BARRAGE ha scritto:Riguardo la discussione, fra dire: "Le vittorie contano soltanto se accompagnate da una buona gestione e possibilmente un buono storytelling" e dire "le vittorie non contano nulla", ne passa di acqua sotto i ponti.
Se io vinco perchè la narrazione prevede che io vinca, vedi il fatto che gli heel debbano perdere e i face vincere, farà parte della narrazione. Non certo avrebbe significato una vittoria random senza nulla.
WM 30 Bryan perdeva contro HHH e nel ME ci andava R-Truth, a caso, HHH gli dice vai tu. Sarebbe stato amato come Daniel?
Smoker ha scritto:Non fregerà a nessuno ma secondo me Jeff e Stefano stanno discutendo per niente dicendo entrambi una cosa giusta.
Un wrestler per essere consacrato nella storia deve avere sconfitte importanti (come dice Jeff) e vittorie importanti (come dice Stefano). Però come al solito qui si cerca più l'avere ragione che il dialogo.
Dove avrei detto che un wrestler deve avere sconfitte importanti?
Quello che intendevo era che dare del marginale alle vittorie per me ha poco senso. E sì, sono d'accordo che ci deve essere una storia dietro, per forza. E no, non considero le vittorie negli house show/superstars. Considero invece abbastanza quelle a Raw e in parte Smackdown, dove la storyline solitamente c'è.
Non so, prendiamo due wrestlers un attimo, Cesaro e Orton. Prendetela con le pinze, ma poniamo che sono due wrestlers che più o meno si equivalgono (che poi Cesaro sarebbe anche superiore ma vabbè). Sono due buoni wrestlers, ma qual è l'enorme differenza? Semplicemente che uno vince e l'altro no. Orton ha vinto tantissimo, Cesaro poco/nulla. Chi è il più grande dei due? Indubbiamente Orton, appunto perché ha vinto e vince tanto (ma intendo tipo anche a Raw, eh). Orton è meglio di Cesaro? No, ma vince tanto, quindi passa per superiore. Insomma, questo era un piccolo esempio per far capire come le vittorie creano delle gerarchie, al di là del valore del singolo wrestler.
Ryback faceva quelle vittorie inutili contro i jobbers. Risultato? Va nel main event contro Punk ad Hell in a Cell. Vinceva, appunto, ed era importante.
Pure Ambrose s'è fatto 3 main event di fila quando ha cominciato a vincere. E dove vinceva? A Raw e Smackdown.
Ma di esempi ce ne sarebbero mille.
Vincere discende da quanto sei bravo come wrestler, da quanto sei over, ma di fatto è la cosa fondamentale per sfondare. Poi sono d'accordo che ci devono essere le storie dietro, ecc, ma se uno alla fine della storia (anche profondissima e pesantissima) perde, e poi c'è un'altra storia profondissima e perde di nuovo, potrà anche far parte di storie così profonde, ma se perde, comunque non sarà ricordato come chi vince. I risultati contano negli sport, ma pure nel wrestling.
Fermo restando che se ieri ho alzato i toni, me ne scuso.
Stefano* ha scritto:Quello che intendevo era che dare del marginale alle vittorie per me ha poco senso. E sì, sono d'accordo che ci deve essere una storia dietro, per forza. E no, non considero le vittorie negli house show/superstars. Considero invece abbastanza quelle a Raw e in parte Smackdown, dove la storyline solitamente c'è.
Non so, prendiamo due wrestlers un attimo, Cesaro e Orton. Prendetela con le pinze, ma poniamo che sono due wrestlers che più o meno si equivalgono (che poi Cesaro sarebbe anche superiore ma vabbè). Sono due buoni wrestlers, ma qual è l'enorme differenza? Semplicemente che uno vince e l'altro no. Orton ha vinto tantissimo, Cesaro poco/nulla. Chi è il più grande dei due? Indubbiamente Orton, appunto perché ha vinto e vince tanto (ma intendo tipo anche a Raw, eh). Orton è meglio di Cesaro? No, ma vince tanto, quindi passa per superiore. Insomma, questo era un piccolo esempio per far capire come le vittorie creano delle gerarchie, al di là del valore del singolo wrestler.
Ryback faceva quelle vittorie inutili contro i jobbers. Risultato? Va nel main event contro Punk ad Hell in a Cell. Vinceva, appunto, ed era importante.
Pure Ambrose s'è fatto 3 main event di fila quando ha cominciato a vincere. E dove vinceva? A Raw e Smackdown.
Ma di esempi ce ne sarebbero mille.
Vincere discende da quanto sei bravo come wrestler, da quanto sei over, ma di fatto è la cosa fondamentale per sfondare. Poi sono d'accordo che ci devono essere le storie dietro, ecc, ma se uno alla fine della storia (anche profondissima e pesantissima) perde, e poi c'è un'altra storia profondissima e perde di nuovo, potrà anche far parte di storie così profonde, ma se perde, comunque non sarà ricordato come chi vince. I risultati contano negli sport, ma pure nel wrestling.
Fermo restando che se ieri ho alzato i toni, me ne scuso.
grazie Stefano,
hai scritto con più calma la semplice verità-
non bastano le vittorie.
Ma SENZA le vittorie non rialzerai mai nessuno
ammettilo, stavolta hai perso
Dipende dal tuo personaggio e dalla storia mio caro mongoplettico. Che è quello che si sta dicendo dall'inizio.
Sono contento che tu sia giunto a darmi ragione "non bastano le vittorie" grazie al cazzo è da lì che si è generato il "datti alle MMA". Coglione.
Stefano* ha scritto:Quello che intendevo era che dare del marginale alle vittorie per me ha poco senso. E sì, sono d'accordo che ci deve essere una storia dietro, per forza. E no, non considero le vittorie negli house show/superstars. Considero invece abbastanza quelle a Raw e in parte Smackdown, dove la storyline solitamente c'è.
Non so, prendiamo due wrestlers un attimo, Cesaro e Orton. Prendetela con le pinze, ma poniamo che sono due wrestlers che più o meno si equivalgono (che poi Cesaro sarebbe anche superiore ma vabbè). Sono due buoni wrestlers, ma qual è l'enorme differenza? Semplicemente che uno vince e l'altro no. Orton ha vinto tantissimo, Cesaro poco/nulla. Chi è il più grande dei due? Indubbiamente Orton, appunto perché ha vinto e vince tanto (ma intendo tipo anche a Raw, eh). Orton è meglio di Cesaro? No, ma vince tanto, quindi passa per superiore. Insomma, questo era un piccolo esempio per far capire come le vittorie creano delle gerarchie, al di là del valore del singolo wrestler.
Ryback faceva quelle vittorie inutili contro i jobbers. Risultato? Va nel main event contro Punk ad Hell in a Cell. Vinceva, appunto, ed era importante.
Pure Ambrose s'è fatto 3 main event di fila quando ha cominciato a vincere. E dove vinceva? A Raw e Smackdown.
Ma di esempi ce ne sarebbero mille.
Vincere discende da quanto sei bravo come wrestler, da quanto sei over, ma di fatto è la cosa fondamentale per sfondare. Poi sono d'accordo che ci devono essere le storie dietro, ecc, ma se uno alla fine della storia (anche profondissima e pesantissima) perde, e poi c'è un'altra storia profondissima e perde di nuovo, potrà anche far parte di storie così profonde, ma se perde, comunque non sarà ricordato come chi vince. I risultati contano negli sport, ma pure nel wrestling.
Fermo restando che se ieri ho alzato i toni, me ne scuso.
Ryback andò contro Punk perchè aiutò Cena.
Ryback aveva il personaggio del big man. Se non vinceva il suo personaggio andava a puttane.
Non erano vittorie random, erano funzionali alla storia.
Anche tu sei finalmente giunto a capito che "per forza ci sia una storia dietro". Grazie al cielo.
Certo, ci deve essere una storia dietro, mai negato, ma le vittorie sono allo stesso tempo fondamentali per un wrestler. Owens come lo rilanceresti? Facendolo vincere.
Stefano* ha scritto:Certo, ci deve essere una storia dietro, mai negato, ma le vittorie sono allo stesso tempo fondamentali per un wrestler. Owens come lo rilanceresti? Facendolo vincere.
Ma non bisogna rilanciare Owens. Ma cazzo ma le capite le storie?
Te lo ripeto Edge, il più grande heel degli ultimi anni. Perdeva sempre.
Steve Austin, è diventato il volto della WWF dopo un feud in cui non ha vinto mai un match con Bret Hart.
Non dimenticare anche che alla fine della storia, il face vince e l'heel perde. Sempre.
Semmai la vittoria è essenziale per il face e la sconfitta per l'heel. Perchè coerente con la storia raccontata.
Il che è già più complesso della tua visione bidimensionale della cosa.