Il talento secondo un biologo
- ettoremaiorana
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Il talento secondo un biologo
Fammi capire quello che intendi: ogni neonato è totipotente?
Io e te cresciamo nello stesso ambiente, viviamo nella stessa casa, con la stessa educazioni MA da genitori diversi.
Chiaramente io e te cresciamo con doti diverse. Giusto?
Spiegami, che sta cosa mi interessa.
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Chiaramente io e te cresciamo con doti diverse. Giusto?
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- MassiveMolecule
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Re: Il talento secondo un biologo
Sì, ma il fatto che abbiamo genitori diversi centra molto poco.ettoremaiorana ha scritto:Fammi capire quello che intendi: ogni neonato è totipotente?
Io e te cresciamo nello stesso ambiente, viviamo nella stessa casa, con la stessa educazioni MA da genitori diversi.
Chiaramente io e te cresciamo con doti diverse. Giusto?
Spiegami, che sta cosa mi interessa.
La maggior parte dei gemelli oltre ad essere geneticamente identica ha gli stessi genitori e vive negli stessi posti interagendo con praticamente la stessa gente, ma la maggior parte dei gemelli ha, doti e gusti diversi da quelli dei fratelli.
Anzi quello che avviene è un vero e proprio fenomeno di polarizzazione tra due gemelli che vivono sotto lo stesso tetto.
I gemelli omozigoti sono geneticamente identici, vengono veramente dalla stessa identica cellula; la differenza tra i due non può essere innata, quello che li differenzia dal punto di vista del "talento", ma deve necessariamente essere appreso o ambientale.
- ettoremaiorana
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Re: Il talento secondo un biologo
Aho dammi qualcosa da leggere perchè sta cosa per me è al limite dell'incredibile.MassiveMolecule ha scritto:
Sì, ma il fatto che abbiamo genitori diversi centra molto poco.
La maggior parte dei gemelli oltre ad essere geneticamente identica ha gli stessi genitori e vive negli stessi posti interagendo con praticamente la stessa gente, ma la maggior parte dei gemelli ha, doti e gusti diversi da quelli dei fratelli.
Anzi quello che avviene è un vero e proprio fenomeno di polarizzazione tra due gemelli che vivono sotto lo stesso tetto.
I gemelli omozigoti sono geneticamente identici, vengono veramente dalla stessa identica cellula; la differenza tra i due non può essere innata, quello che li differenzia dal punto di vista del "talento", ma deve necessariamente essere appreso o ambientale.
E siccome in cantiere c'è un bebè a sto punto lo faccio diventare quello che voglio io

- AndreaBronx
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Re: Il talento secondo un biologo
C'è un topic nel main intitolato "l'erede". Si è finiti a discutere (animatamente) di talento.AndreaBronx ha scritto:di cosa parlate??? spiegate anche a noi scusa ...
- MassiveMolecule
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Re: Il talento secondo un biologo
Leggi Lewontin:ettoremaiorana ha scritto:
Aho dammi qualcosa da leggere perchè sta cosa per me è al limite dell'incredibile.
E siccome in cantiere c'è un bebè a sto punto lo faccio diventare quello che voglio io
http://www.libreriauniversitaria.it/gen ... 8804229971
Per """l'altra""" campana, leggi " Tabula Rasa " di Pinker (che è l'altra campana fino ad un certo punto), e tratta delle caratteristiche veramente innate dell'uomo, non come il "talento".
- ettoremaiorana
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Re: Il talento secondo un biologo
Il primo è fuori catalogoMassiveMolecule ha scritto:
Leggi Lewontin:
http://www.libreriauniversitaria.it/gen ... 8804229971
Per """l'altra""" campana, leggi " Tabula Rasa " di Pinker (che è l'altra campana fino ad un certo punto), e tratta delle caratteristiche veramente innate dell'uomo, non come il "talento".
Ma dimme te, uno si sposa una logopedista e ste cose le viene a sapere su un forum di wrestling...
- MassiveMolecule
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Re: Il talento secondo un biologo
Lo trovi in inglese facilmente, si chiama " Not in Our Genes ", tu certo non hai problemi di lingua.ettoremaiorana ha scritto: Il primo è fuori catalogo
Ma dimme te, uno si sposa una logopedista e ste cose le viene a sapere su un forum di wrestling...
In inglese te lo posso passare in formato e-book se gradisci (se dici sì ti mando il link in pvt.)
Tua moglie logopedista saprà certamente che ad esempio l'orecchio assoluto è il risultato dell'iniziare a suonare uno strumento prima dei 3 anni di età. In oriente ci sono più persone con l'orecchio assoluto perché i dialetti del cinese sono tonali, quindi imparare a parlare è quasi come imparare uno strumento. Le persone di origine asiatica nei paesi occidentali non hanno percentuali più alte di orecchio assoluto; gli occidentali immersi nella società asiatica sì. Sono sicuro che una logopedista ne ha almeno sentito parlare.
- Karran
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Re: Il talento secondo un biologo
Sparo la mia ricollegandomi al discorso tra MM e Pirola nel Main.
Se non ho capito male, li si parlava di talento inteso come "predisposizione naturale". Visioneche trovava MM contrario.
Non ho letto tutto, lo ammetto, ma mi pare che non si sia sottolineata la differenza tra "geneticamente determinato", e qui Ale ha perfettamente ragione nell'asserire i suoi punti di vista (anche se diversi studiosi hanno ipotizzato una trasmissione genetica della conoscenza. Ipotesi mai confermata. A memoria, ricordo una studio di una dozzina di anni fa finito in cacca), ed il "congenito" (ovvero: al momento della nascita). E qui, nel secondo caso, si puo discutere.
Se ne può discutere perché, partendo dal presupposto che le varie capacità dell'uomo sono direttamente collegate alla complessità delle interconnessioni neuronali, dobbiamo riconoscere che la steuttura di un connectoma complesso inizia tra la 12esima e la 16esima settimana di gravidanza, andando così a determinare la formazione, alla nascita, di un neonato "non-tabula rasa".
Partendo dall'idea che la placenta non è una camera di privazione sensoriale, è possibile ipotizzare che il feto sia già capace di "interconnettere" i neuroni in un modo che comunque, anche se solo in piccola parte, e comunque sempre in relazione all'assetto genetico, è influenzato dagli stimoli che riceve.
In questo senso, si può dire che la "crescita" dell'essere umano inizi già in quella fase. (Motivo per il quale l'aborto volontario è stato "limitato" entro, e non oltre, il terzo mese).
Visione che, quindi, vedrebbe i neonati comunque con un "potenziale", anche se minimo, diverso.
Ovviamente, va da se che la "vita dopo la nascita" gioca il ruolo principale nello sviluppo. Ma non tenderei a sottostimare la vita intrauterina.
Se non ho capito male, li si parlava di talento inteso come "predisposizione naturale". Visioneche trovava MM contrario.
Non ho letto tutto, lo ammetto, ma mi pare che non si sia sottolineata la differenza tra "geneticamente determinato", e qui Ale ha perfettamente ragione nell'asserire i suoi punti di vista (anche se diversi studiosi hanno ipotizzato una trasmissione genetica della conoscenza. Ipotesi mai confermata. A memoria, ricordo una studio di una dozzina di anni fa finito in cacca), ed il "congenito" (ovvero: al momento della nascita). E qui, nel secondo caso, si puo discutere.
Se ne può discutere perché, partendo dal presupposto che le varie capacità dell'uomo sono direttamente collegate alla complessità delle interconnessioni neuronali, dobbiamo riconoscere che la steuttura di un connectoma complesso inizia tra la 12esima e la 16esima settimana di gravidanza, andando così a determinare la formazione, alla nascita, di un neonato "non-tabula rasa".
Partendo dall'idea che la placenta non è una camera di privazione sensoriale, è possibile ipotizzare che il feto sia già capace di "interconnettere" i neuroni in un modo che comunque, anche se solo in piccola parte, e comunque sempre in relazione all'assetto genetico, è influenzato dagli stimoli che riceve.
In questo senso, si può dire che la "crescita" dell'essere umano inizi già in quella fase. (Motivo per il quale l'aborto volontario è stato "limitato" entro, e non oltre, il terzo mese).
Visione che, quindi, vedrebbe i neonati comunque con un "potenziale", anche se minimo, diverso.
Ovviamente, va da se che la "vita dopo la nascita" gioca il ruolo principale nello sviluppo. Ma non tenderei a sottostimare la vita intrauterina.
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DenisPirola
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Re: Il talento secondo un biologo
Ma non ho mai inteso che il "talento" sia qualcosa di pre-natale, tant'è -come già ampiamente discusso nell' altro thread- che si parla di "talento da sviluppare/coltivare".MassiveMolecule ha scritto:
I gemelli omozigoti sono geneticamente identici, vengono veramente dalla stessa identica cellula; la differenza tra i due non può essere innata, quello che li differenzia dal punto di vista del "talento", ma deve necessariamente essere appreso o ambientale.
Il punto è che, comunque, all' atto pratico, alcune persone riescono meglio di altre, hanno maggior facilità di esecuzione o naturalezza nell' esecuzione, anche a parità di situazioni ambientali, come può essere nel caso dei gemelli omozigoti.
EmmeEmme parlava di qualcosa che si apprende e fin lì siamo d' accordo, ma poi asserisce che chiunque "si faccia il culo" può arrivare ad avere gli stessi riusultati : ecco, ma "il talentuoso" ci arriva senza farsi "il culo" e forse arriva a risultati che anche facendosi il culo non si potranno ottenere : non si spiegherebbero i virtuosi.
Forse che chiunque, con l' impegno, può arrivare a diventare Maradona, Mozart o Picasso ?
Il "talentuoso" apprende senza particolari difficoltà e in maniera -talora- inconscia. All' atto pratico avrà un vantaggio che può diventare incolmabile.
- Baboden
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Re: Il talento secondo un biologo
DenisPirola ha scritto:
Ma non ho mai inteso che il "talento" sia qualcosa di pre-natale, tant'è -come già ampiamente discusso nell' altro thread- che si parla di "talento da sviluppare/coltivare".
Il punto è che, comunque, all' atto pratico, alcune persone riescono meglio di altre, hanno maggior facilità di esecuzione o naturalezza nell' esecuzione, anche a parità di situazioni ambientali, come può essere nel caso dei gemelli omozigoti.
EmmeEmme parlava di qualcosa che si apprende e fin lì siamo d' accordo, ma poi asserisce che chiunque "si faccia il culo" può arrivare ad avere gli stessi riusultati : ecco, ma "il talentuoso" ci arriva senza farsi "il culo" e forse arriva a risultati che anche facendosi il culo non si potranno ottenere : non si spiegherebbero i virtuosi.
Forse che chiunque, con l' impegno, può arrivare a diventare Maradona, Mozart o Picasso ?
Il "talentuoso" apprende senza particolari difficoltà e in maniera -talora- inconscia. All' atto pratico avrà un vantaggio che può diventare incolmabile.
DenisPirola ha scritto:Ci sono alcuni Wrestlers che ritengo "unici" proprio in virtù del fatto che il loro unico pregio, ma tanto basta, è il talento.
Malenko è sicuramente uno dei talentuosi, capaci di avere delle caratteristiche capillari, singolari, proprio perchè innate.Come sarebbe possibile trovare un erede per gente come Sabu, Bret Hart, Hayabusa, Benoit, Mysterio, Angle, Foley, Jericho, Tiger-Sayama, Dynamite-Billington, Johnny Saint, se non facendo dei paragoni anche troppo forzati ?
Di tutti quelli elencati {ne mancano molti, chiaro} credo che il loro maggior pregio sia, appunto, il talento.
Un qualcosa che ti porti dalla nascita e che diventa difficilmente replicabile.
Si può "copiare" un Brawler, si può copiare un Flyer, uno dei tanti maestri dell' extra-ring, ma il talento è qualcosa che nasce, si sviluppa e si fonde con la persona che lo possiede.
Il primo che mi viene in mente, ad aver avuto tantissimi eredi è Stan Hansen : Hansen ha formato più di una generazione di Wrestlers a sua immagine, in alcuni casi i proseliti sono riusciti anche bene.
Ma una "copia" di Malenko rimarrà sempre una brutta copia, più che un erede.
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DenisPirola
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Re: Il talento secondo un biologo
Se invece di intervenire così, a cazzo, fossi andato a vedere di cosa si parla, Baboden, avresti visto che con "innato" non intendevo qualcosa di pre-natale, bensì qualcosa che si apprende inconsciamente. Un' attitudine.
Già EmmeEmme e Butler hanno sottolineato l' importanza delle parole e già ci siamo ampiamente spiegati.
Grazie per il tuo apporto. E' interessante vedere che hai sempre argomenti.
Buona giornata.
Già EmmeEmme e Butler hanno sottolineato l' importanza delle parole e già ci siamo ampiamente spiegati.
Grazie per il tuo apporto. E' interessante vedere che hai sempre argomenti.
Buona giornata.
Ultima modifica di DenisPirola il 15/03/2013, 9:54, modificato 1 volta in totale.
Re: Il talento secondo un biologo
Chi mi fa un riassunto e dei risultati del discorso?
Tempo fa sul vecchio forum avevo aperto un topic su questo argomento perchè secondo me non esiste un bambino che nasce con già qualcosa "in più" degli altri ma le differenze dipendono dal contesto in cui si cresce: formazione, studi, opportunità, fortuna,...
Alcuni esempi stupidi:
Mozart sarebbe diventato quel fenomenale compositore se fosse nato in una famiglia di non musicisti? Se non avesse conosciuto le persone giuste?
Totti: sarebbe diventato il calciatore che è senza un aiuto e sostegno della sua famiglia? delle opportunità di provini o altro?
Galileo: sarebbe stato lo stesso astronomo, fisico, matematico ecc se fose nato in una famiglia povera, senza conoscenze o fondi per farlo studiare? E Newton? senza i fondi familiari avrebbe potuto diventare il fisico, matematico, ecc che cambiò la storia?
Tempo fa sul vecchio forum avevo aperto un topic su questo argomento perchè secondo me non esiste un bambino che nasce con già qualcosa "in più" degli altri ma le differenze dipendono dal contesto in cui si cresce: formazione, studi, opportunità, fortuna,...
Alcuni esempi stupidi:
Mozart sarebbe diventato quel fenomenale compositore se fosse nato in una famiglia di non musicisti? Se non avesse conosciuto le persone giuste?
Totti: sarebbe diventato il calciatore che è senza un aiuto e sostegno della sua famiglia? delle opportunità di provini o altro?
Galileo: sarebbe stato lo stesso astronomo, fisico, matematico ecc se fose nato in una famiglia povera, senza conoscenze o fondi per farlo studiare? E Newton? senza i fondi familiari avrebbe potuto diventare il fisico, matematico, ecc che cambiò la storia?
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DenisPirola
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Re: Il talento secondo un biologo
Assolutamente.Filler ha scritto:Chi mi fa un riassunto e dei risultati del discorso?
Tempo fa sul vecchio forum avevo aperto un topic su questo argomento perchè secondo me non esiste un bambino che nasce con già qualcosa "in più" degli altri ma le differenze dipendono dal contesto in cui si cresce: formazione, studi, opportunità, fortuna,...
Alcuni esempi stupidi:
Mozart sarebbe diventato quel fenomenale compositore se fosse nato in una famiglia di non musicisti? Se non avesse conosciuto le persone giuste?
Totti: sarebbe diventato il calciatore che è senza un aiuto e sostegno della sua famiglia? delle opportunità di provini o altro?
Galileo: sarebbe stato lo stesso astronomo, fisico, matematico ecc se fose nato in una famiglia povera, senza conoscenze o fondi per farlo studiare? E Newton? senza i fondi familiari avrebbe potuto diventare il fisico, matematico, ecc che cambiò la storia?
Maradona non sarebbe certo stato Maradona se non gli avessero permesso di giocare a calcio.
Tuttavia si cercava di constatare se a parità di opportunità non ci fosse comunque qualcuno con una attitudine più sviluppata, qualcuno con una facilità di esecuzione tanto spiccata da risultare "naturale".
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Re: Il talento secondo un biologo
Non so, ho letto distrattamente e mi è sembrato che tu sei partito con una tua tesi per poi rimangiartela parzialmente dato che era MM che te l'aveva posta diversamente.DenisPirola ha scritto:Se invece di intervenire così, a cazzo, fossi andato a vedere di cosa si parla, Baboden, avresti visto che con "innato" non intendevo qualcosa di pre-natale, bensì qualcosa che si apprende inconsciamente. Un' attitudine.
Già EmmeEmme e Butler hanno sottolineato l' importanza delle parole e già ci siamo ampiamente spiegati.
Grazie per il tuo apporto. E' interessante vedere che hai sempre argomenti.
Buona giornata.
Ma sicuramente errore mio.
Buona giornata, lol.
