11 feb is back! ha scritto:Domanda:
se domani tutti diventiamo vegani, la terra ha le risorse necessarie per sfamare tutti?
Assolutamente sì, se consideri che solo negli USA il 70% della produzione di cereali è riservata all'allevamento bovino, e che proprio i bovini hanno un'efficienza di conversione delle proteine molto più bassa rispetto all'uomo, e quindi necessitano di mangiare molte più proteine vegetali. La FAO stima che ci possano essere tra i 150 e i 200 milioni di bovini macellati ogni anno; questo ci porta (facendo una stima estremamente approssimativa, ma giusto per farci un'idea) a circa 10 miliardi di macellazioni in cinquant'anni (assumiamo cinquant'anni come la durata di vita media di un essere umano). Dieci miliardi di mucche contro sei miliardi di esseri umani: considerando che una mucca mangia molto più di un uomo, hai la tua risposta bella che pronta.
Questo senza considerare tutti i vantaggi che la sospensione dell'allevamento intensivo porterebbe (parlo solo di quello intensivo perché trovo che un minimo di carne bisogna pur consumarla, se procurata tramite metodi etici ed ecocompatibili): notevole diminuzione delle emissioni di CO2 (il 50% delle emissioni di gas serra sono dovute alla filera dell'allevamento), riutilizzo dei terreni occupati dai pascoli, frenata della deforestazione atta al liberare spazio utilizzabile dagli allevamenti. Questo senza nemmeno addentrarci nel fatto che nella dieta occidentale c'è un abuso sconsiderato di carne, che viene consumata senza un minimo di cognizione e di salvaguardia della propria salute.
Il discorso è molto più ampio rispetto al classico riferimento alla violenza sull'animale, ci sono altri importanti risvolti etici ed ecologici. In linea di massima, sono d'accordo con l'"utilizzare" gli animali seguendo il buon senso: mangiare (poca) cane proveniente da allevamenti biologici ed evitare l'abuso di abbigliamento in pelle. In ogni caso, propendere per l'alternativa ecosostenibile, ma non rincorrerla dissennatamente ad ogni costo.
Tornando ad un ambito meno globale e più personale, ho un attaccamento enorme per qualsiasi cane, ogni volta che ne vedo uno temo di sembrare un po' un ritardato, li adoro. Questo non vuol dire che approvi il comportamento di chi li vizia eccessivamente, li fa dormire sul cuscino o li considera figlio/fratellino. Approvo invece qualsiasi spesa veterinaria, anche la più ingente, su un doppio livello emotivo/materiale, ovvero: se voglio bene al mio animale, è giusto che io voglia preservarlo, e poi comunque i soldi sono miei e li spendo come cazzo voglio. Meglio così che a mignotte.
Odio visceramente qualsiasi tipo di insetto, mi fa schifo qualsiasi cosa viva in acqua e ho la fobia dei lombrichi. Nonostante ciò, li ammazzo solo quando mi creano un problema e non esiste un'alternativa non violenta all'eliminazione. Ebbene sì, sono uno di quelli che chiude i ragni e le blatte nella scatola da scarpe e poi li libera in strada.
Come dico sempre: nella vita è importante l'equilibrio. Gli estremismi non fanno parte del mio modo di concepire il mondo.