II & The Great Sasuke vs. Shinjiro Ohtani & Wild Pegasus (NJPW: 16.10.94)

[Momento epifanico da grande match: il chain-wrestling con annessi capovolgimenti di fronte tra Ohtani e Sasuke a circa sei minuti, in cui l'uno esplora il corpo dell'altro come probabilmente avranno osato in tutta la vita solo le rispettive consorti.]


Match #5: Koji Kanemoto vs. Black Tiger II (NJPW: Best of the Super Juniors II)

[Momento epifanico da grande match: lo scambio funambolico, a tredici minuti circa, dopo la pronunciata attenzione dei due per il mat-wrestling; dal monkey flip in cui Eddie atterra in piedi fino al suicide dive di Kanemoto.]


Match #6: Black Tiger II vs. Wild Pegasus (NJPW: Best of the Super Juniors III)

[Momento epifanico da grande match: quando ti accorgi che Benoit è l'unico che può trasformare le resting phase in spot dove il pubblico si alza in piedi.]


Match #7: Jushin "Thunder" Liger vs. Black Tiger II (NJPW: Best of the Super Juniors III)

[Momento epifanico da grande match: la Black Tiger Bomb a due minuti dalla fine e la reazione del pubblico al kick-out di Liger.]

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2. Fear and Loathing in North America
o "How I learned to love Paul Heyman and stop worrying about Big Daddy Cool".

2.1. A young cowboy named Billy Joe grew restless on the farm
A boy filled with wonderlust who really meant no harm
He changed his clothes and shined his boots
And combed his dark hair down
Don't take your guns to town, son
Leave your guns at home, Bill


Immagine
[ No, nessuno dei due ha una pistola nei calzoni. E no, nessuno dei due è felice di vedere l'altro. ]


Finora Eddie Guerrero è stato definito un "outsider", ma sarà proprio durante il suo vissuto da wrestler in Nord America che si renderà conto di questa sua condizione.
Andiamo avanti, ma con ordine: si può dire che, nel 1995, al suo ingresso in ECW, più che outsider fosse una sorta di "international sensation". Ben noti, ormai, i suoi trascorsi in Giappone - da cui si ritirerà per un anno per fare il performer in ECW - e soprattutto in Messico, con il favore della stampa specialistica che Guerrero si porta dietro da "When Worlds Collide". Il contatto tra Heyman e Guerrero è diretto e stretto: i due si sentono spesso per telefono e il promoter ha, fin da subito, grossi piani per sfruttare il talento del messicano. "The Shooter", Dean Malenko, presente nella promotion di Heyman già da un anno prima, viene quasi immediatamente percepito come ideale nemesi: molto, molto simili negli stili (Guerrero aveva già avuto modo di approfondire il capitolo mat-wrestling in NJPW), i due sembravano il veicolo perfetto attraverso cui Heyman sperava di ingraziarsi, come era sua intenzione da almeno un paio d'anni, lo zoccolo duro di fan di simpatizzanti del puroresu che - tra '92 e '94 - avevano avuto occasione di assistere a star internazionali in opera attraverso le nuove politiche collaborazioniste di AAA, ECW e wCw stessa (la WWF, nel frattempo, restava perlopiù chiusa in se stessa e nel suo folklore, processi multimilionari per steroidi anabolizzanti a parte).
Eddie Guerrero, cionondimeno, non sarà altro che un investimento a metà di un cospicuo flusso di talenti di origine nipponica e messicana comprendente (tra i vari) Tatsumi Fujinami, Ultimo Dragon e Rey Mysterio Jr. prima; Psychosis, Juventud Guerrera e Tiger Mask poi.
Ma torniamo a Dean Malenko: a fronte di ottimi programmi portati avanti con gli stessi Mysterio e Dragon, trova in Eddie Guerrero, come già detto, un avversario estremamente congeniale. Dirottato da un feud con Sean "Syxx" Waltman a un feud con lo stesso Malenko, la faida con Malenko occuperà praticamente tutta la permanenza di Eddie in ECW e - addirittura - avrà così tanto successo da essere "rilevata" in toto e riproposta pari pari dalla wCw: i match, che occupano un posto speciale per critica e fan, sono praticamente veri e propri bignami del mat-wrestling e si spalmano in un periodo che va dalla primavera alla fine dell'estate '95 in ECW.
Dopo l'acquisto, da parte della sorellona/sorellastra wCw dei due - strappando letteralmente il giocattolo dalle mani di Heyman - i due continueranno a feudare, stavolta alla corte di Bischoff, nella speranza che continuino a partorire classici. La lunghissima serie in ECW resta, tuttavia, il punto più alto del feud nonché crème de la crème del mat-wrestling degli anni '90.

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Match #8: Eddy Guerrero vs. Dean Malenko (ECW: Hostile City Showdown '95)

[Momento epifanico da grande match: il doppio dropkick a vuoto e lo stand-off messicano che consegue a sei minuti, dopo una sequenza da un punto di vista anabolico ai limiti dell'impossibile, iniziata un minuto e mezzo prima.]


Match #9: Eddy Guerrero vs. Dean Malenko (ECW: 26.08.95)

[Momento epifanico da grande match: accorgersi di essere entrati in un bizarro world quando il pubblico "e-c-dub" si comporta come il pubblico NJPW, applaudendo educatamente a ogni proiezione un po' più elaborata.]


Match #10: Cactus Jack & Dean Malenko & 2 Cold Scorpio vs. Eddy Guerrero & Scott Steiner & Rick Steiner (ECW: Wrestlepalooza '95)

[Momento epifanico da grande match: sarebbe sufficiente il pubblico indemoniato dall'inizio alla fine (sul serio, cioè, roba che oggi la WWE non ci riuscirebbe nemmeno riempendo il MSG), ma, in ogni caso, il plebiscito pro-Guerrero che esplode durante il primo comeback ai danni di 2 Cold Scorpio, che termina in un doppio arm-drag difficilmente ripetibile senza una congiunzione astrale.]

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2.2. The place where I come from is a small town
They think so small
They use small words
But not me
I'm smarter than that
I worked it out
I've been stretching my mouth
To let those big words come right out


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[ La mamma di Eric Bischoff è una baldracca! ]


Quando Eddie entrerà nella prestigiosa wCw, la federazione di Atlanta si appresta a uno storico sorpasso nei confronti dell'altro elemento del duopolio, la WWF. Guerrero è quindi entrato, tecnicamente, nella federazione più importante nel Nord America. È nella major league, ma la musica, come si vedrà ben presto è destinata a cambiare.
Negli anni successivi, Guerrero non farà mistero dell'attrito tra lui e il management e il malcontento che inizierà a caratterizzare la sua permanenza. Nonostante giunga, infatti, dalla ECW come uno dei più over e talentuosi elementi del roster, non verrà mai visto come materiale da giro titolato a causa dello stigma di junior/cruiser, se non per un breve periodo iniziale in cui viene - curiosamente - messo in un programma con i Four Horsemen. Non saranno tuttavia soltanto booking e salario a creare controversie; anche i giochi politici del backstage non tarderà a risultare indigesta a Eddie. Egli non lesinerà critiche e parole al vetriolo circa l'errore di lasciare considerevole potere decisionale in mano a elementi interni al roster (la famigerata clique di ex-WWF), motivo tra vari che lo porterà a furiosi litigi con Bischoff. Comunque, Eddie ricorderà la wCw successiva a Bash at the Beach '96 come un vero e proprio "luogo di terrore", in cui era impossibile coordinare uno show e avere un programma definito fino alla messa in onda dello stesso. Anche quando lo show era finito, gli animi non si placavano e c'era sempre qualcuno a cui non era andato bene qualcosa.
In ambito storyline, la cristallizzazione di quel worked-shoot che andava per la maggiore sotto la tenura di Russo, sarebbe stato il Latino World Order (prima, e i Filthy Animals poi). L'LWO, parodia del ben più tenebroso New World Order (prima, i Filthy Animals poi), porrà Eddie come leader della stable e a dispetto di una collocazione nel midcard avrà un merito fondamentale: permetterà, ossia, a Eddie Guerrero di ritagliarsi un character finalmente ben definito e segnerà il primo passo verso la sua affermazione nell'extra-ring in piena maturità come performer WWE. Non solo verranno usati come fonte d'ispirazione per il character di "Latino Heat", ma anche per quello che poi sarà la declinazione più caratteristica del Guerrero istrione del "lie, cheat and steal".
Nella wCw, una lunga parentesi piena di chiaroscuri, Guerrero risulterà fondamentale nel rimpolpare la divisione cruiser e midcard con dozzine delle stesse solide prove che avevano caratterizzato il suo stint in ECW e NJPW: le sue battaglie contro Malenko, Ultimo Dragon, Kidman, Shinjiro Ohtani, Chris Benoit e Chris Jericho rimarranno un prodotto notevole a dispetto dei complessi e controversi retroscena lavorativi. Sarà, in ogni caso, proprio in wCw che egli avrà una delle faide più importanti - se non la più caratterizzante - della sua carriera, con un altro elemento preso dal Messico: Rey Mysterio Jr. Il match tra i due di Halloween Havoc '97, in particolar modo, assurgerà negli anni come match più famoso e premiato per il titolo Cruiserweight della storia. Un concentrato di dinamite che entrambi, Guerrero e Mysterio, ricorderanno a più riprese come miglior incontro in singolo delle loro rispettive carriere.
Dopo uno scorcio di carriera travagliato sotto molti aspetti, privati e non, Guerrero giungerà in WWE insieme al resto dei Radicalz (Benoit, Saturn e Malenko) in quello che verrà definito il simbolico "colpo di grazia" dato dalla WWF di Vince McMahon a Ted Turner. Il nostro Eddie ha, però, ballato al suono di una certa musica in maniera ardita e, come nel famoso racconto popolare - affermano gli inglesi e anglo-americani - giunge spesso il momento di "pagare il pifferaio magico" con un prezzo. Un prezzo che potrebbe essere esorbitante. Un prezzo che segnerà Eddie Guerrero, che apporrà su di lui un marchio di morte e condanna che si tirerà dietro da lì fino alla fine dei suoi giorni, non senza combattere per la vita ogni istante della sua esistenza.

Match #11: Eddy Guerrero vs. Shinjiro Ohtani (wCw: Starrcade '95)

[Momento epifanico da grande match: lo springboard spinning heel kick di Ohtani, che tra esecuzione e selling attraversa l'intero ring. Geronimo!]


Match #12: Chris Jericho vs. Eddy Guerrero (wCw: Fall Brawl '97)

[Momento epifanico da grande match: la Gory Special al contrario intorno ai quindici minuti, un improbabile capolavoro di ingegneria.]


Match #13: Rey Mysterio Jr. vs. Eddy Guerrero (wCw: Halloween Havoc '97)

[Momento epifanico da grande match: c'è uno spot in cui metà dei performer al mondo si infortunerebbero mediamente ogni trenta secondi; comunque, a otto minuti e mezzo, durante la Camel Clutch di Eddie in cui questi prova a strappare la maschera di Rey per l'ennesima volta, l'inquadratura che permette di ammirare lo sguardo di puro terrore dell'avversario con entrambi gli occhi che sbucano dalla maschera sbrindellata.]


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Re: 9 ottobre 1967 - 13 novembre 2005
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3. Balada Triste de Trompeta
Detrás de la máscara. L'hombre e la sombra.

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[Say that an old man in his garden
considers the mysteries of clover and vetch

while a helicopter passes overhead
scything the afternoon air

Say that he has known these things before:
clover and vetch, helicopter and the ditch

again and again in which people fall
His memory is perfect clear

and serves no good, no purpose
at all. He has seen things before

(the fly in the bottle,
the intedeterminate will)

Santa Muerte, Saint Death,
we pray to you to swallow our breath.
]

(Say; M. Palmer)



La Santa Muerte, nel folklore messicano, è una figura gelosa. Così gelosa che spesso la gente decide di venerarla in esclusiva così da non attirarsene l'antipatia. La rabbia della Santa Muerte si manifesta in maledizioni rivolte alle persone amate.

Eduardo è un bambino particolare. Caleidoscopico. Dicotomico.
Pigro da piccolo, tanto da volersi far portare in braccio dalla madre di continuo, e in grado di sollevare uomini di 100 kg per proiezioni da adulto. Timido e insicuro per il liceo, "animale da party", come lui stesso si definirà, alle feste dopo un boccale di birra e trascinatore di folle nella maturità. "Royalty" in Messico e per diritto di nascita, operaio nel resto del mondo e per inclinazione personale, talento cristallino e unico nel suo genere che i grandi promoter non vogliono vedere in un corpo di chi non è un "freak of nature" ben più commercializzabile.
Eduardo è un uomo particolare. Particolare, ma non diverso da me e da te. Solo che si è scelto uno stile di vita che alcuni non faticherebbero a definire dannato.
A Eduardo piace la birra, si incazza se sente che uno lo prende per il culo o se vai contro i valori con cui è cresciuto. È impulsivo, ma si scusa e si cosparge il capo di cenere se ti ha offeso. Carnalone, viscerale. Uno di quelli che quando senti parlare a 36 anni della sua vita e dei suoi amici ti chiedi quasi come faccia a mantenere la solarità di un bambino, perché sorride sempre. Autoironico. È timido per sua stessa ammissione, ma anche il tipo che dice "no, dai, stasera vorrei fare il bravo" e alla fine fa più casino di tutti. In realtà, molto severo con se stesso. Se pensa a come ha fatto preoccupare la moglie e i suoi amici per i suoi problemi personali gli si inumidiscono gli occhi e non riesce a perdonarsene. Vuole bene alla mamma, al papà, alla sorella e ai fratelli. Si sposerà il giorno dopo aver tenuto la mano al proprio padre e averlo visto spirare. Spera ci sia Dio, da qualche parte, e spera che quel Dio possa accoglierlo nonostante tutto. Quasi tutti gli vogliono bene e avrà ben pochi nemici nella vita.
Si concederà qualche scappatella prima di ravvedersi del tutto. Qualche scappatella di troppo. Bravate. Di quelle bravate che ti trascinano pian piano in selve così fitte e oscure da cui non penseresti mai di uscire. Come quegli amici che ti fanno dire "no, dai, stasera vorrei fare il bravo" e che poi segui lo stesso.
Si ravvederà? Sì. Sarà doloroso. Sarà qualcosa che cancellerà dalla testa di Guerrero i match con Malenko, quelli con Liger e quelli con Mysterio. Art Barr. Il calcio di Benoit che lo stese durante un incontro. La politica della wCw e il caffè tirato in faccia a Eric Bischoff. Gory Guerrero e la sua famiglia. Il primo incontro con sua moglie e le ragazze che ha frequentato.
Sarà trovarsi faccia a faccia con la morte.
Eddie Guerrero, prima del 2000, sta passando un periodo di dissolutezza. Se sia l'equivalente di uno sfogo violento dopo anni di stress fisico e psicologico o una lenta, ma rovinosa discesa rovinosa su una cattiva strada. Inizia a dipendere da sostanze: farmaci. Li prende per gli infortuni, poi per prendere il sonno, poi per lo "sballo", come ammette Eddie stesso nel documentario sulla sua vita. Eddie è dipendente da sostanze.
Egli, trentunenne, sta rientrando a casa dopo una serata di baldoria. Ed è molto stanco. Si ferma a comprare delle uova, rientra in macchina. Sta andando a 130 miglia orarie, 200 chilometri all'ora. Ma prima ha ingoiato due pillole in più di farmaci per il sonno.
Colpo di sonno. Curva. Buio.
Eddie sbalza fuori dall'abitacolo. Si fa una dozzina di metri di carpiato. Due anche dislocate. Clavicola fratturata. Fegato lacerato. Costole rotte. La polizia, giunta sulla scena del disastro, lo crederà immediatamente morto. Il dottore, quattro ore dopo il ricovero clinico, dirà a Vickie Guerrero che sarà un grosso risultato se suo marito supererà la riabilitazione e riuscirà a camminare. Tornare a fare wrestling? Utopia.
Quello stesso wrestling, dirà Eddie, forse sarà proprio ciò che lo salverà. Dirà che l'istinto di sopravvivenza lo avrebbe costretto a rannicchiarsi, attutendo, smorzando l'impatto di quella caduta terrificante e altresì fatale.
Quello stesso wrestling, dirà Eddie, a cui non potrà rinunciare.
Il 1 gennaio, Eddie è a un passo dalla morte e deve rinunciare a fare wrestling.
Il 31 maggio, Eddie ritorna in wCw.
Ma anche una vittoria di Pirro può essere epica e grandiosa. Fugace, mentre le vecchie abitudini risultano quasi sempre ben più coriacee rispetto all'azione del tempo.
Il rientro di Eddie non avviene senza un prezzo. Quel prezzo è dolore costante. Ma Eddie non può fermarsi: la paura di essere allontanato dalle scene, di perdere il terreno che gli è costato tanti anni di sacrifici, possono costringere un uomo a spingersi al limite. La ricerca dello sballo si tramuta in battaglia di sussistenza: la dipendenza di Eddie diventano i painkiller. Stavolta, per tirare avanti.
Il passo successivo è l'abuso, quello ancora dopo l'overdose. A novembre dello stesso anno, Eddie sta per morire a causa di un overdose di painkiller. Si salva per il rotto della cuffia, trasportato d'urgenza al pronto soccorso.
A dicembre, una seconda overdose: ancora antidolorifici. Il patto con il demonio per mantenere la sua carriera nei dovuti binari.
Vickie Guerrero dirà qualche anno dopo di aver pensato che sarebbe stata quella l'ultima goccia. Arrivare a un pelo dalla morte per il peso dei propri demoni non una, non due, ma tre volte? Qualcosa doveva cambiare.
Qualcosa sarebbe cambiato, no?
Eduardo è un tipo timido. È uno che si tiene tutto dentro. Non parla con nessuno dei suoi problemi più intimi, specie del suo demone nella bottiglia. Né ai suoi amici storici: Dean, Perry, Chris. Nel 2004, quando gli si inumidiranno gli occhi all'idea sarà soprattutto per l'idea aver mentito costantemente i suoi amici. Nel 2000, i three amigos possono solo interrogarsi e sperare che non accada il peggio.
Nel 2001 - stavolta in WWE - in un periodo di depressione che lo farà precipitare di nuovo nell'alcolismo, Guerrero perderà il lavoro per essere stato sorpreso a guidare in stato di ebbrezza. La stessa moglie lo lascerà per questo stesso motivo, portando con sé le sue figlie, rifiutandosi di avere a che fare con lui finché Eddie non sarebbe stato in grado di non mettere la sua vita in pericolo per motivi futili.
La storia per molti individui si chiuderebbe qui, ma Eduardo ha anche un grande orgoglio, è un tipo cocciuto e nutre un sincero amore per la sua famiglia.
Nel 2002 Eddie Guerrero troverà la religione, si riapproprierà della sua famiglia e di se stesso superando i suoi demoni. E questo è ciò che è più importante. Ben più anche di quel novembre 2005 in cui, quegli stessi demoni, verranno a riscuotere il più terribile degli interessi.
Eddie Guerrero ricomincerà da zero, combatterà la più grande battaglia della sua vita ed entrerà in riabilitazione, per poi uscirne e riconquistare l'affetto dei suoi cari e del business che era andato avanti senza di lui.
Ciò che c'è di lì a poco? La morte? Sì, ma la morte c'è per tutti. C'è la gloria, quella solo per Eddie. Quella grande, quella che ti fa ringraziare di aver stretto i denti. Di aver tirato avanti. Il momento, in ciascuno di noi, è eterno e non meno importante della sua conclusione ultima. E non neanche quel WWE Championship, sudato con lavoro, esperienza, sangue, giri per il mondo, sudore e sputi e sollevato nel delirio della folla più assoluto in un incontro straordinario. La gloria è aver ritrovato se stessi, di aver fatto il meglio che si potesse fare nella peggiore della situazioni.

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4. Cheating Death, Stealing Hearts: the Eddie Guerrero Story
o What it feels like to take Brock Lesnar out for dinner and survive.

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[Succede davvero.]


4.1 My muñequita, my Spanish Harlem, Mona Lisa
You're my reason for reason
The step in my groove


"I never pictured myself to be entertaining in a funny way". Così Eddie Guerrero esordirà commentando il suo stint da intrattenitore, a conti fatti la più grande eredità della sua permanenza in WWE. Eddie Guerrero debutterà con il personaggio del cocky heel, parto del suo ultimissimo stint in quella wCw che non rimpiangerà mai, ma il suo character si sposterà verso i binari del comedy quasi immediatamente. L'accostamento è soprattutto dovuto alla sua partner nel corso del programma: la corpulenta Chyna, fenomeno della divisione femminile, che diventerà la sua "mamacita" - nonché vera detentrice dei pantaloni nella coppia. Guerrero, quindi si reinventa per l'ennesima volta con un personaggio leggero tra il romantico e il guascone, pur tuttavia con una marcata tendenza alla lascivia: una dipartita radicalz... cioè, radicale, da tutto da quello a cui aveva abituato fino a quel momento. La storyline è tagliata ben presto dai suoi problemi personali con annesso licenziamento, come abbiamo visto sopra: nonostante la riabilitazione, il rapporto con la WWE sembra lì per lì non destinato a riaprirsi. Ciò che si aprirà un brevissimo, ma degno di menzione, capitolo nel panorama di alcune particolari realtà indy - che iniziarono a prendere piede soprattutto dopo la scomparsa dell'oligopolio wCw e ECW. Eddie contribuirà a una manciata di incontri per Ring Of Honor a IWA-Mid South Wrestling. Tra i match spiccano soprattutto un singolo con un giovane CM Punk e un Triple Threat con due giovani CM Punk e Rey Mysterio. Il rapporto con CM Punk, in realtà appena abbozzato dagli archivi storici della stampa giornalistica, meriterebbe forse di essere approfondito alla luce di alcune importanti parole dello stesso Punk. Guerrero, infatti, consegnerà un modello al giovane Brooks. Nasceranno importanti parallelismi tra Punk e Guerrero e Guerrero e Gory, quantomeno pertinentemente al mantra della famiglia Guerrero comunicato - se non direttamente attraverso le azioni sul ring - allo stesso Punk dai suoi lavori con Eddie.
In un divertente aneddoto datato circa un decennio dopo i loro programmi insieme, lo stesso Punk definirà Guerrero "senza dubbio il miglior wrestler di sempre" e ammetterà di come lottare con lui fosse stato tutt'altra cosa rispetto a chiunque avesse mai affrontato fino a quel momento, se non un'esperienza dai contorni traumatizzanti: testualmente specificherà circa come le sue convinzione sull'aver padroneggiato l'arte, insomma, fossero state infrante proprio dall'essersi trovato sul ring insieme a un Guerrero (ormai veterano) che risultò uno dei fattori che lo spinsero a migliorarsi.
Gory Guerrero avrebbe sorriso.
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Bonus: CM Punk vs. Eddy Guerrero vs. Rey Mysterio (IWA Mid-South: Spring Heat; 01.03.02)

[Momento epifanico da grande match: più che altro, quando confronti le chop di CM Punk e quelle di Eddie Guerrero.]



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4.2. Can you feel the heat?
Lie! Cheat! Steal!
Say hello to Eddie.


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[ Non bisogna aver paura del salto, ma dell'atterraggio. ]


Constatata la sobrietà finalmente raggiunta dal proprio atleta, la WWE convocherà nuovamente Eddie Guerrero e rappresenterà la consacrazione. Se, in altre parole, questo fosse un film, il cut avverrebbe esattamente lì: l'immagine festante di Eddie Guerrero in cima al mondo, a No Way Out, dopo aver abbattuto senza ombra di dubbio il più temibile dei suoi avversari. Brock Lesnar rappresenta tutto ciò che Eddie non è: è giovane, è enorme, è fortissimo, è caucasico, parla poco e mena forte. Cosa più importante, ha raggiungo il top immediatamente. No, prima di tutti gli altri.
Lesnar è il campione più giovane della storia, è passato solo per la WWE regina dell'alveare wrestling e ha conquistato subito tutto, mettendo a ferro e fiamme l'intera federazione. Eddie ha 36 anni, non è più di primo pelo e non è mai riuscito a vincere il titolo. Non solo, quello di No Way Out è il suo primo Main Event per un titolo mondiale in un PPV di sempre. L'uno l'ideale contraltare dell'altro.
Quello stesso "No Way Out" scandisce una semantica particolare. Simboleggia le spalle al muro: spalle come quelle che il business ha rivolto a Eddie tante volte. Spalle come quelle che gli ha spesso dato la vita. Spalle come quelle che lui ha usato per farsi carico di tanti problemi fallendo. Ma rialzandosi, puntualmente, e ogni volta. Sarà, Eddie Guerrero, piccolo uomo di talento ma pieno di debolezze in un mondo di gente più grossa di lui, diventato abbastanza forte da gettare finalmente il cuore oltre l'ostacolo? Combattendo con tutte le sue forze? Usando ogni mezzo a sua disposizione?
Guerrero dirà, a Lesnar, che a No Way Out non sarà Guerrero a essere chiuso in un ring con Lesnar, ma sarà Lesnar a essere chiuso in un ring con un uomo che ha sconfitto demoni che quel Lesnar, così grosso e così bambino, non può immaginare.
Lo zenith di Eddie Guerrero non si presenta, comunque, così repentinamente. È successivo a una serie di sviluppi che si snodano tra 2002 e 2004 che non comprendono solo prove solide, ma anche opportunità colte. Nel 2002, in un programma di svecchiamento del roster di SmackDown (in cui Eddie è finito successivamente alla divisione dei brand - sottoprodotto, ancora, dell'acquisto di wCw e ECW da parte della WWE), l'allora booker Paul Heyman decide di puntare forte su un undercard di grandi talenti, per lasciare il Main Event soprattutto in mano ai ragazzoni (Lesnar, Big Show e Taker). I "sei di SmackDown" (così verranno definiti) nel corso del 2002 si renderanno partecipi invece di scontri nell'uppercard e nella divisione tag. La scelta si rivelerà azzeccata: il 2002 è tutt'oggi reputato come uno degli anni a cui il pubblico post-Attitude risulta più affezionato. E tutti i match ruotano intorno - oltre che a Brock Lesnar - a questi nomi: Kurt Angle, Edge, Chris Benoit, Rey Mysterio, Eddie Guerrero e Chavo Guerrero.
I "Los Guerreros", zio Eddie e nipote-coetaneo Chavo, saranno un prodotto di Heyman. Pur essendo molto legato alle tradizioni e, dunque, inizialmente restio a promuovere lo stereotipo del messicano furbo/accattone/ladro, Eddie si presterà presto di buon grado al suo nuovo character, vagamente reminiscente, o con almeno qualche contorno del Flair "dirtiest player in the game". Il successo gli bacerà ancora la fronte: egli convoglierà il suo carisma naturale nella gimmick per legittimarsi definitivamente agli occhi del management oltre che di quello stesso pubblico che stravedeva per lui da quasi otto anni. Il successo sarà tale che Guerrero risulterà così over da dover essere girato face. Ciò causerà lo split dei Los Guerreros e, dopo una breve faida tra Chavo e Eddie - rifacimento abbastanza palese del loro feud in wCw, porterà Eddie in dirittura d'arrivo per il WWE Title, consegnatogli frettolosamente da un uscente Brock Lesnar.
La vita di Eddie Guerrero sembra, per quanto assurdo possa sembrare, essersi trasformata in una fiaba: non solo la vittoria del titolo del mondo Eddie giunge dopo quindici anni di sacrifici, giunge anche alla vigilia del ventennale di WrestleMania, l'evento di wrestling più importante del mondo, ma nello stesso evento uno dei suoi migliori amici, quello stesso Chris Benoit con cui aveva condiviso la durissima scalata verso l'Olimpo, ha un match per il secondo titolo mondiale della stessa federazione. Anche lui underdog, anche lui troppo piccolo per farcela e anche lui... vincente. WrestleMania XX, ventennale del più importante evento di wrestling di sempre, si conclude con un'immagine incredibile in cui i contorni di finzione scenica e vita reale sfumano e si dissolvono nell'abbraccio di Eddie Guerrero e Chris Benoit. In lacrime vere. Un monito all'amicizia e un monito a non arrendersi mai, a combattere per quello in cui credi, quella che tutt'oggi è, forse, una delle immagini più belle e amare che il wrestling ha da offrire. Ma, come sappiamo, la conclusione non è mai più importante dei singoli momenti che portano a essa. E, in quel momento, Benoit e Guerrero han sconfitto chi non credeva in loro e hanno celebrato la stessa, difficile vita che nonostante tutto li ha portati a condividere un breve scorcio di infinito insieme.


Match #14: Eddie Guerrero vs. Rob Van Dam (WWE RAW; 27.05.02)

[Momento epifanico da grande match: quando un fan prova a fare l'eroe con Eddie in cima alla scala. Eddie salta giù con la grazia di una ballerina di danza classica. Per gratitudine, e come in un saggio di danza classica, prova poi a suonarlo come un violino.]


Match #15: Eddie Guerrero vs. Edge (WWE SmackDown!; 26.09.02)

[Momento epifanico da grande match: il Sunset Flip ai danni di Edge, che avrà sentito anche Jushin Liger. In Giappone.]


Match #16: Los Guerreros vs. Edge & Rey Mysterio vs. Kurt Angle & Chris Benoit (WWE Survivor Series '02)

[Momento epifanico da grande match: quando, agli inizi della contesa, ti accorgi che tutti e sei stanno facendo una torello da tre minuti di spot senza e nessuno si è ancora fermato per una headlock.]


Match #17: Brock Lesnar vs. Eddie Guerrero (WWE No Way Out '04)

[Momento epifanico da grande match: Eddie Guerrero che tira fuori ogni contromossa possibile e immaginabile pur di non subire una F-5, che sancirebbe la sua inevitabile disfatta.]


Match #18: John "Bradshaw" Layfield vs. Booker T vs. Eddie Guerrero vs. The Undertaker (WWE Armageddon '04)

[Momento epifanico da grande match: Eddie Guerrero rifila tre Frog Splash a Undertaker, di cui l'ultima dalla scala, e sta per pinnarlo pulito, prima che JBL tiri fuori l'arbitro per impedirgli di conteggiare. Wow.]


Match #19: Kurt Angle vs. Eddie Guerrero (WWE SmackDown!; 14.04.05)

[Momento epifanico da grande match: Eddie Guerrero, dopo una contromossa particolarmente creativa, afferra i calzoni di Angle, che passa cinque secondi a sgambettare a sedere scoperto.]


Match #20: Eddie Guerrero vs. Rey Mysterio (WWE Judgment Day '05)

[Momento epifanico da grande match: quando contestualizzi il tutto nella storyline in cui Eddie è "uscito di senno" e ti rendi conto di quanto sia diverso da qualunque Guerrero vs. Mysterio avuto in precedenza dal primo pugno sferrato.]



5. Para Siempre

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[ "If my story can be a positive influence to one person, if somebody is having issues with what I had issues, they can say: « Eddie got help; I should get help. There's hope ».
I'm ashamed of what I did, but I am not ashamed of what I've done to correct my mistakes. I'm proud of who I am." ]


Sto scrivendo questo - ben più lungo di quanto pensassi - articolo da tre giorni, e non mi è ancora chiaro se sono riuscito a trasmettere bene cosa, ai miei occhi, separasse questo simpatico messicano da tutti gli altri wrestler che ho avuto il piacere di veder esibirsi in tanti anni.
La verità è che potrei continuare a descrivere anche l'ultimo anno della vita di Eddie Guerrero, parlare di altre cose, come della sua capacità di essere un heel da brividi lo ponesse su un altro piano rispetto al semplice wrestler comedy, di quanto fosse assurdo e incredibile il promo pre-Judgment Day, di come Eddie Guerrero potesse fare tutto in questo business, della sua capacità di rigirarsi il pubblico come volesse perché era benvoluto a tal punto da inimicarsi il pubblico per il minimo sgarro e riacquistarne le benevolenza al minimo sorriso contrito, potrei continuare a tessere lodi sulla sua storie di lavoro sodo, debolezze, cadute continue e redenzione. Potrei parlare dell'ultimo incontro con Ken Anderson e degli ilari siparietti con Batista, sonda anale compresa (come si fa, per Dio? Sei mesi prima eri un heel psicopatico che manco Hannibal Lecter). Potrei parlare di quando ha riempito di letame Big Show o di quando gli ha dato il purgante e spaccato la porta della latrina. Di quando ha battuto Angle slacciandosi lo stivale e se ne è uscito portando lo stivale su come se fosse il WWE Title (a WrestleMania). Ferisce più l'arguzia che l'abilità, quindi lo stivale è ciò che mi rappresenta, non l'oro.
Potrei parlare dei balletti da Latino Heat, della scrollatina di spalle, dell'accorato tributo di Stefano Benzi che ci fece piangere tutti nel 2005, della puntata di tributo successiva alla sua morte e di come tutto il mondo del wrestling si fosse fermato a piangere per lui come amico e compagno, potrei parlare di abilità, talento, stacanovismo chicano, "legacy", umiltà, tenacia. Tutta una terminologia che calzerebbe a pennello per il ragazzo di El Paso a cui tutti volevano bene.
Eppure, proprio non saprei dire perché. Perché ci siamo tutti così affezionati, intendo. Qualcuno mi diceva che Eddie Guerrero, sotto molti aspetti, trascende ciò ciò per cui noi - inerti spettatori - guardiamo il wrestling. Eddie Guerrero è un unicum di wrestler eccelso abbinato è una meravigliosa, e al contempo drammatica, storia di vita. Quella di un attore capace di farsi tifare come pochi e di un essere umano capace di farsi tifare da tutti. Uno che ha sempre guardato oltre, cercato di dare il meglio di sé dopo aver fallito, pur rendendosi conto che erano stati i suoi fallimenti e le sue debolezze a caratterizzare buona parte della sua vita. E che, usando quei fallimenti come trampolino di lancio per dare il meglio di sé come essere umano, avrebbe potuto raggiungere qualcosa di bello. E qualcosa da tramandare. Qualcosa che vivesse anche dopo la sua morte.
Non so se sono riuscito a farlo presente, ma, se così fosse, sarei felice di aver trasmesso a chi non ha avuto il piacere di fare esperienza della storia di Eddie Guerrero - sia essa nella sua rappresentazione scenica per ciò che ha fatto nel wrestling - o per ciò che gli succedeva al di là del wrestling.

Quindi, in conclusione, spero di aver risposto al "perché siamo ancora così affezionati a un certo Eddie Guerrero". Ci ho provato al meglio delle mie possibilità. Spero che, semmai abbiate avuto l'ardire e mi abbiate fatto l'onore di seguire questa lunga elucubrazione trentennale, possiate averne tratto qualche piacere. Qualche sorriso. O quantomeno abbiate ammazzato il tempo durante una lunga pausa gabinetto.
Ma cosa rimane, infine, dieci anni dopo dalla sua morte?
Chi lo sa. Io, dieci anni dopo la sua morte non mi commuovo più se sento "Hurt" di Cash e il post-grunge dei 3 Doors Down lo trovo troppo zuccheroso, anche il wrestling ha perso un pochino del suo sapore perché di wrestling ne ho visto tanto. In dieci anni il mondo cambia, e cambiamo anche noi.
Alla Playstation ci gioco ancora, mentre il mio vicino, come ho menzionato, è diventato padre e deve sbarcare il lunario, quindi non è che giochiamo spesso.
Ci sono però alcune cose che restano: l'idea di poter fare sempre meglio, l'idea di poter trarre forza dalla propria fragilità. L'idea di non sentirsi mai "arrivato", perché è solo quando ti senti "arrivato" che muori un po' d'entro.
E ciò che spesso mi causa un sorriso. Un "Viva la Raza" che, tra gli echi della memoria, si fa strada nei miei pensieri quando rivedo quel piccolo messicano sullo schermo televisivo, eroe della mia infanzia che sorride alla telecamera pensando a come fregare la morte.

Suona pressapoco così: ladies and gentlemen...



[October 9, 1967 – November 13, 2015. And beyond.]


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Re: 9 ottobre 1967 - 13 novembre 2005
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Applausi per te, grande lavoro :bravo:


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Re: 9 ottobre 1967 - 13 novembre 2005
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Re: 9 ottobre 1967 - 13 novembre 2005
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Mi dispiace.
Mi dispiace tanto che questo articolo verrà letto da pochi intimi per la sua lunghezza.
Stupendo.
Hai tutta la mia ammirazione caro Engine.
Quella di Eddie è una grande storia, che tutti abbiamo letto e sentito tante volte, ma sei riuscito a spiegarla con una brillantezza e una conoscenza nell'esposizione semplicemente perfetta.

Mi sono quasi commosso.
Fosse per me lo stickerei e lo pubblicherei anche nella home.


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Re: 9 ottobre 1967 - 13 novembre 2005
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Bravo! Tuo fan per sempre!


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Re: 9 ottobre 1967 - 13 novembre 2005
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Ti odio, ho le lacrime.

Grazie.


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Re: 9 ottobre 1967 - 13 novembre 2005
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Bellissimo davvero bellissimo post, mi riporta in mente vecchi ricordi. Ricordo ancora come fossi ieri quando sentii della morte di Eddie. La cosa buffa o non so come chiamarla e che quando ascoltai la notizia della sua morte, avevo in mano un poster di Eddie (quello di No Way Out 2004 a dire il vero). Questo poster era di un mio amico a cui avevo fatto la "corte" per mesi per averlo e alla fine ero riuscito ad ottenerlo dopo serrate contrattazione in cambio dei braccialetti di gomma degli MNM, il poster di GAB 2004 (o meglio il poster di una magnifica Torrie Wilson) e un pacchetto di Goleador. Rimasi scioccato dalla notizia, quella sera piansi parecchio e mi addormentai abbracciato al poster di Eddie. Ancora oggi lo possiedo ed è l'unico poster attacato nella mia camera e onestamente ne sono troppo affezionato per buttarlo o darlo via


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Re: 9 ottobre 1967 - 13 novembre 2005
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Re: 9 ottobre 1967 - 13 novembre 2005
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Quel 13 Novembre ho pianto anchio. lurkavo una chat-wrestling su mediavideo e non capirò mai perché lo facevo e perché sapevo esistesse. però su quella Chat lessi per la prima volta XXXKURTANGLEXXX.

davvero fantastico; post dell'anno è troppo poco, magari si potessero leggere ancora con una certa frequenza post del genere su TW.


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Re: 9 ottobre 1967 - 13 novembre 2005
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È tardi, ma non riuscivo a prendere sonno e mi ero perso questo topic.
Semplicemente grandioso, davvero un bellissimo post.


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Re: 9 ottobre 1967 - 13 novembre 2005
MessaggioInviato: 20/11/2015, 1:56 
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Chapeau.


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Re: 9 ottobre 1967 - 13 novembre 2005
MessaggioInviato: 20/11/2015, 2:08 
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Iscritto il: 09/01/2011, 2:39
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Località: Dudleyville
Da quando leggo/sono iscritto al forum di TW, questo è il post/topic più impressionante che mi sia capitato di leggere.
Supera i vecchi post di Blingo e Dario perché, oltre a raccontare la storia del Wrestler, racconta parallelamente anche la tua, mostrando emozioni e sentimento.

Che dire... Engine, da oggi godrai della mia ammirazione per i giorni a venire (se questo dovesse mai importarti).


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Re: 9 ottobre 1967 - 13 novembre 2005
MessaggioInviato: 20/11/2015, 4:52 
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Messaggi: 4835
Località: the best there is, the best there was, the best there ever will be.
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Ultima modifica di RobLP il 20/11/2015, 16:25, modificato 1 volta in totale.
Post inappropriato.


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Re: 9 ottobre 1967 - 13 novembre 2005
MessaggioInviato: 20/11/2015, 9:05 
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Località: Calasetta
Post da incorniciare, che ricorda ancora una volta (come se ce ne fos... sì, ce n'è bisogno) come dietro al wrestling ci siano storie di persone.


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