Adozioni per coppie omosessuali
- Aaron Kirk
- Messaggi: 2312
- Iscritto il: 27/05/2012, 16:35
- Città: Mugnano di Napoli
- Has thanked: 33 times
- Been thanked: 42 times
Re: Adozioni per coppie omosessuali
L'ennesimo motivo per cui si dovrebbe spazzare via il cristianesimo e le altre religioni dalla faccia della Terra.
Le "figure del padre e della madre fondamentali per la psiche del bambino" è un'invenzione degli sfavorevoli, altrimenti quelli accuditi dalle mamme single e tutte le altre "variazioni" chissà che fine avrebbero fatto. Non c'è nessun motivo valido per dire no.
Se gli altri bambini li prendono in giro è perché finora qua non è quasi mai successo che una coppia gay accudisca un figlio, bisogna farla diventare una cosa consueta altrimenti la situazione non camberà mai.
P.S. Rocks, cazzo, quando non parli di calcio sembri addirittura saper ragionare.
Le "figure del padre e della madre fondamentali per la psiche del bambino" è un'invenzione degli sfavorevoli, altrimenti quelli accuditi dalle mamme single e tutte le altre "variazioni" chissà che fine avrebbero fatto. Non c'è nessun motivo valido per dire no.
Se gli altri bambini li prendono in giro è perché finora qua non è quasi mai successo che una coppia gay accudisca un figlio, bisogna farla diventare una cosa consueta altrimenti la situazione non camberà mai.
P.S. Rocks, cazzo, quando non parli di calcio sembri addirittura saper ragionare.
- Aaron Kirk
- Messaggi: 2312
- Iscritto il: 27/05/2012, 16:35
- Città: Mugnano di Napoli
- Has thanked: 33 times
- Been thanked: 42 times
Re: Adozioni per coppie omosessuali
Spiegami perché sei contrario così posso farmi quattro risate.11 febbraio ha scritto:
ah, ok. Mi pareva mancasse qualcosa.
- Karran
- Messaggi: 7262
- Iscritto il: 28/05/2012, 15:12
- Città: Gaeta
- Has thanked: 40 times
- Been thanked: 40 times
Re: Adozioni per coppie omosessuali
Mi aspettavo un caos che non c'è stato, bene!
La questione è complessa da affrontare non perché lo sia di sua natura ma perché oscilla tra due posizioni pregiudizievoli ed errate proposte dai due filoni di pensiero: l'uno conservatore, e l'altro progressista.
Ci troviamo, quindi, a vedere contrapposte le visioni "l'omosessualità è una malattia" e "l'omosessualità NON è una malattia".
Entrambe le visioni propongono una lettura limitata della cosa perché, laddove l'omosessualità non sia una malattia, resta vivo l'aspetto nevrotico che la instaura. Esattamente come in ogni altra "parafilia".
Non esiste nessun omosessuale infatti che, a prescindere dal l'equilibrio e dal benessere psichico ottenuto, non abbia dovuto affrontare un percorso personale che lo abbia portato ad una visione "diversa" di se e del mondo.
E, tale percorso, come ogni altro percorso "maturativo" è comunque colmo di sofferenza.
Questa premessa a cosa serve?
Semplicemente è qui per dire che non possiamo accettare l'idea proposta più sopra del "ma l'omosessualità non è una malattia, non ci sarebbe nulla di male se anche loro divenissero omosessuali!"
Andando avanti col discorso ci ritroviamo quindi di fronte al dubbio: ma i bambini cresciuti da coppie omosessuali riceverebbero una cattiva educazione?
No! Anzi! I grandi "controlli" a cui si sottopongono le coppie adottanti, paradossalmente, andrebbero a ridurre, almeno sulla carta, il rischio di educazioni "negative".
E allora dove sarebbe il problema?
Proprio nella presunta "necessarietà" della presenza di genitori di entrambi i sessi.
Qui, il paragone con il resto del mondo animale non regge, visto che l'uomo è l'unico animale dotato di sovrastrutture psichiche in grado di "sovrascrivere" l'istinto.
Se qualcuno si stesse chiedendo a cosa servono entrambe le figure genitoriali, la risposta è semplice: categorizzazione.
Prendiamo ad esempio un maschietto, e arriviamo alla tanto bistrattata fase edipica. Questa fase è essenziale per il bambino al fine di criterizzare i concetti di "uomo" e "donna" nella sua psiche.
Se, da un lato, c'è il classico "innamoramento" della madre (da allora, infatti, o per proiezione, o per negazione, il bambino, crescendo, ricercherà nelle donne un rimando delle caratteristiche della madre), dall'altro si avrà la figura paterna vista come "nemico" e "mito da imitare".
Ora, un italiano ha vinto un nobel grazie alla scoperta di un gruppi di neuroni denominati "neuroni specchio". Grazie a questi, gli esseri umani sono capaci dei processi imitativi. È grazie a questi, infatti,
che possiamo rivedere nei figli alcune gestualità e comportamenti dei genitori.
Tornando al nostro esempio, quindi, nella "normalità" avremo un bambino che, innamorandosi della madre, criterizzerà il concetto di donna, imitando il padre quello di uomo e, entrando in competizione con lui, ne acquisirà le caratteristiche.
Cosa accade, quindi, quando questo manca?
Senza andare a vedere ogni singolo caso possibile, ciò che è più facile da comprendere è che, per forza di cose, una delle "caratterizzazioni" sarà mancante.
Che questo possa o meno diventare un problema nel tempo, beh, potremmo dirlo solo con una sfera di cristallo.
Ciò che è certo, però, ricollegandomi al mio primo punto, è che daremmo a questa persona "un problema in più da risolvere". Un problema che va ad aggiungersi ai tanti già posti da una società nevrotizzante come la nostra.
La questione è complessa da affrontare non perché lo sia di sua natura ma perché oscilla tra due posizioni pregiudizievoli ed errate proposte dai due filoni di pensiero: l'uno conservatore, e l'altro progressista.
Ci troviamo, quindi, a vedere contrapposte le visioni "l'omosessualità è una malattia" e "l'omosessualità NON è una malattia".
Entrambe le visioni propongono una lettura limitata della cosa perché, laddove l'omosessualità non sia una malattia, resta vivo l'aspetto nevrotico che la instaura. Esattamente come in ogni altra "parafilia".
Non esiste nessun omosessuale infatti che, a prescindere dal l'equilibrio e dal benessere psichico ottenuto, non abbia dovuto affrontare un percorso personale che lo abbia portato ad una visione "diversa" di se e del mondo.
E, tale percorso, come ogni altro percorso "maturativo" è comunque colmo di sofferenza.
Questa premessa a cosa serve?
Semplicemente è qui per dire che non possiamo accettare l'idea proposta più sopra del "ma l'omosessualità non è una malattia, non ci sarebbe nulla di male se anche loro divenissero omosessuali!"
Andando avanti col discorso ci ritroviamo quindi di fronte al dubbio: ma i bambini cresciuti da coppie omosessuali riceverebbero una cattiva educazione?
No! Anzi! I grandi "controlli" a cui si sottopongono le coppie adottanti, paradossalmente, andrebbero a ridurre, almeno sulla carta, il rischio di educazioni "negative".
E allora dove sarebbe il problema?
Proprio nella presunta "necessarietà" della presenza di genitori di entrambi i sessi.
Qui, il paragone con il resto del mondo animale non regge, visto che l'uomo è l'unico animale dotato di sovrastrutture psichiche in grado di "sovrascrivere" l'istinto.
Se qualcuno si stesse chiedendo a cosa servono entrambe le figure genitoriali, la risposta è semplice: categorizzazione.
Prendiamo ad esempio un maschietto, e arriviamo alla tanto bistrattata fase edipica. Questa fase è essenziale per il bambino al fine di criterizzare i concetti di "uomo" e "donna" nella sua psiche.
Se, da un lato, c'è il classico "innamoramento" della madre (da allora, infatti, o per proiezione, o per negazione, il bambino, crescendo, ricercherà nelle donne un rimando delle caratteristiche della madre), dall'altro si avrà la figura paterna vista come "nemico" e "mito da imitare".
Ora, un italiano ha vinto un nobel grazie alla scoperta di un gruppi di neuroni denominati "neuroni specchio". Grazie a questi, gli esseri umani sono capaci dei processi imitativi. È grazie a questi, infatti,
che possiamo rivedere nei figli alcune gestualità e comportamenti dei genitori.
Tornando al nostro esempio, quindi, nella "normalità" avremo un bambino che, innamorandosi della madre, criterizzerà il concetto di donna, imitando il padre quello di uomo e, entrando in competizione con lui, ne acquisirà le caratteristiche.
Cosa accade, quindi, quando questo manca?
Senza andare a vedere ogni singolo caso possibile, ciò che è più facile da comprendere è che, per forza di cose, una delle "caratterizzazioni" sarà mancante.
Che questo possa o meno diventare un problema nel tempo, beh, potremmo dirlo solo con una sfera di cristallo.
Ciò che è certo, però, ricollegandomi al mio primo punto, è che daremmo a questa persona "un problema in più da risolvere". Un problema che va ad aggiungersi ai tanti già posti da una società nevrotizzante come la nostra.
Re: Adozioni per coppie omosessuali
La discussione poteva anche chiudersi qua.MassiveMolecule ha scritto:Non esiste un buon motivo per dire no.
Tra l'altro trovo assurdo impuntarsi sul fatto che l'adozione gay non sarebbe la "normalità": ovvio! Non ci può essere una rivoluzione sociale se non dai il via al processo, guardate che la parità dei sessi, l'abolizione della schiavitù, la democrazia e tante altre cosucce mica sono arrivate da sole, si è dovuto lottare per averle. E il termine "contronatura" è uno dei più grandi cancri dell'umanità.
Re: Adozioni per coppie omosessuali
Ma il punto è che non c'è effettivamente nulla di male. L'unico problema che si pone dinanzi all'eventualità che il figlio di una coppia omosessuale diventi a sua volta omosessuale (anche se trovo la teoria dei "neuroni specchio" piuttosto superficiale per poter essere una regola più o meno "fissa") è la società stessa. E la società non è disposta a cambiare se non si introduce in essa il motivo per cui deve cambiare: fintanto che le adozioni omosessuali rimarrano ipotetiche, non si può pretendere che la società cambi mentalità proprio perché non ne ha motivi concreti. Nel momento in cui vengono invece introdotte, le si potranno inizialmente osteggiare, ma prima o poi bisognerà farci i conti ed imparare a conviverci, a prescindere dalla propria ideologia.Karran ha scritto: Questa premessa a cosa serve?
Semplicemente è qui per dire che non possiamo accettare l'idea proposta più sopra del "ma l'omosessualità non è una malattia, non ci sarebbe nulla di male se anche loro divenissero omosessuali!"
- Jeff Hardy 18
- Messaggi: 32550
- Iscritto il: 23/12/2010, 9:55
- Città: Milano
- Been thanked: 539 times
Re: Adozioni per coppie omosessuali
Ehm in realtà differenti studi dimostrano come crescere con solo un genitore o con genitori separati possa portare a sviluppare determinate patologie, non il fattore scatenante ovviamente ma uno dei fattori di rischio.Aaron Kirk ha scritto:L'ennesimo motivo per cui si dovrebbe spazzare via il cristianesimo e le altre religioni dalla faccia della Terra.
Le "figure del padre e della madre fondamentali per la psiche del bambino" è un'invenzione degli sfavorevoli, altrimenti quelli accuditi dalle mamme single e tutte le altre "variazioni" chissà che fine avrebbero fatto. Non c'è nessun motivo valido per dire no.
Se gli altri bambini li prendono in giro è perché finora qua non è quasi mai successo che una coppia gay accudisca un figlio, bisogna farla diventare una cosa consueta altrimenti la situazione non camberà mai.
P.S. Rocks, cazzo, quando non parli di calcio sembri addirittura saper ragionare.
- MassiveMolecule
- Messaggi: 2897
- Iscritto il: 22/12/2010, 21:57
Re: Adozioni per coppie omosessuali
Ma davvero hai il coraggio di tirare fuori i neuroni a specchio così a caso in mezzo a roba freudiana random ? Nessun nobel è stato assegnato per i neuroni a specchio, e la comunità scientifica internazionale è divisa tra chi pensa che Rizzolatti abbia beccato qualcosa di grosso e chi crede che sia una montagna di fuffa.Karran ha scritto:Mi aspettavo un caos che non c'è stato, bene!
La questione è complessa da affrontare non perché lo sia di sua natura ma perché oscilla tra due posizioni pregiudizievoli ed errate proposte dai due filoni di pensiero: l'uno conservatore, e l'altro progressista.
Ci troviamo, quindi, a vedere contrapposte le visioni "l'omosessualità è una malattia" e "l'omosessualità NON è una malattia".
Entrambe le visioni propongono una lettura limitata della cosa perché, laddove l'omosessualità non sia una malattia, resta vivo l'aspetto nevrotico che la instaura. Esattamente come in ogni altra "parafilia".
Non esiste nessun omosessuale infatti che, a prescindere dal l'equilibrio e dal benessere psichico ottenuto, non abbia dovuto affrontare un percorso personale che lo abbia portato ad una visione "diversa" di se e del mondo.
E, tale percorso, come ogni altro percorso "maturativo" è comunque colmo di sofferenza.
Questa premessa a cosa serve?
Semplicemente è qui per dire che non possiamo accettare l'idea proposta più sopra del "ma l'omosessualità non è una malattia, non ci sarebbe nulla di male se anche loro divenissero omosessuali!"
Andando avanti col discorso ci ritroviamo quindi di fronte al dubbio: ma i bambini cresciuti da coppie omosessuali riceverebbero una cattiva educazione?
No! Anzi! I grandi "controlli" a cui si sottopongono le coppie adottanti, paradossalmente, andrebbero a ridurre, almeno sulla carta, il rischio di educazioni "negative".
E allora dove sarebbe il problema?
Proprio nella presunta "necessarietà" della presenza di genitori di entrambi i sessi.
Qui, il paragone con il resto del mondo animale non regge, visto che l'uomo è l'unico animale dotato di sovrastrutture psichiche in grado di "sovrascrivere" l'istinto.
Se qualcuno si stesse chiedendo a cosa servono entrambe le figure genitoriali, la risposta è semplice: categorizzazione.
Prendiamo ad esempio un maschietto, e arriviamo alla tanto bistrattata fase edipica. Questa fase è essenziale per il bambino al fine di criterizzare i concetti di "uomo" e "donna" nella sua psiche.
Se, da un lato, c'è il classico "innamoramento" della madre (da allora, infatti, o per proiezione, o per negazione, il bambino, crescendo, ricercherà nelle donne un rimando delle caratteristiche della madre), dall'altro si avrà la figura paterna vista come "nemico" e "mito da imitare".
Ora, un italiano ha vinto un nobel grazie alla scoperta di un gruppi di neuroni denominati "neuroni specchio". Grazie a questi, gli esseri umani sono capaci dei processi imitativi. È grazie a questi, infatti,
che possiamo rivedere nei figli alcune gestualità e comportamenti dei genitori.
Tornando al nostro esempio, quindi, nella "normalità" avremo un bambino che, innamorandosi della madre, criterizzerà il concetto di donna, imitando il padre quello di uomo e, entrando in competizione con lui, ne acquisirà le caratteristiche.
Cosa accade, quindi, quando questo manca?
Senza andare a vedere ogni singolo caso possibile, ciò che è più facile da comprendere è che, per forza di cose, una delle "caratterizzazioni" sarà mancante.
Che questo possa o meno diventare un problema nel tempo, beh, potremmo dirlo solo con una sfera di cristallo.
Ciò che è certo, però, ricollegandomi al mio primo punto, è che daremmo a questa persona "un problema in più da risolvere". Un problema che va ad aggiungersi ai tanti già posti da una società nevrotizzante come la nostra.
I bambini non vivono in un vuoto in cui le uniche figure maschili e femminili con cui interagisce sono i genitori. Tanto più che se tenessimo da conto il tuo standard, dovremmo, come diceva provocatoriamente qualcuno prima, sequestrare i bambini ai genitori single che di certo non permettono quello che Freud credeva essere uno sviluppo normale. E non mi risulta ci sia nessuna evidenza scientifica secondo cui famiglie monogenitoriali stabili siano peggio di famiglie bigenitoriale stabili. E a maggior ragione, un'ambiente spersonalizzante come un istituto in cui le uniche figure adulte con cui interagisci sono suore certamente non sono meglio di una coppia lesbica o gay. Quindi se davvero c'è interesse nel benessere del bambino, anche dando per buone la roba psicanalitica freudiana, non vedo come si possa sostenere che non van bene le adozioni alle coppie omo.
Ci sono milioni di studi che mostrano come la stabilità del gruppo familiare sia ben più importante per lo sviluppo che qualsiasi altro parametro. Altri sostengono che dal momento che i bimbi affidati a coppie omosessuali vengono maggiormente esposti a diversità di ogni genere, crescono con una maggiore empatia (visto che ti piacciono i neuroni a specchio) e tolleranza.
Un riferimento bibliografico:
http://www.psychology.org.au/Assets/Fil ... Review.pdf
Un altro statement di un'altra associazione psicologica nazionale (canadese):
http://www.cpa.ca/cpasite/userfiles/Doc ... %20(1).pdf
Le testimonianze dei periti sulle ripercussioni psicologiche sui bambini in un caso portato alla corte suprema:
http://cdn.ca9.uscourts.gov/datastore/g ... icus29.pdf
- MassiveMolecule
- Messaggi: 2897
- Iscritto il: 22/12/2010, 21:57
Re: Adozioni per coppie omosessuali
Dammi qualche riferimento bibliografico specifico che mostri che sia il fatto di avere un solo genitore o genitori omosex il problema, e non l'instabilità familiare che è normalmente collegata al genitore singolo o ai genitori separati ad essere uno dei fattori di rischio.Jeff Hardy 18 ha scritto: Ehm in realtà differenti studi dimostrano come crescere con solo un genitore o con genitori separati possa portare a sviluppare determinate patologie, non il fattore scatenante ovviamente ma uno dei fattori di rischio.
Estratto saliente dalla review di qui sopra:
Enfasi mia.Since the 1970s, it has become increasingly clear that it is family processes (such as the quality of
parenting, the psychosocial well-being of parents, the quality of and satisfaction with relationships
within the family, and the level of co-operation and harmony between parents) that contribute to
determining children’s well-being and ‘outcomes’, rather than family structures, per se, such as the
number, gender, sexuality and co-habitation status of parents (e.g., see Chan, Brookes, Raboy and
Patterson, 1998; Chan, Raboy & Patterson, 1998; Clarke-Stewart, Vandell, McCartney, Owen, & Booth,
2000; Featherstone, 2003; Flood, 2003; Golombok, 2000; Kelly, 2000, 2003; McIntosh, 2003; McNair,
2004; Millbank, 2003; Patterson, 1995a, 1998, 2001; Patterson, Fulcher & Wainright, 2002; SavinWilliams & Esterberg, 2000; Silverstein & Auerbach, 1999; Tasker, 2005; Vandewater & Lansford, 1998;
Wainright, Russell & Patterson, 2004; Walker & McGraw, 2000; Wise, 2003). As Walker and McGraw
(2000, p. 563) conclude in relation to the frequently made assertion that all children ‘need’ or will ‘do
better’ with the involvement of a father (as well as a mother), “although there might be an ideological
basis to this assumption, it lacks empirical support”. Similarly, as Biblarz and Stacey (2006) summarise,
“studies have not ‘shown that the ideal is where a child is raised by their own married mother and
father’. No evidence supports the view that the ideal gender mix of parents is a man and a woman” (p.
43)
- Colosso
- Messaggi: 15570
- Iscritto il: 23/12/2010, 14:28
- Città: Savona
- Has thanked: 15 times
- Been thanked: 57 times
Re: Adozioni per coppie omosessuali
Io comunque penso che, se fossero i bambini a scegliere (come sarebbe giusto) di poter essere adottati da una coppia etero o una omo, sceglierebbero sicuramente la prima; questo naturalmente se esistesse abbondanza di richieste per ogni bambino.
L'articolo che ho linkato prima dice che tutte le dichiarazioni degli psicologi pro-gay sono di parte e non credibili, e MMN dice lo stesso contro l'articolo... quale sarà la verità? Per me è meglio agire esclusivamente nell'interesse dei bambini e non in quello dei genitori.
L'articolo che ho linkato prima dice che tutte le dichiarazioni degli psicologi pro-gay sono di parte e non credibili, e MMN dice lo stesso contro l'articolo... quale sarà la verità? Per me è meglio agire esclusivamente nell'interesse dei bambini e non in quello dei genitori.
- Colosso
- Messaggi: 15570
- Iscritto il: 23/12/2010, 14:28
- Città: Savona
- Has thanked: 15 times
- Been thanked: 57 times
Re: Adozioni per coppie omosessuali
Non è che una coppia omo sia per forza perfetta e non possa avere gli stessi difetti di molte coppie etero.Devixe ha scritto:Credo che sia la prima volta in assoluto che sono d'accordo con Rocks.
Poi meglio un bambino in una coppia omosessuale che lo ama che in una coppia etero che si fa i cazzi suoi e lo uso come merce di scambio per il divorzio
Re: Adozioni per coppie omosessuali
Difatti i criteri devono basarsi su elementi come la stabilità famigliare, se una famiglia omo non è idonea non gli si concede l'adozione, semplice.Colosso ha scritto: Non è che una coppia omo sia per forza perfetta e non possa avere gli stessi difetti di molte coppie etero.
- Jeff Hardy 18
- Messaggi: 32550
- Iscritto il: 23/12/2010, 9:55
- Città: Milano
- Been thanked: 539 times
Re: Adozioni per coppie omosessuali
Ah boia sono in partenza e non ho tempo di cercare sul Gabbard i riferimenti specifici, me lo segno e quando torno da Londra ti rimando agli studi.MassiveMolecule ha scritto:
Dammi qualche riferimento bibliografico specifico che mostri che sia il fatto di avere un solo genitore o genitori omosex il problema, e non l'instabilità familiare che è normalmente collegata al genitore singolo o ai genitori separati ad essere uno dei fattori di rischio.
- Triple H
- Messaggi: 1918
- Iscritto il: 05/07/2011, 12:17
- Città: Cuzzolandia sul Lago
- Località: Seconda stella a destra
- Has thanked: 17 times
- Been thanked: 13 times
Re: Adozioni per coppie omosessuali
Eh già, c'è proprio da chiedersi quali fonti siano più attendibili... Quelle di MM o le tue, un film che hai visto ieri (che per quello che sappiamo noi potrebbe essere Mamma ho perso l'aereo) e un articolo che è stato pubblicamente sbugiardato. Uhm, ci rifletterò suColosso ha scritto:L'articolo che ho linkato prima dice che tutte le dichiarazioni degli psicologi pro-gay sono di parte e non credibili, e MMN dice lo stesso contro l'articolo... quale sarà la verità?
- Ankie
- Messaggi: 15744
- Iscritto il: 04/01/2011, 13:22
- Città: ROTY 2008
- Località: Digitate il mio nick su Google.
- Has thanked: 9 times
- Contatta:
Re: Adozioni per coppie omosessuali
Da un certo punto di vista le coppie omo sono anche meglio di quelle etero visto che il bambino crescendo non potrà avere il trauma di scoprire di essere stato adottato (o forse sì, almeno fino ad una certa età...
)

