L'ho rivista dietro ad Emidio Clementi al concertone del Primo Maggio.Yourself is Steam ha scritto: Merito di Tommassini?
Cosa ne pensavi di Nice? Chissà che fine ha fattoElio muori
Ah e pure Nevruz Joku
Basta sfiga.
L'ho rivista dietro ad Emidio Clementi al concertone del Primo Maggio.Yourself is Steam ha scritto: Merito di Tommassini?
Cosa ne pensavi di Nice? Chissà che fine ha fattoElio muori
Ah e pure Nevruz Joku
Merito di Tommassini non so quanto, nel senso che lui fa parte del team che prepara le performance e in questo fa un lavoro egregio - però il successo (e la gradevolezza) di X Factor dipende da un mix di fattori "televisivi", dai giudici (a proposito, quest'anno Mika mi sembra molto in palla), dal presentatore etc. Certo, mi viene da pensare che senza Luca il programma sarebbe sensibilmente peggiore.Yourself is Steam ha scritto: Merito di Tommassini?
Cosa ne pensavi di Nice? Chissà che fine ha fattoElio muori
Ah e pure Nevruz Joku
Roma, in compenso, come sempre molto meno coraggiosa. Ma in tutte le cose, non solo nell'insegnamento musicale.SaintJust ha scritto:
Dipende sempre in che contesto culturale si trova il conservatorio in questione. E, specialmente, quale sia la tradizione che si porta alle spalle. Mio padre, per esempio, ha studiato in provincia (Novara), prima di andare a Milano. Oltre ad eccellenti insegnanti part-time, come Cesare Ferraresi del Trio di Milano (dopo la sua prematura scomparsa, l'orchestra della RAI non trovò mai più un violino solista per Scherazade), i docenti della classe di Violino (che suonavano nelle orchestre del Canton Ticino, della RAI e Lucerna) si scandalizzavano se sentivano "l'uccello di fuoco" di Stravinsky (non un concerto di Maderna, eh). Quindi, vero, l'insegnamento tradizionale non era aperto per nulla. Tuttavia, è inutile negare che ci furono tante cattedre sperimentali a Torino (Zaffiri) e Milano (Canino faceva suonare le sonate di Boulez). Diciamo, per fare certa musica, dovevi andare nei posti giusti (almeno negli anni in cui contava imparare uno strumento, quarant'anni fa). Poi, guardando il conservatorio di provincia (e non solo) si ha una regressione paurosa. Schiere e schiere di gente a specializzarsi nel barocco o nella musica antica (comprensibile) e a fare le ballate (irritanti) di Chopin. Ciò non toglie che ci sia gente ancora coraggiosa che ripropone delle gemme...non sempre con grandi risultati (Gatti) e con pieno consenso popolare (Wozzeck).
1) Ha senso a determinate condizioni. Io credo che la forza di un'opera non sia la capacità di trascendere il tempo, ma la capacità di raccontarci il tempo da cui viene. E, a forza di astrarre un lavoro dal suo tempo, lo si snatura e lo si svuota - vedi i dischi dei Beatles, ad esempio, che per colpa nostra non ci dicono un bel niente sui sixties. Poi apprezzabilissima la forza di un'opera di dire cose moderne, attuali, universali: ma non c'è nulla che diventi vecchio - o lo è quando nasce, o non lo è.SaintJust ha scritto:1) Ha senso l'insistenza di riproporre le opere della seconda scuola viennese al giorno d'oggi, secondo te? Spesse volte ho questo (infatile) dubbio. Troppo legate ad un periodo e poco universali (checchè ne dicesse Adorno). Il "Moses Und Aron" o "Lulu" sono mondi astratti ben precisi, incomprensibili se non ci si cala completamente nella visione e nell'analisi. "Peter Grimes", sebbene abbia più debolezze nel libretto e nella musica, è molto più vicina a noi come problematiche teleologiche (musicali e non).
2) Io Bach (18 anni), faccio ancora molta fatica a capirlo. Alla fine è il compositore (insieme, ovviamente, Beethoven e Brahms) che più ha influenzato i viennesi (Schoenberg ha elaborato l'idea di "variazione" e Berg quello della numerologia simbolica). Poi, ok, le variazioni Goldberg sono belle e rilassanti (opinione comune). Perchè tutta questa difficoltà a capire Bach, al giorno d'oggi?
3) Bisogna prima suonare Mendelssohn che Bartok. Vero o falso, secondo te?
Credo che non ci sia stata (per quanto non siano mondi antitetici) perché, se l'espressionismo è stato espressionismo, l'impressionismo non è stato impressionismo in musica (quanto si incazzava Debussy!). Cioè, non c'è un ponte tra le due cose perché una delle due non è quello che sembra. E dunque mi sembrano movimenti diversi (ancora, non antitetici senza dubbio, ma differenti) perché vengono da tradizioni diverse, con influenze diverse, e così via.SaintJust ha scritto:Messiaen non lo metterei vicino mai ad un Stockhausen o ad un Cage. E' legato ad una visione fin troppo filosofica e spirituale (tipicamente francese) per essere paragonato anche ad un Italiano. Ciò nonostante, ha fatto cose straordinarie Olivier. La completa rilettura degli impressionisti (ho letto degli appunti bellissimi scritti a lui sul "Pelleas Und Melisande") e la concezione stessa di movimento e di scala. Ecco, da Messiaen, ecco la domanda: secondo te c'è mai stata una conciliazione musicale tra gli impressionisti e gli espressionisti viennesi?
Credo che un legame ci sia, ma è solo una percezione e non conosco a sufficienza Goethe per individuarlo - mi dispiace.SaintJust ha scritto: Su Adorno la penso esattamente come te. Ho faticato tantissimo a leggermi "Filosofia della Nuova Musica" (non avendo studiato mai filosofia, ci ho messo un anno per capirlo). Ti chiederei, non avendo delle basi ecco, se ha affinità e divergenze con Goethe. Brevemente, eh. Io so che gli espressionisti avevano una visione organicista (un po' come Schumann) della musica, e si rifacevano a scritti come "La metamorfosi" (Schoenberg) ed il Trattato sui Colori/come cazzo si chiama (a cui si rifaceva Webern).
Sì, e tra l'altro curiosamente vedo il primo sensibilmente più apprezzato del secondo, ma magari è un'impressione superficiale. Aggiungerei Sciarrino, che trovo brillante.SaintJust ha scritto:Ah, non lo so che gli è passato a Pappano (che, mi han detto, è abbastanza discutibile come direttore d'orchestra di contemporanea). Io so che alla Scala faranno 3 sonate di Beethoven (Pollini) e Sur l'incises di Boulez (con lo stesso). Che Beethoven abbia fatto esplodere (escludendo le sinfonie) l'armonia (le ultime sonate e quartetti) è fuori discussione. Tuttavia, ci possono essere diversi ragioni: a Pollini/Pappano piace la musica contemporanea (plausibile), legami filologici (che ignoro), politica per il concerto (un pezzo "contemporaneo" e roba che piace). Non ti nascondo che sarei molto interessato a sentire qualcosa di Dallapiccola dal vivo, che considero molto più interessante di un Nono/Berio/Bussotti. Considero Petrassi e Dallapiccola i compositori più interessanti novecenteschi...concordi?
2) Sopravvalutatissimo da quelli che lo vogliono "grande artista", è un discreto cantautore che da solista ha inciso poco.SaintJust ha scritto:1) Bartok, Stravinsky e Ravel hanno ripresi concetti di musica popolare....li hanno ripuliti e li hanno resi colti. Operazione che ha fruttato o dimenticata completamente?
2) Il tuo pensiero su Morgan come musicista;
3) Il gruppo più ignorante, cazzone e rozzo che adori di più.
4) Nella realtà della discografia di nicchia italiana, quale discografia funziona e primeggia a livello internazionale?
5) La Warp di adesso vale la pena di seguirla? Considerando i Mount Kimbie e gli OPN mi hanno cagare.
6) Giornalista politico preferito.
7) Leggi "Il fatto quotidiano" o lo eviti come la peste?
Baboden ha scritto:Tre aggettivi (e magari due parole in più, se ne hai voglia) su:
Sex Pistols
Oasis
Arctic Monkeys
Kasabian
Stereophonics
Perché è una delle mie band preferite, quindi vorrei sapere per semplice curiosità il parere di Blaze, che reputo un gran conoscitore di musica.Two-headed Boy ha scritto:(perchè devo ancora capire cosa se ne fa un It's Ture di sapere cosa ne pensi dei Queens Of The Stone Age. E poi? Senza offesa, si intende. Son serio.):
Vedi Gianni...Two-headed Boy ha scritto:perchè devo ancora capire cosa se ne fa un It's Ture di sapere cosa ne pensi dei Queens Of The Stone Age. E poi?
Che erano meglio i Kyuss. Cioè, al di là della boutade, il sound dei Kyuss era incredibile e i due dischi centrali (il secondo e il terzo) tra le migliori prove rock americane in generale. I QotSA non mi dispiacciono - non sono una band per cui mi strappo i capelli, in piena onestà, ma come avrai visto vale più o meno per tutto il rock mainstream (e anche gran parte del sottobosco). Mi piace come mescolino bene o male tutte le parti "sane" (cioè non irrimediabilmente logore) del rock americano, e adoro come costruiscono il suono in studio (da questo punto di vista sono oggi i migliori assieme ai Foo Fighters, sempre parlando di rock mainstream). Meno male che cambiarono nome, perché Gamma Ray è molto meno interessante (e infatti ce l'ha un gruppo power metal).It's True! ha scritto:Dei Queens Of The Stone Age che mi dici?
-Io no di certo! E lei ci mangia poco e male, perché ha fatto scelte sbagliate (e musica di merda).Two-headed Boy ha scritto:Ok, alcuni aspetti logici mi incuriosiscono davvero, mi permetto di allacciarmi a qualche risposta data (perchè devo ancora capire cosa se ne fa un It's Ture di sapere cosa ne pensi dei Queens Of The Stone Age. E poi? Senza offesa, si intende. Son serio.):
-In quanti ci mangiano col Grammy della Pausini? Giusto perchè non m'hai detto quanto ti pagano! Voglio ancora saperlo.
-Definisci Sbagliare un album.
-Dov'eri e cosa stavi facendo il giorno esatto in cui è uscito Favourite Worst Nightmare?
-In che senso non capisci il successo pazzesco che hanno gli Stereophonics (domanda nella domanda: è giusto parlare al presente? Li davo per sciolti da tempo, con buona pace di Baboden)?
Io non ho mai toccato una canna e non sono mai stato in grado di comporre nulla. Non credo sia un grande indizio.DenisPirola ha scritto:Si può fare buona musica senza usare smodate quantità di droga ? E si può ascoltarla ?
Davvero gli Stereophonics {quelli di "Maybe tomorrow"} esistono ancora ? Suonano serenate sotto casa di Babo Den ?
Danke!.Tarver ha scritto:@Blaze: l'ultimo album degli Arctic Monkeys my piace abbastanza, anche se Favourite Worst Nightmare and Suck it and see li trovo superiori.
Atticus Ross - Broken CitySaimas ha scritto:Dieci dischi del 2013 da ascoltare
Se avesse vinto Adorno non dico che ce li saremmo dimenticati, ma sarebbero stati molto meno considerati di quanto non lo siano oggi. Credo che ci sia molto da conservare, rielaborare e tramandare nelle forme folk e popolari. Non vedo molti altri dopo di loro che abbiano fatto operazioni del genere, ma senza Bartok non sarebbe nata (o non sarebbe nata in quegli e con quelle caratteristiche, meglio) l'etnomusicologia, e dunque tutta un'attenzione ai patrimoni musicali etnici da parte sia degli ambienti accademici che di quelli musicali colti, "classici" o meno.SaintJust ha scritto:1) Bartok, Stravinsky e Ravel hanno ripresi concetti di musica popolare....li hanno ripuliti e li hanno resi colti. Operazione che ha fruttato o dimenticata completamente?
Quando li hai visti? Io di supporto a Velociraptor, hanno fatto uno show di alto livello, ritmo sostenuto, si è ballato tanto.Jeff Hardy 18 ha scritto:A me i Kasabian live han fatto schifo, per fortuna erano gratis in piazza Duomo.