James Butler ha scritto:Invece la posizione spiegata da Sallent, non la capisco.
Qualcuno diceva che a Chicago, la WWE è tenuta a dare spiegazioni sul caso CM Punk, che sia presente o meno.
Colosso ha ribattuto dicendo che non sarebbe opportuno, in quanto se dicessero davvero come stanno le cose proprio a Chicago, peggiorerebbero la situazione.
Io la vedo da un altro punto di vista. Ossia quello della WWE, in questo caso. Spendere due parole su questo caso, a Chicago, potrebbe essere un'arma niente male per la WWE di girare la frittata a piacimento, se non addirittura a proprio favore.
Dando per scontato che la gente smart (che ha capito il perché si è venuta a creare questa situazione), non cascherà ai tranelli dell'Authority, potrebbe esserci anche gente che, se toccata con le giuste parole, può cambiare punto di vista sul caso.
Esempio: se Triple H dicesse che gente come Sheamus, Cesaro, lo stesso Bryan, Dolph Ziggler (insomma le nuove leve che dovrebbero essere state come "seppellite" dall'Authority) non hanno lasciato la compagnia per egoismo, come ha fatto lui, ma sono rimasti in WWE nonostante NON saranno nel Main Event (e ci mette menate varie, tipo "loro hanno davvero passione per il business", "tu Punk hai solo passione per te stesso, per i soldi e la gloria") Punk potrebbe uscirne leggermente danneggiato.
E' un po' il discorso che si faceva sul forum nel topic apposito su Punk rimosso dagli eventi, almeno all'inizio, quando la notizia era ancora calda: c'erano due correnti di pensiero. Una diceva che Punk avesse ragione a lasciarli in 13. L'altra invece diceva che stesse sbagliando, in quanto altri wrestler, nonostante meritino, non sono nel Main Event ma non fanno le storie che fa lui (sintesissima).
Ma, indipendentemente dal risultato che otterrà sui fans a Chicago col suo discorso, la WWE ne uscirà rafforzata qualora si esponga sul caso Punk difendendo le proprie posizioni.