[A.C. Fiorentina's Topic]
- thelionking
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Re: [A.C. Fiorentina's Topic]
Corvino andrebbe retrocesso a lavorare solo con la primavera visto l'enorme danno tecnico ed economico che dando alla Fiorentina.
Re: [A.C. Fiorentina's Topic]
SimonDavidWilliamson ha scritto:purtroppo cacciare mihajlovic vorrebbe dire ammettere di aver sbagliato ad assumerlo, nonchè accollarsi ben due stipendi per il medesimo ruolo, quindi possiamo stare tranquilli sul fatto che rimarrà ben saldo sulla sua panchina forse anche l'anno prossimo.
per quest'anno penso pure io che si chiuda con lo zingaro in panca ma un voglio nemme pensarci che sta società fantasma tenga ancora in panchina un non allenatore..gniamo su in confronto i' grande Malesàn l'è Mourinho
- Mario A. Santana
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Re: [A.C. Fiorentina's Topic]
Antognoni: ''I giocatori dimostrino di essere da Fiorentina''
Ospite questa sera della trasmissione tv "30° minuto", l'Unico 10 Giancarlo Antognoni affronta i temi caldi riguardanti la Fiorentina, che non sta attraversando un buon momento: "Gli infortuni hanno sicuramente influenzato la stagione, ma i giocatori che sono presenti devono comunque dare il loro contributo sempre, ancora non è finito il campionato. I giocatori devono capire che devono dare il massimo contributo nelle giornate di campionato rimaste, e dimostrarsi che si meritano di vestire questa maglia. La società trarrà le giuste conclusioni a giugno, sono convinto che cambierà qualcosa. La mia fiorentinità mi contraddistingue ovunque, dove vado per tutti sono fiorentino".

Ospite questa sera della trasmissione tv "30° minuto", l'Unico 10 Giancarlo Antognoni affronta i temi caldi riguardanti la Fiorentina, che non sta attraversando un buon momento: "Gli infortuni hanno sicuramente influenzato la stagione, ma i giocatori che sono presenti devono comunque dare il loro contributo sempre, ancora non è finito il campionato. I giocatori devono capire che devono dare il massimo contributo nelle giornate di campionato rimaste, e dimostrarsi che si meritano di vestire questa maglia. La società trarrà le giuste conclusioni a giugno, sono convinto che cambierà qualcosa. La mia fiorentinità mi contraddistingue ovunque, dove vado per tutti sono fiorentino".
- Rui Costa 10
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Re: [A.C. Fiorentina's Topic]
Come una sconfitta
di David Guetta
Zero gioco, una prodezza, un punto e un quintale di fiele impossibile da buttare giù.
Non mi è mai piaciuta la retorica del tifoso “che fa sacrifici”, perché andare allo stadio non è qualcosa che viene prescritto dal medico, sia in casa che in trasferta, ma per la prima volta credo che sia giusto fare qualcosa per quei duecento disgraziati che si sono fatti sedici ore di pullman e hanno assistito all’indecoroso secondo tempo di Bari.
Non vuoi restituire i soldi del biglietto?
Va bene, allora regala quello della prossima trasferta a Verona, quasi certamente senza limitazioni, e affitta i mezzi per riportare allo stadio chi ieri era al San Nicola.
Insomma, cara Fiorentina, fai qualcosa, dai un segno che sei ancora viva, perché ieri quella non sembrava una squadra di calcio.
Non ci sono spiegazioni, non ci sono giustificazioni: ancora si continua a parlare di condizione fisica approssimativa, di calciatori “che non sono al 100%”, ma a marzo e e senza impegni infrasettimanali in Europa?
Se questo è il livello, Jovetic quando lo vediamo in forma? A gennaio 2012?
Mutu, Ljajic e Vargas (per la mezz’ora in cui è stato in campo) hanno sottratto invece di dare, Natali nel primo tempo è perfino riuscito a farsi fregare da Castillo, Montolivo sembrava un auto a tre cilindri, Behrami dopo venti minuti pareva Cristiano Zanetti.
Il Bari, che ha giocato contro i suoi tifosi, ha perfino cercato di vincere la partita, noi evidentemente eravamo troppo preoccupati per il prossimo impegno contro il Catania.
“Una partita tra le più difficili che possono capitare in questo momento”, dirà Mihajlovic sabato prossimo in conferenza stampa e ha ragione, lui è bravissimo ad analizzare le gare prima ed è estremante onesto dopo la gara.
Manca il mezzo, ma quello è un dettaglio, mentre aumentano a dismisura i sassolini che Corvino tirerà fuori a fine stagione: ce la farà a consegnarci la verità nel giro diciamo di un paio d’ore di rilassante incontro con i giornalisti, oppure i torti subiti sono così grandi che ci vorrà l’intero pomeriggio?
E’ solo per saperlo, così mi tengo libero.
di David Guetta
Zero gioco, una prodezza, un punto e un quintale di fiele impossibile da buttare giù.
Non mi è mai piaciuta la retorica del tifoso “che fa sacrifici”, perché andare allo stadio non è qualcosa che viene prescritto dal medico, sia in casa che in trasferta, ma per la prima volta credo che sia giusto fare qualcosa per quei duecento disgraziati che si sono fatti sedici ore di pullman e hanno assistito all’indecoroso secondo tempo di Bari.
Non vuoi restituire i soldi del biglietto?
Va bene, allora regala quello della prossima trasferta a Verona, quasi certamente senza limitazioni, e affitta i mezzi per riportare allo stadio chi ieri era al San Nicola.
Insomma, cara Fiorentina, fai qualcosa, dai un segno che sei ancora viva, perché ieri quella non sembrava una squadra di calcio.
Non ci sono spiegazioni, non ci sono giustificazioni: ancora si continua a parlare di condizione fisica approssimativa, di calciatori “che non sono al 100%”, ma a marzo e e senza impegni infrasettimanali in Europa?
Se questo è il livello, Jovetic quando lo vediamo in forma? A gennaio 2012?
Mutu, Ljajic e Vargas (per la mezz’ora in cui è stato in campo) hanno sottratto invece di dare, Natali nel primo tempo è perfino riuscito a farsi fregare da Castillo, Montolivo sembrava un auto a tre cilindri, Behrami dopo venti minuti pareva Cristiano Zanetti.
Il Bari, che ha giocato contro i suoi tifosi, ha perfino cercato di vincere la partita, noi evidentemente eravamo troppo preoccupati per il prossimo impegno contro il Catania.
“Una partita tra le più difficili che possono capitare in questo momento”, dirà Mihajlovic sabato prossimo in conferenza stampa e ha ragione, lui è bravissimo ad analizzare le gare prima ed è estremante onesto dopo la gara.
Manca il mezzo, ma quello è un dettaglio, mentre aumentano a dismisura i sassolini che Corvino tirerà fuori a fine stagione: ce la farà a consegnarci la verità nel giro diciamo di un paio d’ore di rilassante incontro con i giornalisti, oppure i torti subiti sono così grandi che ci vorrà l’intero pomeriggio?
E’ solo per saperlo, così mi tengo libero.
- Mario A. Santana
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Re: [A.C. Fiorentina's Topic]
Duro striscione al Franchi contro la Società, a firma "7Bello"
E' stato appeso ai cancelli del Franchi questa notte un duro striscione contro la Società, a firma "7Bello" (gruppo storico del tifo organizzato Viola): "S'è esiliato Dante poeta divino, figuriamoci te illustre ciabattino".
TIFOSI, Possibile contestazione dopo l'Antognoni Day
Come riporta quest'oggi La Repubblica, venerdì 4 marzo infatti si celebra al Mandela Forum l´Antognoni Day. In quell'occasione i tifosi viola daranno vita ad un corteo dallo stadio al Palazzo dello Sport. Un gesto simbolico dedicato ad Antognoni ma che potrebbe anche essere il pretesto per contestare l'attuale Fiorentina.
E' stato appeso ai cancelli del Franchi questa notte un duro striscione contro la Società, a firma "7Bello" (gruppo storico del tifo organizzato Viola): "S'è esiliato Dante poeta divino, figuriamoci te illustre ciabattino".
TIFOSI, Possibile contestazione dopo l'Antognoni Day
Come riporta quest'oggi La Repubblica, venerdì 4 marzo infatti si celebra al Mandela Forum l´Antognoni Day. In quell'occasione i tifosi viola daranno vita ad un corteo dallo stadio al Palazzo dello Sport. Un gesto simbolico dedicato ad Antognoni ma che potrebbe anche essere il pretesto per contestare l'attuale Fiorentina.
Re: [A.C. Fiorentina's Topic]
da oggi cominciano a circolare voci inquietanti riguardo alla conferma dello zingaro in panchina..
ho appena saputo che ha un contratto di 2 anni, scommettiamo che sarà lui l'allenatore anche l'anno prossimo
- Mario A. Santana
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Re: [A.C. Fiorentina's Topic]
vale23 ha scritto:applausi per lo striscione del 7bello
da oggi cominciano a circolare voci inquietanti riguardo alla conferma dello zingaro in panchina..
ho appena saputo che ha un contratto di 2 anni, scommettiamo che i sarà lui l'allenatore anche l'anno prossimo
magari è una bufala
- thelionking
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Re: [A.C. Fiorentina's Topic]
Secondo me dei "big" gli unici due che vogliono veramente restare a Firenze sono Frey e Mutu (che probabilmente non resteranno per altri motivi), gli altri, chi più chi meno, hanno già deciso di andarsene, e sto parlando di Gila, Vargas e Montolivo.
La cosa divertente è che i Della Valle sprecheranno tutte le loro energie per tenere Montolivo, quello che chiede una squadra più competitiva per restare ed il primo a fare quasi sempre schifo. Io la vedo grigia anche per i prossimi anni, non capisco quali potrebbero essere i giocatori di livello disposti a venire a Firenze con i parametri dellavalliani. Ok, si può lanciare qualche giovane ma servono anche certezze altrimenti non si va da nessuna parte. Sempre che il progetto/rifondazione non abbia come obiettivo stagionale una salvezza tranquilla, allora basta dirlo e si ci mette il cuore in pace.
La cosa divertente è che i Della Valle sprecheranno tutte le loro energie per tenere Montolivo, quello che chiede una squadra più competitiva per restare ed il primo a fare quasi sempre schifo. Io la vedo grigia anche per i prossimi anni, non capisco quali potrebbero essere i giocatori di livello disposti a venire a Firenze con i parametri dellavalliani. Ok, si può lanciare qualche giovane ma servono anche certezze altrimenti non si va da nessuna parte. Sempre che il progetto/rifondazione non abbia come obiettivo stagionale una salvezza tranquilla, allora basta dirlo e si ci mette il cuore in pace.
- Mario A. Santana
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Re: [A.C. Fiorentina's Topic]
enry.70 ha scritto:Secondo me dei "big" gli unici due che vogliono veramente restare a Firenze sono Frey e Mutu (che probabilmente non resteranno per altri motivi), gli altri, chi più chi meno, hanno già deciso di andarsene, e sto parlando di Gila, Vargas e Montolivo.
La cosa divertente è che i Della Valle sprecheranno tutte le loro energie per tenere Montolivo, quello che chiede una squadra più competitiva per restare ed il primo a fare quasi sempre schifo. Io la vedo grigia anche per i prossimi anni, non capisco quali potrebbero essere i giocatori di livello disposti a venire a Firenze con i parametri dellavalliani. Ok, si può lanciare qualche giovane ma servono anche certezze altrimenti non si va da nessuna parte. Sempre che il progetto/rifondazione non abbia come obiettivo stagionale una salvezza tranquilla, allora basta dirlo e si ci mette il cuore in pace.
Frey ho il sentore che resterà e Boruc verrà ceduto per fare spazio a Neto
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Re: [A.C. Fiorentina's Topic]
Una Fiorentina tutta da rifare. Ecco cosa non va
La partita di domenica a Bari ha detto che il progetto tecnico messo in piedi dai Della Valle e condotto per cinque anni dalla coppia Corvino-Prandelli è finito. Succede: lascia sì ai fiorentini il ritorno in Europa, in Champions, grandi emozioni, ma anche un esaurimento che forse non era facile prevedere. Certo che questa sua ultima edizione, la sesta, è stata tanto grigia e deludente da apparire poco di più che un’agonia. La squadra vista domenica non aveva niente di quella che aveva giocato e vinto a Eindhoven, resistito all’Everton, battuto il Liverpool due volte in Champions dove ha messo sotto anche Lione e Bayern. Questa Fiorentina niente ha nemmeno della Fiorentina che in tanti campionati era riuscita ad arrivare davanti alla Roma e al Milan. Esattamente un anno fa qualcosa le si è rotto dentro. C’è voluto un anno per riconoscerlo, forse proprio per troppa passione. Nessuno voleva mettere in un cassetto quella Fiorentina, un atto d’amore encomiabile ma oggi evidentemente sbagliato. Ora restano due mesi per mettere tutto sotto esame, senza far sconti a nessuno, per capire come progettare la ricostruzione, come immaginare il rinascimento viola.
Società - Nel grigiore e nella progressiva crisi di rapporto fra la Fiorentina e Firenze ovviamente c’è una responsabilità diretta da parte della Proprietà prima e della dirigenza poi. Iniziamo però con una premessa assolutamente indispensabile: i Della Valle sono l’unica certezza al momento esistente. Nessuno può onestamente metterli in discussione se prima non mette sul tavolo una soluzione alternativa. Qualche mese fa Diego Della Valle ci disse: « Se avete una persona, un gruppo, in grado di far meglio di noi, pronta a portare la squadra più in alto magari lasciandoci un piccolo posto, vi diamo l’incarico per aprire una trattativa». Confessiamo di non averla trovata e di non vederla all’orizzonte. Ma questo niente toglie agli sbagli che sono stati fatti anche dai fratelli Della Valle. Possono aver avuto tutte le giustificazioni del mondo: possono essersi sentiti traditi da Prandelli e dalla città, possono mettere sul tavolo il loro progetto di Cittadella dello sport disatteso dai politici, ma restano gli errori commessi sul terreno della comunicazione da parte loro e dei loro collaboratori. Possibile che ancora si aspetti l’appuntamento di maggio ( così è stato promesso dal presidente Andrea ancora dimissionario) per il ritorno al suo posto? Possibile che si sia assistito indifferenti al progressivo allontanamento della squadra dalla città, dai tifosi, dai media? Sappiamo che sotto la superficie i Della Valle stanno ancora lavorando e lottando per trovare la soluzione ai tanti problemi e scommettiamo che ce la faranno, ma da tempo è venuto il momento di parlare alla gente. La maggioranza aspetta solo un cenno per tornare a credere a un progetto, un’idea della quale innamorarsi. La verità è che non è più il tempo di delegare bensì quello di riprendere in mano la situazione.
Mihajlovic - Siamo stati fra quelli che hanno detto: Mihajlovic è il minor colpevole di quanto sta accadendo. Lo confermiamo, allora aveva una squadra dimezzata dagli infortuni. Ma adesso pure lui entra nel cono di luce delle cose che devono essere messe in discussione. Finalmente sono rientrati Montolivo, Mutu, sta tornando Vargas, è stato acquistato Behrami ed è tornato in gruppo D’Agostino, anche Natali scende regolarmente in campo ma quello che si è visto a Bari è più o meno (forse addirittura meno) quello che si era visto nei tanti giorni neri di questa stagione. All’aeroporto prima di tornare verso Firenze abbiamo incontrato un uomo furente e a un tempo provato. Per lui deve essere insopportabile verificare che la Fiorentina, la sua Fiorentina, non gli assomiglia affatto. E’ totalmente priva di personalità. Ha aperto la porta a Mutu e il romeno invece che dare una svolta, appare controproducente; ha dato il centrocampo totalmente in mano a Montolivo mettendo in un angolo D’Agostino e il capitano resta anonimo; ha cambiato la propria squadra tante volte da far girare la testa, ma alla fine si è trovato la squadra di Bari: un disastro. Una Fiorentina di nessuno che sta lì, lontana dalla retrocessione ma lontana anche dall’ultimo vagone Europa. Forse è vero, gli è stata data una squadra che già era un guscio vuoto ma lui non è stato capace di riempirlo. Ora, siamo sicuri, prenderà questo gruppo e lo metterà contro un muro, tutti senza passato. Forse darà l’esempio e Mutu finirà in panchina, riproporrà gli esterni ma prima di tutto ha l’obbligo di dimostrare di essere capace di imporre una svolta. Non è in bilico il suo presente ma lo è il suo futuro.
Corvino - Ha il merito di essere rimasto lì sempre, ad occuparsi anche di quello che non lo riguarda. Ha lavorato benissimo sul settore giovanile, se fosse dipeso da lui del caso Mutu avrebbe dovuto occuparsi la Roma, non sarebbe probabilmente arrivato Felipe, magari avrebbe tenuto pure qualche eccellente partente di questi anni (Balzaretti, Pazzini), però la firma su tutto quello che è successo è anche sua, dunque ne risponde integralmente anche di arrivi e immediate ripartenze. Forse non era così facile dire: il ciclo tecnico è finito. Ci voleva coraggio e l’addio di Prandelli un po’ lo ha spiazzato. Gli acquisti di Behrami e di Boruc confermano quello che nessuno può onestamente mettere in discussione, ovvero che sia un eccellente operatore di mercato però è lui, solo lui, l’uomo di calcio che può intervenire per indirizzare le linee strategiche dei Della Valle. Sua è indiscutibilemente poi la scelta di Mihajlovic, nel bene e nel male e quindi a Sinisa è incollato nella valutazione complessiva della stagione. Pure lui paga la malasorte ma appellarsi solo a quella è sbagliato, profondamente sbagliato. Se il tecnico serbo deve sfruttare questo finale di campionato per dimostrare di avere davvero qualcosa da dire per restare a sedere su quella panchina viola, Corvino ha sicuramente credenziali storiche importantissime per restare al proprio posto, ma deve dimostrare di crederci. La maggioranza dei fiorentini lo vuole al suo posto, ma adesso deve sfruttare questo suo prestigio per vendere come sa vendere e comprare come sa comprare. Racconti il suo progetto di squadra e, se necessario, si prepari alla rivoluzione.
Squadra - Se i Della Valle e Corvino mettessero tutti i giocatori viola sul mercato, pochissimi fra i tifosi si risentirebbero. «Per la maglia, solo per la maglia...» cantano dalle curve, perché in questa Fiorentina non ci sono eroi, non ci sono incedibili. Magari Jovetic che è assente, forse Frey pure lui lontano dal campo e Behrami che è appena arrivato ed è apparso, per combattività e impegno, rispetto ai compagni un vero marziano. Infine Camporese l’unica nota lieta di questo grigissimo limbo e il vecchietto Santana. Fine. Bari è stato lo spartiacque. Una volta veniva detto: i campioni non si toccano, ma ora a Firenze non è più così. Sono stati proprio i giocatori più importanti a mancare. Disperso Vargas, assente ingiustificato Marchionni, irriconoscibile Mutu, spento Montolivo, sul banco degli imputati i difensori, sommerso di fischi (sinceramente anche troppi) Cerci, per certi aspetti imperscrutabile D’Agostino ma oltre un mese fuori. E Gilardino? Lui come Montolivo e Vargas appaiono distanti, lontanissimi. Sono tutti sotto esame perché solo chi ci crede, chi ha voglia, deve restare nel prossimo progetto tecnico. C’è bisogno di entusiasmo non di rassegnazione e fastidio per una squadra che a qualcuno appare... stretta. La Fiorentina non ha bisogno di giocatori che restano per grazia ricevuta. A Bari i vari Mutu, Gilardino, Montolivo hanno dimostrato di non essere riusciti a battere il Bari, quel Bari, una squadra sommersa dagli sfottò dei propri tifosi, una squadra in ginocchio e che aveva subìto prestissimo un gol che la costringeva a rischiare e a lasciare spazi enormi. Mihajlovic ha fatto a pezzi il niente psicologico del suo gruppo ma se questo ultimo periodo deve servire a scegliere con chi fare il prossimo giro di valzer, allora sono proprio i campioni a meritare di andare, adesso, a fare tappezzeria e di finire sul mercato e giugno. Ljajic è un ragazzo, merita un po’ più di attenzione, però pure lui con tutte le cautele del caso deve dimostrare di saper chinare la schiena. Il campionato non è finito e tutti dovranno mettersi in discussione e smetterla di far conto con il proprio passato.
La partita di domenica a Bari ha detto che il progetto tecnico messo in piedi dai Della Valle e condotto per cinque anni dalla coppia Corvino-Prandelli è finito. Succede: lascia sì ai fiorentini il ritorno in Europa, in Champions, grandi emozioni, ma anche un esaurimento che forse non era facile prevedere. Certo che questa sua ultima edizione, la sesta, è stata tanto grigia e deludente da apparire poco di più che un’agonia. La squadra vista domenica non aveva niente di quella che aveva giocato e vinto a Eindhoven, resistito all’Everton, battuto il Liverpool due volte in Champions dove ha messo sotto anche Lione e Bayern. Questa Fiorentina niente ha nemmeno della Fiorentina che in tanti campionati era riuscita ad arrivare davanti alla Roma e al Milan. Esattamente un anno fa qualcosa le si è rotto dentro. C’è voluto un anno per riconoscerlo, forse proprio per troppa passione. Nessuno voleva mettere in un cassetto quella Fiorentina, un atto d’amore encomiabile ma oggi evidentemente sbagliato. Ora restano due mesi per mettere tutto sotto esame, senza far sconti a nessuno, per capire come progettare la ricostruzione, come immaginare il rinascimento viola.
Società - Nel grigiore e nella progressiva crisi di rapporto fra la Fiorentina e Firenze ovviamente c’è una responsabilità diretta da parte della Proprietà prima e della dirigenza poi. Iniziamo però con una premessa assolutamente indispensabile: i Della Valle sono l’unica certezza al momento esistente. Nessuno può onestamente metterli in discussione se prima non mette sul tavolo una soluzione alternativa. Qualche mese fa Diego Della Valle ci disse: « Se avete una persona, un gruppo, in grado di far meglio di noi, pronta a portare la squadra più in alto magari lasciandoci un piccolo posto, vi diamo l’incarico per aprire una trattativa». Confessiamo di non averla trovata e di non vederla all’orizzonte. Ma questo niente toglie agli sbagli che sono stati fatti anche dai fratelli Della Valle. Possono aver avuto tutte le giustificazioni del mondo: possono essersi sentiti traditi da Prandelli e dalla città, possono mettere sul tavolo il loro progetto di Cittadella dello sport disatteso dai politici, ma restano gli errori commessi sul terreno della comunicazione da parte loro e dei loro collaboratori. Possibile che ancora si aspetti l’appuntamento di maggio ( così è stato promesso dal presidente Andrea ancora dimissionario) per il ritorno al suo posto? Possibile che si sia assistito indifferenti al progressivo allontanamento della squadra dalla città, dai tifosi, dai media? Sappiamo che sotto la superficie i Della Valle stanno ancora lavorando e lottando per trovare la soluzione ai tanti problemi e scommettiamo che ce la faranno, ma da tempo è venuto il momento di parlare alla gente. La maggioranza aspetta solo un cenno per tornare a credere a un progetto, un’idea della quale innamorarsi. La verità è che non è più il tempo di delegare bensì quello di riprendere in mano la situazione.
Mihajlovic - Siamo stati fra quelli che hanno detto: Mihajlovic è il minor colpevole di quanto sta accadendo. Lo confermiamo, allora aveva una squadra dimezzata dagli infortuni. Ma adesso pure lui entra nel cono di luce delle cose che devono essere messe in discussione. Finalmente sono rientrati Montolivo, Mutu, sta tornando Vargas, è stato acquistato Behrami ed è tornato in gruppo D’Agostino, anche Natali scende regolarmente in campo ma quello che si è visto a Bari è più o meno (forse addirittura meno) quello che si era visto nei tanti giorni neri di questa stagione. All’aeroporto prima di tornare verso Firenze abbiamo incontrato un uomo furente e a un tempo provato. Per lui deve essere insopportabile verificare che la Fiorentina, la sua Fiorentina, non gli assomiglia affatto. E’ totalmente priva di personalità. Ha aperto la porta a Mutu e il romeno invece che dare una svolta, appare controproducente; ha dato il centrocampo totalmente in mano a Montolivo mettendo in un angolo D’Agostino e il capitano resta anonimo; ha cambiato la propria squadra tante volte da far girare la testa, ma alla fine si è trovato la squadra di Bari: un disastro. Una Fiorentina di nessuno che sta lì, lontana dalla retrocessione ma lontana anche dall’ultimo vagone Europa. Forse è vero, gli è stata data una squadra che già era un guscio vuoto ma lui non è stato capace di riempirlo. Ora, siamo sicuri, prenderà questo gruppo e lo metterà contro un muro, tutti senza passato. Forse darà l’esempio e Mutu finirà in panchina, riproporrà gli esterni ma prima di tutto ha l’obbligo di dimostrare di essere capace di imporre una svolta. Non è in bilico il suo presente ma lo è il suo futuro.
Corvino - Ha il merito di essere rimasto lì sempre, ad occuparsi anche di quello che non lo riguarda. Ha lavorato benissimo sul settore giovanile, se fosse dipeso da lui del caso Mutu avrebbe dovuto occuparsi la Roma, non sarebbe probabilmente arrivato Felipe, magari avrebbe tenuto pure qualche eccellente partente di questi anni (Balzaretti, Pazzini), però la firma su tutto quello che è successo è anche sua, dunque ne risponde integralmente anche di arrivi e immediate ripartenze. Forse non era così facile dire: il ciclo tecnico è finito. Ci voleva coraggio e l’addio di Prandelli un po’ lo ha spiazzato. Gli acquisti di Behrami e di Boruc confermano quello che nessuno può onestamente mettere in discussione, ovvero che sia un eccellente operatore di mercato però è lui, solo lui, l’uomo di calcio che può intervenire per indirizzare le linee strategiche dei Della Valle. Sua è indiscutibilemente poi la scelta di Mihajlovic, nel bene e nel male e quindi a Sinisa è incollato nella valutazione complessiva della stagione. Pure lui paga la malasorte ma appellarsi solo a quella è sbagliato, profondamente sbagliato. Se il tecnico serbo deve sfruttare questo finale di campionato per dimostrare di avere davvero qualcosa da dire per restare a sedere su quella panchina viola, Corvino ha sicuramente credenziali storiche importantissime per restare al proprio posto, ma deve dimostrare di crederci. La maggioranza dei fiorentini lo vuole al suo posto, ma adesso deve sfruttare questo suo prestigio per vendere come sa vendere e comprare come sa comprare. Racconti il suo progetto di squadra e, se necessario, si prepari alla rivoluzione.
Squadra - Se i Della Valle e Corvino mettessero tutti i giocatori viola sul mercato, pochissimi fra i tifosi si risentirebbero. «Per la maglia, solo per la maglia...» cantano dalle curve, perché in questa Fiorentina non ci sono eroi, non ci sono incedibili. Magari Jovetic che è assente, forse Frey pure lui lontano dal campo e Behrami che è appena arrivato ed è apparso, per combattività e impegno, rispetto ai compagni un vero marziano. Infine Camporese l’unica nota lieta di questo grigissimo limbo e il vecchietto Santana. Fine. Bari è stato lo spartiacque. Una volta veniva detto: i campioni non si toccano, ma ora a Firenze non è più così. Sono stati proprio i giocatori più importanti a mancare. Disperso Vargas, assente ingiustificato Marchionni, irriconoscibile Mutu, spento Montolivo, sul banco degli imputati i difensori, sommerso di fischi (sinceramente anche troppi) Cerci, per certi aspetti imperscrutabile D’Agostino ma oltre un mese fuori. E Gilardino? Lui come Montolivo e Vargas appaiono distanti, lontanissimi. Sono tutti sotto esame perché solo chi ci crede, chi ha voglia, deve restare nel prossimo progetto tecnico. C’è bisogno di entusiasmo non di rassegnazione e fastidio per una squadra che a qualcuno appare... stretta. La Fiorentina non ha bisogno di giocatori che restano per grazia ricevuta. A Bari i vari Mutu, Gilardino, Montolivo hanno dimostrato di non essere riusciti a battere il Bari, quel Bari, una squadra sommersa dagli sfottò dei propri tifosi, una squadra in ginocchio e che aveva subìto prestissimo un gol che la costringeva a rischiare e a lasciare spazi enormi. Mihajlovic ha fatto a pezzi il niente psicologico del suo gruppo ma se questo ultimo periodo deve servire a scegliere con chi fare il prossimo giro di valzer, allora sono proprio i campioni a meritare di andare, adesso, a fare tappezzeria e di finire sul mercato e giugno. Ljajic è un ragazzo, merita un po’ più di attenzione, però pure lui con tutte le cautele del caso deve dimostrare di saper chinare la schiena. Il campionato non è finito e tutti dovranno mettersi in discussione e smetterla di far conto con il proprio passato.
- Rui Costa 10
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Re: [A.C. Fiorentina's Topic]
via mihajlovic
via corvino
via i presunti campioni mutu, vargas, gilardino e montolivo
via i mezzi giocatori che non servono a niente gamberini, comotto, cerci, ecc
rinnovare Santana e Donadel prima possibile
dare la fascia di capitano a Frey e il numero 10 a Jovetic e fare una squadra intorno a loro a costo di farla "operaia"
Unico 10 DG
Sabatini DS
Spalletti Allenatore
detta così è facile ma spero che i DV facciano così, altrimenti manderanno a puttane 4 anni stupendi con 1 e mezzo di merda....e sarebbe un peccato!
via corvino
via i presunti campioni mutu, vargas, gilardino e montolivo
via i mezzi giocatori che non servono a niente gamberini, comotto, cerci, ecc
rinnovare Santana e Donadel prima possibile
dare la fascia di capitano a Frey e il numero 10 a Jovetic e fare una squadra intorno a loro a costo di farla "operaia"
Unico 10 DG
Sabatini DS
Spalletti Allenatore
detta così è facile ma spero che i DV facciano così, altrimenti manderanno a puttane 4 anni stupendi con 1 e mezzo di merda....e sarebbe un peccato!
Re: [A.C. Fiorentina's Topic]
e come dice i' detto "Firenze città d'arte saluta chi arriva e va 'nculo a chi parte" ben venga una bella rivoluzione


