11 febbraio ha scritto:
1-scusa ma non ho capito il salto indietro
Il ritorno a Ratzy quando era ormai fuori discorso
11 febbraio ha scritto:2-che le abbia distrutte col terrore certo che importa, è sbagliato. Soprattutto alla luce di oggi, non dell' epoca. Perché come tu sai bene non possiamo giudicare fatti vecchi con mentalità nuove.
Quindi, stando a quanto dici, la "prevaricazione" culturale forzata è figlia delle epoche?
E, allora, come mai tale evento non è avvenuto a livello globale restando foclaizzato, invece, a culture religiose come cattolicesimo ed islam?
Ciò che rende così invisa la chiesa cattolica, se non lo hai ancora afferrato, è il processo di catechesi e conversione che, nei secoli, ha applicato nelle maniere più disparate (terrore, favori politici e militari, vantaggi economici e territoriali, etc.) ed, ancora oggi, perpetra.
L'idea di dover convertire e catechizzare cela la convinzione di possedere il "giusto verbo". Quello che "
...vale più del tuo, povero pagano infedele!".
Tale idea di superiorità, in seconda battuta, provoca lo scaturire del concetto di punizione e dannazione, oltre che dei peccatori, anche dei non-credenti e di chi ricerca "verità" differenti dato che, potenzialmente, tali verità, potrebbero minare la millantata verità di dogmi fin troppo campati in aria (come quelli di ogni religione e credenza, del resto). Processo che, nei secoli, ha portato alla mortificazione continua della cultura, della scienza, e dell'innovazione (processo che, a parer mio, rappresenta una vera e propria serie di crimini contro l'umanità che non potranno essere redenti da nessuna richiesta di perdono e comprensione)
Ora, poniti una domanda: il motivi per cui è avvenuta tale politica di conversione sono davvero da ricercare nella convinzione, da parte degli uomini di chiesa, di professare un'dea "migliore" e più veritiera di quella degli altri (cosa già di per se da inorridire)? O forse è scaturita dalla necessità, manifestata da ogni "religione nuova" di potersi affermare tra, e su, le credenze pre-esistenti?
E, se fosse vera la seconda ipotesi, il motivo alla base sarebbe stato, secondo te, sociologico o politico-economico?
Ora, nel corso dei secoli, la religione cattolica ha già ben radicato le proprie credenze e ritualità all'interno della società perdendo, così, via via, la necessità di conversione (fenomeno rimasto ormai solo nelle "missioni"..... vorrei ancora che qualcuno mi spiegasse perchè, se io voglio aiutare altre civiltà povere, devo anche rimpinzarli di credenze mie). Si è quindi potuta adagiare sugli allori di un sistema ormai ben consolidato all'interno del quale, però, continua a portare la propria voce, ed il proprio dissenso o consenso, all'interno di dinamiche riconducibili al Marxiano "oppio dei popoli"..... benche stati e chiesa, difatti, siano ormai "scissi", almeno sulla carta, è innegabile il peso della geografizzazione delle culture religiose che portano comunque gli stati a dare un peso alle parole di una chiesa: es. se la Chiesa dichiara "immorale" l'aborto, ad esempio, e la maggior parte delle persone di quelo stato sono fortemente cattoliche, lo stato, al momento della legiferazione, non può non tener conto dell'eventuale malcontento che il sorvolare sulle parole dell'esponente di tale chiesa esprime.
Il punto è: chi sei tu per venire a manipolare l'idea dei cittadini di uno stato in base a teorie ed idee MAI dimostrate, ma create da te a regola d'arte, e non condivise dall'interezza di un popolo?