CM Punk nel Podcast di Colt Cabana
- RobLP
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Re: CM Punk nel Podcast di Colt Cabana
È una cosa agghiacciante.
Opinioni di tutti quelli che dicevano "CM Punk non è professionale!!!111!!12!"? Premesso che il vostro post dovrebbe iniziare quasi obbligatoriamente con le parole "Scusatemi, sono un povero coglione". Oggi, dato che sono libero dal report di Impact, me la sento tutta.
Opinioni di tutti quelli che dicevano "CM Punk non è professionale!!!111!!12!"? Premesso che il vostro post dovrebbe iniziare quasi obbligatoriamente con le parole "Scusatemi, sono un povero coglione". Oggi, dato che sono libero dal report di Impact, me la sento tutta.
- Lord Narva
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Re: CM Punk nel Podcast di Colt Cabana
Terribile. Veramente terribile.
Finalmente, come un fulmine a ciel sereno arrivano i chiarimenti che attendevo da Gennaio.
Tendenzialmente credo a Punk, ma sarebbe bello avere effettivamente una seconda campana da ascoltare.
Ma anche fuori dal ring, come le fa lui le Pipebombs, nessuno mai.
Finalmente, come un fulmine a ciel sereno arrivano i chiarimenti che attendevo da Gennaio.
Tendenzialmente credo a Punk, ma sarebbe bello avere effettivamente una seconda campana da ascoltare.
Ma anche fuori dal ring, come le fa lui le Pipebombs, nessuno mai.
- Marco Frediani
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Re: CM Punk nel Podcast di Colt Cabana
Quando parla del dottore che non gli vuole incidere l'infezione in fondo gli dice che se la incide deve dargli degli antibiotici e lui rifiuta.. Ho capito bene?
Comunque tutto allucinante, ma fondamentalmente non è niente di nuovo
Comunque tutto allucinante, ma fondamentalmente non è niente di nuovo
Re: CM Punk nel Podcast di Colt Cabana
Ora ci sono 2 possibili conseguenze a questo podcast
O la wwe fa causa a Cm Punk per diffamazione e questo sarebbe l'unico modo per cercare di mantenere pulita la propria fedina morale.Ora come ora mi sembra la cosa più logica
O la wwe non fa causa a Cm punK...e questo significherebbe solo una cosa: che la wwe ha paura di perdere la causa perchè Cm Punk ha detto la verità.
O la wwe fa causa a Cm Punk per diffamazione e questo sarebbe l'unico modo per cercare di mantenere pulita la propria fedina morale.Ora come ora mi sembra la cosa più logica
O la wwe non fa causa a Cm punK...e questo significherebbe solo una cosa: che la wwe ha paura di perdere la causa perchè Cm Punk ha detto la verità.
- Mr. Degenerate
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Re: CM Punk nel Podcast di Colt Cabana
Metti caso che la WWE non intervenga: quanti altri ex wrestler potrebbero venire fuori per rivendicare abusi fisici, medici o altro sulla WWE? Mi pare logico che la WWE interverrà e, magari mi sbaglio, ma a questo livello la WWE e Phil Brooks hanno solo un modo per risolvere la faccenda.iamisback ha scritto:Ora ci sono 2 possibili conseguenze a questo podcast
O la wwe fa causa a Cm Punk per diffamazione e questo sarebbe l'unico modo per cercare di mantenere pulita la propria fedina morale.Ora come ora mi sembra la cosa più logica
O la wwe non fa causa a Cm punK...e questo significherebbe solo una cosa: che la wwe ha paura di perdere la causa perchè Cm Punk ha detto la verità.
- Lord Narva
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Re: CM Punk nel Podcast di Colt Cabana
...SUL RING, A WRESTLEMANIA, CM PUNK VS TRIP-ah già, no.Mr. Degenerate ha scritto:
Metti caso che la WWE non intervenga: quanti altri ex wrestler potrebbero venire fuori per rivendicare abusi fisici, medici o altro sulla WWE? Mi pare logico che la WWE interverrà e, magari mi sbaglio, ma a questo livello la WWE e Phil Brooks hanno solo un modo per risolvere la faccenda.
Re: CM Punk nel Podcast di Colt Cabana
Dubito ricorrano a un' azione legale. Rischiano l' effetto Streisand.Mr. Degenerate ha scritto:
Metti caso che la WWE non intervenga: quanti altri ex wrestler potrebbero venire fuori per rivendicare abusi fisici, medici o altro sulla WWE? Mi pare logico che la WWE interverrà e, magari mi sbaglio, ma a questo livello la WWE e Phil Brooks hanno solo un modo per risolvere la faccenda.
Re: CM Punk nel Podcast di Colt Cabana
Figata la pubblicità di WWE 2K15 prima delle bordate di Punk comunque.
Per il resto è il segreto di Pulcinella, per carità, ma sentirlo da Punk amplifica il tutto.
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Re: CM Punk nel Podcast di Colt Cabana
Mah, qualcosa sarà giusto qualcosa volutamente esagerato, nulla di trascendentale.
Comunque fa piacere notare che Punk abbia pensato anche a Bryan nella critica all'azienda e non solo a se stesso... In ogni caso Ryback merita di non calcare più un qualsivoglia ring di questo mondo, le accuse mediche son gravissime ma non mi stupirei se venissero confermate da qualche pesce piccolo, come giustamente detto prima (un nome su tutti, Hero?).
Comunque fa piacere notare che Punk abbia pensato anche a Bryan nella critica all'azienda e non solo a se stesso... In ogni caso Ryback merita di non calcare più un qualsivoglia ring di questo mondo, le accuse mediche son gravissime ma non mi stupirei se venissero confermate da qualche pesce piccolo, come giustamente detto prima (un nome su tutti, Hero?).
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Re: CM Punk nel Podcast di Colt Cabana
Non m'intendo mio malgrado di medicina e affini ma con la situazione del business che hanno creato adesso con forti ramificazioni in molti ambiti diversi, dal cinema alla politica, mi sembra da imbecilli sprovveduti poter permettere un malcostume del genere in quello che, vuoi per tradizione vuoi per gloria passata, rimane uno dei tuoi core business, per questo stento a credere ad una situazione così drammatica sul piano del benessere dei suoi atleti, sarebbe eccessivamente controproducente per la WWE Inc.Karran ha scritto: Aspettiamo un attimo, però. L'infezione MRSA (cioè una infezione da Staphilococco resistente ai comuni antibiotici) non è semplice da diagnosticare per chi non è "abituato" a trovarsela davanti (per lo più medici ospedalieri) perché, nelle sue fasi iniziali, che possono essere anche discretamente lunghe, somiglia in tutto e per tutto ad un comune ascesso.
Per intenderci, chi ha visto le Series avrà notato l'escrescenza sulla parte lombare della schiena di Kane.
Probabilmente, quello sarà l'esito di un'ernia, o un accumulo di grasso, ma potrebbe tranquillamente essere ciò che un medico si troverebbe davanti in caso di una infezione MRSA iniziale.
L'affermazione "potevo morire" è comunque esagerata.
Le complicazioni di questa infezione possono essere, si, gravi, anche fino al decesso, ma si parla comunque di tempi lunghi con sintomi tipici del coinvolgimento cardiaco o polmonare.
Poi oh, figuriamoci, la verità su questa storia credo che a stento la sappiano Punk, Amann e l'altro medico esterno alla WWE che l'ha visitato, certo si rimane sbigottiti a leggere queste parole.
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Re: CM Punk nel Podcast di Colt Cabana
Dalla newsboard, la traduzione in italiano di ciò che ha detto Punk:
CM Punk ha rotto il suo silenzio dopo aver chiuso I rapporti con la WWE e lo ha fatto nel corso di una intervista con il suo migliore amico, Colt Cabana, per il podcast di quest’ultimo.
Punk ha reso chiaro che oggi è più felice di quanto non lo sia stato negli ultimi anni, tuttavia c’è in lui un po’ di amarezza. E’ normale, secondo lui, in casi come il suo, visto che sta ancora cercando di elaborare quanto è successo tra lui e la WWE. Punk non ha lasciato la WWE, ma è stato licenziato. Dopo essersi preso una pausa nel gennaio 2014, ha ricevuto un sms da Vince McMahon dopo qualche settimana, in cui gli veniva annunciata una sospensione di due mesi. Il giorno successivo, Vince ha detto agli azionisti della compagnia che Punk si era preso un periodo sabbatico. Quando la sospensione è terminata, nessuno lo ha contattato. Allora ha aspettato qualche giorno ed ha chiamato lui a Stamford, chiedendo perché non stesse più ricevendo le sue royalties, ma non ha ottenuto risposta. Il giorno del suo matrimonio con AJ Lee, lo scorso giugno però, ha ricevuto la lettera di licenziamento per “rottura contrattuale”. La WWE ha addirittura cercato di far risalire la rottura tra le parti prima ancora del suo abbandono di gennaio.
Punk ha spiegato che i motivi del suo abbandono subito dopo la Royal Rumble sono dovuti esclusivamente a problemi di salute. Nel corso del podcast, Punk ha spiegato di aver lottato per lungo tempo con costole rotte, una commozione cerebrale e problemi alle ginocchia e che la WWE se ne è sempre infischiata. La compagnia, infatti, gli ha comunque chiesto di partire per un tour in Europa lo scorso novembre, pur sapendo che Punk stava male. Il lottatore ha accettato, ma ogni notte, dopo aver combattuto, era colto da sudorazione fredda ed attacchi di vomito. Per mesi ha avuto la febbre ed un calo dell’appetito. Per farlo lottare, i medici della WWE lo riempivano di antibiotici, al punto che un giorno si è anche defecato nel costume mentre era sul ring nel corso di una registrazione di Smackdown. La notte non riusciva a dormire per i continui dolori. A Royal Rumble Punk ha subito una commozione cerebrale all’inizio del match, eppure ha continuato a lottare. Il giorno dopo ha superato un test della WWE per capire se aveva una commozione cerebrale. I medici gli hanno consentito di sottoporsi al test mentre scriveva messaggi al telefono ed indossava delle cuffiette, per cui lo stesso Punk aveva chiaro che il test era una buffonata. Quando gli è stato detto che era tutto ok, ma che volevano che salisse sul ring per poter effettuare ulteriori controlli “sul campo”, Punk si è infuriato ed ha chiesto ai medici di ammettere che invece non stava bene.
Lo stesso giorno i dirigenti della WWE, piuttosto che aiutarlo a risolvere i suoi problemi di salute, gli hanno chiesto di firmare i documenti per partecipare a successivi tour in giro per il mondo e di sottoportsi ad un test antidoping. Punk ha deciso, allora, di parlare direttamente con Vince McMahon e Triple H. Il wrestler ha detto ai due di come la compagnia non si fosse occupata di lui, di essere stato danneggiato dal punto di vista creativo e che era una vergogna che la WWE stesse cercando di fare con Daniel Bryan quello che avevano fatto con lui, cioè non tenerlo in considerazione per il main event di Wrestlemania. Punk ha comunicato a Vince di voler lasciare la compagnia e McMahon lo ha abbracciato con il volto rigato dalle lacrime, dicendogli che sarebbe sempre rimasto parte della famiglia. Nei giorni successivi, però, lo ha comunque sospeso e poi licenziato.
Punk ha poi raccontato una storia riguardo un suo specifico problema di salute. Per mesi ha chiesto al medico della WWE, il dottor Chris Amann di controllargli una pustola sulla schiena, ma il medico gli ha sempre detto che si trattava solo di un deposito di grasso. Più volte il medico si è rifiutato di rimuoverlo, nonostante Punk lo avesse avvisato che la pustola gli procurava dolore e stava ingrandendosi. Dopo aver lasciato la WWE, AJ Lee ha convinto Punk a recarsi da un altro medico, che, non sapendo neppure chi fosse Punk, gli ha diagnosticato una infezione da stafilococco. Gli ha pulito con urgenza la pustola, che è risultata essere piena di pus. Il wrestler ha raccontato che il procedimento è stato dolorosissimo e che successivamente ha dovuto prendere diverse medicine per curare l’infezione. Il medico non ha creduto a Punk quando gli ha detto che la pustola era così da tempo, dicendogli che, se fosse stato vero “a quel punto sarebbe dovuto essere morto”.
Punk ha poi raccontato di essere stato subito rigettato nella mischia poco dopo aver subito infortuni. Dopo un infortunio al gomito non gli è stato concesso tempo libero per la riabilitazione. Dopo l’intervento al gomito, è stato costretto a lottare in un TLC match contro Ryback dopo appena tre settimane. Durante il match contro “questo ragazzo pieno di steroidi” Punk ha subito la frattura di alcune costole.
Punk ritiene di aver fallito il più importante obiettivo della sua carriera, cioè essere nel main event di Wrestlemania. Ne prende atto ed è pronto a passare ad una fase successiva della sua vita. Guardando il roster della WWE si rende conto di quanto sia ridicolo che tanti bravi lottatori non siano main eventer. La colpa, per lui, è delle politiche del backstage, che non gli hanno consentito di essere nel main event per imparare di più, far guadagnare più soldi alla compagnia e diventarne un elemento sempre più importante. Nella WWE gli dicevano che non era in grado di portare soldi, tuttavia lui è sempre riuscito a dimostrare il contrario, nonostante le decisioni di un vecchio che non capisce cosa stia succedendo (Vince McMahon, ovviamente). Punk ha anche contestato di essere stato pagato dalla WWE meno di altre star come John Cena, Undertaker, Brock Lesnar, Rock e Triple H dopo Wrestlemania 29, nonostante avesse avuto il miglior match della serata.
Il wrestler di Chicago ha chiarito di non aver chiesto nulla che non gli spettasse alla WWE e non se ne è andato nel bel mezzo di una storyline. Ha lasciato la compagnia per prendersi cura di se stesso nonostante fosse frustrato per le paghe basse che la compagnia gli riconosceva. Quando la WWE gli ha fatto causa per rottura contrattuale, ha assunto un avvocato molto quotato di Los Angeles, che è riuscito ad ottenere dalla WWE non solo tutti i soldi che la compagnia gli doveva, ma anche di più. Punk ha detto che non lavorerà mai più per la WWE e che la compagnia aveva paura che Punk gli chiedesse tanti di quei soldi da mandarli in fallimento. La compagnia, chiuso l’accordo giudiziale, gli ha chiesto di effettuare un comunicato congiunto, ma lui ha rifiutato.
Punk ha quindi parlato del fatto che i wrestler sono considerati liberi professionisti e che il vero problema è che i wrestler non hanno un sindacato. La WWE, per lui, organizza test per le commozioni cerebrali per la compagnia stessa, non per i lottatori. Punk ha poi raccontato che avrebbe dovuto ottenere lui il ruolo di protagonista del secondo episodio di 12 Rounds e che era pronto a firmare il contratto, ma quando poi ha fatto notare alla compagnia che le date delle riprese coincidevano con quelle di un tour europeo, la WWE lo ha sostituito con Randy Orton senza neppure avvisarlo ed ha dato la colpa di quanto successo a Triple H.
Punk ha poi ditto che Ryback gli ha tolto venti anni di vita e che la compagnia aveva paura che potesse passare alla TNA. CM Punk, ha, però, concluso l’intervista dicendo che oggi odia il wrestling e che non salirà mai più su un ring per lottare.
CM Punk ha rotto il suo silenzio dopo aver chiuso I rapporti con la WWE e lo ha fatto nel corso di una intervista con il suo migliore amico, Colt Cabana, per il podcast di quest’ultimo.
Punk ha reso chiaro che oggi è più felice di quanto non lo sia stato negli ultimi anni, tuttavia c’è in lui un po’ di amarezza. E’ normale, secondo lui, in casi come il suo, visto che sta ancora cercando di elaborare quanto è successo tra lui e la WWE. Punk non ha lasciato la WWE, ma è stato licenziato. Dopo essersi preso una pausa nel gennaio 2014, ha ricevuto un sms da Vince McMahon dopo qualche settimana, in cui gli veniva annunciata una sospensione di due mesi. Il giorno successivo, Vince ha detto agli azionisti della compagnia che Punk si era preso un periodo sabbatico. Quando la sospensione è terminata, nessuno lo ha contattato. Allora ha aspettato qualche giorno ed ha chiamato lui a Stamford, chiedendo perché non stesse più ricevendo le sue royalties, ma non ha ottenuto risposta. Il giorno del suo matrimonio con AJ Lee, lo scorso giugno però, ha ricevuto la lettera di licenziamento per “rottura contrattuale”. La WWE ha addirittura cercato di far risalire la rottura tra le parti prima ancora del suo abbandono di gennaio.
Punk ha spiegato che i motivi del suo abbandono subito dopo la Royal Rumble sono dovuti esclusivamente a problemi di salute. Nel corso del podcast, Punk ha spiegato di aver lottato per lungo tempo con costole rotte, una commozione cerebrale e problemi alle ginocchia e che la WWE se ne è sempre infischiata. La compagnia, infatti, gli ha comunque chiesto di partire per un tour in Europa lo scorso novembre, pur sapendo che Punk stava male. Il lottatore ha accettato, ma ogni notte, dopo aver combattuto, era colto da sudorazione fredda ed attacchi di vomito. Per mesi ha avuto la febbre ed un calo dell’appetito. Per farlo lottare, i medici della WWE lo riempivano di antibiotici, al punto che un giorno si è anche defecato nel costume mentre era sul ring nel corso di una registrazione di Smackdown. La notte non riusciva a dormire per i continui dolori. A Royal Rumble Punk ha subito una commozione cerebrale all’inizio del match, eppure ha continuato a lottare. Il giorno dopo ha superato un test della WWE per capire se aveva una commozione cerebrale. I medici gli hanno consentito di sottoporsi al test mentre scriveva messaggi al telefono ed indossava delle cuffiette, per cui lo stesso Punk aveva chiaro che il test era una buffonata. Quando gli è stato detto che era tutto ok, ma che volevano che salisse sul ring per poter effettuare ulteriori controlli “sul campo”, Punk si è infuriato ed ha chiesto ai medici di ammettere che invece non stava bene.
Lo stesso giorno i dirigenti della WWE, piuttosto che aiutarlo a risolvere i suoi problemi di salute, gli hanno chiesto di firmare i documenti per partecipare a successivi tour in giro per il mondo e di sottoportsi ad un test antidoping. Punk ha deciso, allora, di parlare direttamente con Vince McMahon e Triple H. Il wrestler ha detto ai due di come la compagnia non si fosse occupata di lui, di essere stato danneggiato dal punto di vista creativo e che era una vergogna che la WWE stesse cercando di fare con Daniel Bryan quello che avevano fatto con lui, cioè non tenerlo in considerazione per il main event di Wrestlemania. Punk ha comunicato a Vince di voler lasciare la compagnia e McMahon lo ha abbracciato con il volto rigato dalle lacrime, dicendogli che sarebbe sempre rimasto parte della famiglia. Nei giorni successivi, però, lo ha comunque sospeso e poi licenziato.
Punk ha poi raccontato una storia riguardo un suo specifico problema di salute. Per mesi ha chiesto al medico della WWE, il dottor Chris Amann di controllargli una pustola sulla schiena, ma il medico gli ha sempre detto che si trattava solo di un deposito di grasso. Più volte il medico si è rifiutato di rimuoverlo, nonostante Punk lo avesse avvisato che la pustola gli procurava dolore e stava ingrandendosi. Dopo aver lasciato la WWE, AJ Lee ha convinto Punk a recarsi da un altro medico, che, non sapendo neppure chi fosse Punk, gli ha diagnosticato una infezione da stafilococco. Gli ha pulito con urgenza la pustola, che è risultata essere piena di pus. Il wrestler ha raccontato che il procedimento è stato dolorosissimo e che successivamente ha dovuto prendere diverse medicine per curare l’infezione. Il medico non ha creduto a Punk quando gli ha detto che la pustola era così da tempo, dicendogli che, se fosse stato vero “a quel punto sarebbe dovuto essere morto”.
Punk ha poi raccontato di essere stato subito rigettato nella mischia poco dopo aver subito infortuni. Dopo un infortunio al gomito non gli è stato concesso tempo libero per la riabilitazione. Dopo l’intervento al gomito, è stato costretto a lottare in un TLC match contro Ryback dopo appena tre settimane. Durante il match contro “questo ragazzo pieno di steroidi” Punk ha subito la frattura di alcune costole.
Punk ritiene di aver fallito il più importante obiettivo della sua carriera, cioè essere nel main event di Wrestlemania. Ne prende atto ed è pronto a passare ad una fase successiva della sua vita. Guardando il roster della WWE si rende conto di quanto sia ridicolo che tanti bravi lottatori non siano main eventer. La colpa, per lui, è delle politiche del backstage, che non gli hanno consentito di essere nel main event per imparare di più, far guadagnare più soldi alla compagnia e diventarne un elemento sempre più importante. Nella WWE gli dicevano che non era in grado di portare soldi, tuttavia lui è sempre riuscito a dimostrare il contrario, nonostante le decisioni di un vecchio che non capisce cosa stia succedendo (Vince McMahon, ovviamente). Punk ha anche contestato di essere stato pagato dalla WWE meno di altre star come John Cena, Undertaker, Brock Lesnar, Rock e Triple H dopo Wrestlemania 29, nonostante avesse avuto il miglior match della serata.
Il wrestler di Chicago ha chiarito di non aver chiesto nulla che non gli spettasse alla WWE e non se ne è andato nel bel mezzo di una storyline. Ha lasciato la compagnia per prendersi cura di se stesso nonostante fosse frustrato per le paghe basse che la compagnia gli riconosceva. Quando la WWE gli ha fatto causa per rottura contrattuale, ha assunto un avvocato molto quotato di Los Angeles, che è riuscito ad ottenere dalla WWE non solo tutti i soldi che la compagnia gli doveva, ma anche di più. Punk ha detto che non lavorerà mai più per la WWE e che la compagnia aveva paura che Punk gli chiedesse tanti di quei soldi da mandarli in fallimento. La compagnia, chiuso l’accordo giudiziale, gli ha chiesto di effettuare un comunicato congiunto, ma lui ha rifiutato.
Punk ha quindi parlato del fatto che i wrestler sono considerati liberi professionisti e che il vero problema è che i wrestler non hanno un sindacato. La WWE, per lui, organizza test per le commozioni cerebrali per la compagnia stessa, non per i lottatori. Punk ha poi raccontato che avrebbe dovuto ottenere lui il ruolo di protagonista del secondo episodio di 12 Rounds e che era pronto a firmare il contratto, ma quando poi ha fatto notare alla compagnia che le date delle riprese coincidevano con quelle di un tour europeo, la WWE lo ha sostituito con Randy Orton senza neppure avvisarlo ed ha dato la colpa di quanto successo a Triple H.
Punk ha poi ditto che Ryback gli ha tolto venti anni di vita e che la compagnia aveva paura che potesse passare alla TNA. CM Punk, ha, però, concluso l’intervista dicendo che oggi odia il wrestling e che non salirà mai più su un ring per lottare.
- Karran
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Re: CM Punk nel Podcast di Colt Cabana
Ah, per carità, sembra assurdo ma non è da escludere.A Lad Insane ha scritto:
Non m'intendo mio malgrado di medicina e affini ma con la situazione del business che hanno creato adesso con forti ramificazioni in molti ambiti diversi, dal cinema alla politica, mi sembra da imbecilli sprovveduti poter permettere un malcostume del genere in quello che, vuoi per tradizione vuoi per gloria passata, rimane uno dei tuoi core business, per questo stento a credere ad una situazione così drammatica sul piano del benessere dei suoi atleti, sarebbe eccessivamente controproducente per la WWE Inc.
Poi oh, figuriamoci, la verità su questa storia credo che a stento la sappiano Punk, Amann e l'altro medico esterno alla WWE che l'ha visitato, certo si rimane sbigottiti a leggere queste parole.
Personalmente, credo che la storia di Amman sia la classica goccia che ha fatto traboccare un vaso colmo di rancori e, soprattutto, di acciacchi che Brooks non ha avuto modo di trattare adeguatamente, magari per via di una WWE troppo pressante che, contestualizzando storicamente, prima del fenomeno Bryan, era a tutti gli effetti Punk-dipendente.
Brooks che parla di costole incrinate nel suo feud con Ryback, definisce proprio QUEL periodo storico.
Re: CM Punk nel Podcast di Colt Cabana
Sono d'accordo...infatti ho sottolineato come sia logico che wwe gli faccia causaMr. Degenerate ha scritto:
Metti caso che la WWE non intervenga: quanti altri ex wrestler potrebbero venire fuori per rivendicare abusi fisici, medici o altro sulla WWE? Mi pare logico che la WWE interverrà e, magari mi sbaglio, ma a questo livello la WWE e Phil Brooks hanno solo un modo per risolvere la faccenda.
Re: CM Punk nel Podcast di Colt Cabana
Già...ho pensato subito alla faccia di CmPunk mentre la sentivaBleak ha scritto:Figata la pubblicità di WWE 2K15 prima delle bordate di Punk comunque.
Per il resto è il segreto di Pulcinella, per carità, ma sentirlo da Punk amplifica il tutto.