Razze, antenati, aplotipi

Tutto quello che non riguarda wrestling, sport, calcio, tv/cinema o videogiochi... il forum Mondo è il posto per parlare di politica, musica, gossip, arte o quanto altro vi possa venire in mente!
Rispondi
Avatar utente
MassiveMolecule
Messaggi: 2897
Iscritto il: 22/12/2010, 21:57

Razze, antenati, aplotipi

Messaggio da MassiveMolecule »

Razze, Aplotipi e Antenati.
Nel 1767 Linneo pubblica il Systema Naturae, e inventa la tassonomia moderna. Prima di lui la classificazione è un gran casino: per identificare una pianta, il nome scientifico è letteralmente la descrizione, in latino, delle principali caratteristiche della pianta. Linneo crea un sistema gerarchico di differenze dalle più grandi (animali e piante sono regni diverse) alle più minute (gufi e barbagianni sono specie diverse). Linneo, come i suoi contemporanei, non sa però niente di geni, ed è, tra l’altro, creazionista. Per distinguere due specie, si rifà soprattutto a caratteristiche visive (Fenetiche, in gergo moderno) e sessuali, specialmente per le piante. Linneo in questo si sta rifacendo ai tassonomi a lui antecedenti, primo tra tutti John Ray, il primo ad utilizzare il criterio per cui due individui sono della stessa specie se possono riprodursi dando prole fertile.

Quando arriva all’uomo nel Systema Naturae, Linneo definisce una singola specie: Homo sapiens, perché sa benissimo che tutti gli umani si possono incrociare fra di loro, almeno in teoria, come i cani. Ma come per i cani, suddivide la specie, che è unica in razze. Linneo definisce l’ Americanus, di pelle rossa e atteggiamento collerico, l’Africanus, di pelle nera e pigro, l’Asiaticus, di pelle gialla e avaro, l’Europeanus di pelle bianca, carattere gentile, mente inventiva, e bellicoso, e il Mostrosus, che includeva cosse come i satiri, i giganti, i nani, i trogloditi, etc.

Per almeno 100 anni l classificazione di Linneo è andata per la maggiore. Poi Darwin pubblica l’origine delle Specie, che come sottotitolo ha “ conservazione delle razze perfezionate nella lotta per l’esistenza “. Darwin usa razze non nel senso comune, ma come sinonimo di varietà: una scorciatoia linguistica dietro il quale non c’è nessuna differenza “essenziale”. Darwin scrive, nello specifico che le “razze” umane sfumano l’una nell’altra, distruggendo ogni possibilità di poligenesi (Linneo credeva che le diverse razze umane fossero il risultato di atti di creazione divini indipendenti). Nello specifico Darwin scrive:
It may be doubted whether any character can be named, which is distinctive of a race and is constant ... they graduate into each other, and ... it is hardly possible to discover clear, distinctive characters between them ... As it is improbable that the numerous, and unimportant, points of resemblance, between the several races of man, in bodily structure and mental faculties (I do not here refer to similar customs) should all have been independently acquired, they must have been inherited from progenitors who had these same characters
Progenitori che condividono queste medesime caratteristiche. Dal momento che Darwin ha creato il primo sistema evolutivo che non solo nega creazioni indipendenti, ma sostiene che tutte le specie sono imparentate tra loro più o meno strettamente, ecco che diventa possibile un nuovo criterio di classificazione tassonomica: la discendenza o la cladistica.
Nella bibbia i pipistrelli sono considerati uccelli, perché volano; usando criteri di discendenza, non c’è alcun dubbio che siano mammiferi. Quando Linneo classificava gli esseri umani come primati, lo faceva sulla base di somiglianze anatomiche nello scheletro, ma non implicava nessuna parentela: con Darwin questi salti ontologici vengono piallati, e tutto viene sfumato in un gradiente. La specie, specialmente il concetto biologico di specie, visto quanto è importante la riproduzione nell’evoluzione, continua ad essere una valida distinzione: ma la razza nell’ambito scientifico, tolti gli eugenisti, i nazisti, i nazionalisti e i poligenisti, smette di essere un criterio serio per la tassonomia.
Il tempo passa, la scienza progredisce, la genetica viene riscoperta e viene inventata la genetica di popolazione. E uno dei primi problemi con cui la genetica di popolazione deve fronteggiarsi, è la diversità all’interno di una popolazione. E nella genetica di popolazione, le razze di animali, chiamate anche sottospecie o ecotipi, sono popolazioni feneticamente distinguibili che vivono in zone geograficamente separate, ma possono riprodursi. Non c’è un criterio definito su quanta differenza morfologica deve essere per delimitare una razza: alcune razze/sottospecie/ecotipi di topi, ad esempio, sono descritte soltanto sulla base della differenza nel manto, che spesso coinvolge solo 1 o 2 geni. Si usano per comodità di descrizione.
Sulla base di questo specifico e ingenuissimo criterio, allora esistono razze umane. Sappiamo che ci sono gruppi superficialmente diversi di persone che vivono in aree geograficamente distinte e che normalmente non si incrociano. Ma anche concedendo questa definizione, dal momento che cladisticamente sappiamo che c’è un gradiente, dove e quando finisce e comincia una razza, è tutto da vedere. Uno potrebbe dire che tutti gli europei sono “caucasici”, ma Finlandesi, Greci e Marocchini sono tutti caucasici sebbene volendo uno potrebbe sostenere che siano morfologicamente diversi.
Ma abbiamo i geni, e i geni sono oggettivi. Quanto sono diverse le razze geneticamente ? Come possiamo prendere gli scimpanzé e gli esseri umani, e confrontare i genomi, e dire “ Uhm, sono per il 98% identici “, possiamo fare lo stesso all’interno della specie gurdando popolazioni distinte. Ed è stato fatto, ed è evidente che, in media, c’è più differenza genetica tra individui all’interno di una stessa razza che tra individui di due popolazioni distinte.
In più, uno non si aspetta a priori che razze o gruppi etnici umani mostrino differenze genetiche sostanziali visto che praticamente tutti i gruppi umani si sono sviluppati da quando siamo migrati fuori dall’Africa, più o meno 100 mila anni fa. Il che significa che, anche per via dell’effetto del fondatore, c’è più differenza genetica tra una popolazione sudafricana e una centro africana che fra un europeo e un cinese.
Immagine
In questo senso genetico, “le razze” certamente non corrispondono alla distinzione intuitivo-morfologica di prima, e diventa ancora più arbitrario dove porre la distinzione. Perché adesso puoi mettere una soglia specifica, numerica, come un limite di velocità, e decidere quali popolazioni spezzare in “razze”. Il problema è che ormai, nel mondo moderno, non c’è alcun limite forte o divisione razziale alla mistura: ragion per cui con un criterio così artificiale puoi trovarti benissimo ad essere tu di una razza e tuo sorella di un’altra. Non molto diversamente dall’arbitrarietà dei criteri morfologici, visto che può benissimo capitare di avere due gemelli eterozigoti l’uno bianco e l’altro nero, ad esempio.
A questo punto, però, sorge una domanda:
WrestlinGOD ha scritto:Domanda a cui pochi rispondono con certezza, te la chiedo dato che parlavamo di geni e robe varie in quel topic.
Ma le razze esistono? Nel 2005 uscì un articolo sul New York Times che lo affermava, altri scienziati dicono il contrario. La verità qual è? E se le razze non esistono, come mai gli investigatori riescono a risalire alla etnia/razza di un criminale con il test del DNA?
A questo punto c’è bisogno di parlare di aplotipi.
Il tuo genoma, come sai, è diviso in volumi, i cromosomi. Per ciascun volume ci sono tanti capitoli, sempre nello stesso posto anche in cromosomi di persone diverse, e ciascun capitolo può contenere un storia leggermente diversa, degli alleli. Ad esempio, una pianta di piselli può avere in un determinato capitolo la storia che dice “ Fai i frutti rugosi “ e un’altra pianta, nello stesso capitolo, avrà scritto “fai i frutti lisci”.
Mendel diceva che quando incroci le piante, strappi tutti i libri a nei loro capitoli costituitivi, li mischi, e poi dal calderone peschi totalmente a caso incolli insieme per riformare il volume.
Mendel aveva torto, perché i capitoli non sono veramente unità a sé stanti, discrete: ci sono dei capitoli che sono inseparabili dal capitolo precedente o successivo, o da capitoli in punti distanti dello stesso volume. Quando li re-incolli, sei allora costretto a re-incollarli insieme, e le storie contenute in quei capitoli saranno sempre insieme.
Questo è l’aplotipo. L’aplotipo è la specifica combinazione di alleli lungo un cromosoma che viene generalmente ereditata insieme. E se viene ereditato insieme, puoi usarlo per costruire alberi genealogici, specialmente se sei sicuro che questi aplotipi fanno molta molta fatica a spezzarsi, se i capitoli non vogliono proprio separarsi.

In questo modo, puoi costruire gli “aplogruppi”, cioè insieme di aplotipi che tra loro sono differenti, ma che discendono dallo stesso aplotipo ancestrale. Tipicamente, nello studio dell’evoluzione umana, puoi farlo guardando il cromosoma Y, che essendo presente solo negli uomini non si può ricombinare con un corrispettivo femminile, e il DNA mitocondriale, che passa solo per via materna e non si può ricombinare perché dentro un organello.
Presente prima quando si diceva che la diversità diminuisce uscendo dall’africa per serie di effetti del fondatore? Vuol dire che la popolazione in quella posizione geografica apparterrà allo stesso aplogruppo. E quindi, se hai una persona Africana, apparterrà all’aplogruppo di tipo L; gli etiopi, che hanno una discendenza più mischiata, sono di tipo M; gli australiani hanno tre aplotipi diversi, che sono il risultato dei vari miscugli tra europei, aborigeni e coreani.
Se sei un maschio, avrai due aplogruppi: uno da linea materna (DNA mitocondriale) e l’aplogruppo Y. Ma è bene specificare che questi determinano la tua linea di antenati, e non la tua etnia: la relazione tra aplogruppi e “razza” è spesso solo geografica: puoi essere nero e avere un aplotipo europeo, perché sia il cromosoma Y che l’mt-DNA hanno molto poco che fare con le tue caratteristiche fenetiche (A parte essere maschio o femmina, chiaramente).
Quando fai i test del DNA per vedere i tuoi antenati, guardi gli aplogruppi. Non determinano la tua razza, fanno una plausibile ipotesi sui tuoi antenati. Non sempre funziona. E’ abbastanza probabile che una persona dell’Italia meridionale possa avere due aplogruppi africani, ad esempio. Puoi mischiare questi dati e confrontarli con altri dati che sai ex-post per cercare di avere un immagine più precisa (Esempio idiota: se sai ad esempio che in africa il gruppo AB è rarissimo e in europa è il più comune, una persona con un aplogruppo africano ma gruppo sanguigno AB è più probabile che sia caucasico di discendenza africana che africano sub-sahariano; ma se ha il gruppo AB e l’anemia falciforme, che è molto più comune dove c’è la malaria, allora è più probabile che sia africano, e blabla).
Sono una serie di inferenze probabilistiche che fai ex-post sulla base delle distribuzioni di geni che conosci, e che non puoi fare a priori.

Pochi rispondono con certezza perché non è una cosa che si può dire in 20 parole con chiarezza. Ne ho usate 2000 quasi, e non sono comunque del tutto soddisfatto.

La questione di “esistono razze, e se sì quali ? “ non è molto diversa da “Quanti sono i colori nell’arcobaleno ? “
Immagine

La risposta dice molto più su come vedi tu il mondo di quanto dica sul mondo in sè.



Avatar utente
Devixe
Messaggi: 11733
Iscritto il: 19/06/2011, 22:12
Località: Complimenti ai cruiser
Has thanked: 29 times
Been thanked: 104 times

Re: Razze, antenati, aplotipi

Messaggio da Devixe »

È sempre piacevole la tua presenza, nonostante questa sia lunga, ma non capisco perché hai aperto questo topic.

Avatar utente
Greg Valentine
Messaggi: 4148
Iscritto il: 23/12/2010, 10:29
Città: Taranto
Been thanked: 6 times

Re: Razze, antenati, aplotipi

Messaggio da Greg Valentine »

Per collegarlo ai discorsi sulla discriminazione, quanto detto va a maggior sostegno della tesi che: è erroneo pensare che sia il sangue a differenziare gli uomini, ci sono al massimo differenti tipi di aggregazioni sociali che si conformano in base alle differenti necessità, e ai differenti fattori, che intercorrono alla loro sopravvivenza. Le culture quindi non sono connaturate nel sangue, bensì sono la summa di come differenti gruppi sociali si sono adattati in differenti territori e con differenti problematiche.
Ultima modifica di Greg Valentine il 27/10/2013, 16:03, modificato 1 volta in totale.

Avatar utente
MassiveMolecule
Messaggi: 2897
Iscritto il: 22/12/2010, 21:57

Re: Razze, antenati, aplotipi

Messaggio da MassiveMolecule »

Devixe ha scritto:È sempre piacevole la tua presenza, nonostante questa sia lunga, ma non capisco perché hai aperto questo topic.
Per rispondere a WrestlingGOD.

L'argomento in sé è abbastanza interessante complicato e controverso da meritare un topic a sé stante invece che affogare nell'altro topic o restare nei messaggi privati.

WrestlinGOD

Re: Razze, antenati, aplotipi

Messaggio da WrestlinGOD »

Grazie per la spiegazione MM, ho visto solo ora il topic. È un argomento più incasinato di quel che sembra.

Avatar utente
MassiveMolecule
Messaggi: 2897
Iscritto il: 22/12/2010, 21:57

Re: Razze, antenati, aplotipi

Messaggio da MassiveMolecule »

WrestlinGOD ha scritto:Grazie per la spiegazione MM, ho visto solo ora il topic. È un argomento più incasinato di quel che sembra.
Figurati, a me piace scrivere di cose complicate :)

Rispondi