Esistono discussioni non competitive ? Se siamo d'accordo si dice "Son d'accordo", e bon; se sei in disaccordo, la tua opinione è automaticamente in competizione con l'opinione altrui per stabilire quale è "meglio" (qualsiasi sia la tua definizione di meglio) no? Non c'è mica acredine, si tratta solo di avere opinioni forti.Karran ha scritto: Bello vedere come ti diletti a portare ogni piacevole discussione su un piano simil-competitivo
Sono costretto ad essere breve perché sono al cellulare e non al pc
Punto 1) una cosa è porsi la questione di poter cercare cose da dire su qualcosa di cui, a tempo 0, non hai da dire (il che lo differenzia dal nulla). Un'altra cosa, invece, è la possibilità di esperire cose che, a tempo zero, non conosci/comprendi e quindi comprovare, se non empiricamente.
Hai forzato due punti che avevo scisso (magari senza DOVERLO fare), fondendoli ad uso e consumo.
Punto 2) Il problema non è nel rasoio di occam in se. Ma nell'induttivismo.
Un pensiero puramente induttivo, tenderà ad escludere in modo aprioristico qualunque ipotesi possa negare la tesi iniziale.
Se faccio una diagnosi basandomi sulla statistica comune sintomi/patologia, aspettando di trovare qualche sintomo specifico di patologia più rara, commetto un'enorme leggerezza che, più volte (ed anche qui parlo per esperienza) che può costare caro.
L'induttivismo, MM, è l'arma più comune di chi teme il confronto con l'interrogativo.
1) Sinceramente, non ho capito la risposta, provo ad interpretare. Stai dicendo che è possibile esperire qualcosa senza averne conoscenza ? Stai parlando di qualia ?
Mettiamola così. C'è un fenomeno ignoto, che chiameremo X.
Perché tu possa esperire X, X deve interagire in qualche modo con l'universo. (E' forse questo che mi contesti ?)
Se hai esperienza di X, significa che X interagisce con l'universo, il che significa che puoi dire qualcosa su X, anche se fosse solo " ho esperienza di X " (qualia?)
Se non hai esperienza di X, può significare che:
a) X non interagisce con l'universo
b) X interagisce con l'universo ma non lo sappiamo.
Se X non interagisce con l'universo, non puoi averne esperienza, per definizione stessa di universo.
(Un esperienza non deve essere necessariamente empirica. Ma senza empirismo non puoi distinguere ontologicamente soggettivo e ontologicamente oggettivo, da cui l'empirismo della scienza: l'allucinazione che esiste nella tua testa esiste, per un significato abbastanza lasso di esiste, ma è un qualia, cioè è molto difficile che io possa averne conoscenza empirica.)
Non capisco dove secondo te ho messo insieme due concetti separati.
Au contraire: una delle idee fondamentali della scienza e del falsificazionismo è che tu debba poter disprovare il tuo modello perché possa essere considerato valido. Egualmente a " non posso dire nulla, non esiste " vale il " posso dire qualsiasi cosa, quindi non posso dire nulla ".2) Un pensiero puramente induttivo, tenderà ad escludere in modo aprioristico qualunque ipotesi possa negare la tesi iniziale.
Non ho capito neanche questo, puoi elaborare ? In che modo dovresti fare una diagnosi se non con un processo Bayesiano (cioè cercando la probabilità di una causa avendo i dati, e non la probabilità dei dati avendo la causa ) ? La storia dell'experimentum crucis era per fare un esempio rispetto all'andamento normale della scienza, ma qualsiasi diagnosi è inferenza induttivistica, no ?Se faccio una diagnosi basandomi sulla statistica comune sintomi/patologia, aspettando di trovare qualche sintomo specifico di patologia più rara, commetto un'enorme leggerezza che, più volte (ed anche qui parlo per esperienza) che può costare caro.
Che l'induttivismo non funzioni lo sappiamo dai tempi di Hume (illuminismo, così torniamo più in-topic). Che l'induttivismo sia la miglior approssimazione di ciò che ci garantisce il sapere però è un fatto. Ogni volta che fai un ragionamento deduttivo ogni premessa è in realtà il risultato di un più o meno grande ragionamento induttivo.L'induttivismo, MM, è l'arma più comune di chi teme il confronto con l'interrogativo.
L'induttivismo è l'arma più comune di chi cerca la verità, non quella con la V maiuscola, propria dell'iperuranio, ma quella sporca, bruta, sempre rifinibile, perfettibile ma mai perfetta, sempre sull'orlo del sapere ma mai sapienza, di cui si deve accontentare il genere umano.
I misteri saranno pure divertenti, ma vuoi mettere il piacere della scoperta ?
