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Wrestling e poker: dal ring al tavolo e viceversa


02/07/2019 09:55:35 by Carlo Di Bella
 
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Il mondo del wrestling ha sempre vissuto di grandi sfide e altrettanto appassionanti rivalità. Ma c'è un'altra disciplina che si basa allo stesso modo su adrenalina, studio degli avversari e capacità di “colpire” al momento giusto: il poker sportivo. A conferma della vicinanza tra le due ci sono le testimonianze di alcuni atleti che sono passati dal ring al tavolo verde (e viceversa) o che in tempi recenti hanno espresso il loro apprezzamento per il Texas Hold'em: Glenn Gilbertti, Ahston Griffin e John Cena.

Durante il Day 1 del Main Event delle World Series of Poker di Las Vegas del 2015, curiosi e appassionati hanno avuto una bella sorpresa trovando impegnato nel Deepstack giornaliero il signor “Disco Inferno”. Forse per i più giovani il nome ricorderà soltanto la celebre hit del 1976 dei Trammps. Chi invece segue il wrestling da molto tempo sa che dietro questo pseudonimo si nascondeva Glenn Gilbertti, ex professionista di ottimo livello della WCW a cavallo degli anni '90.

Facile intuire che il look del suo personaggio si ispirasse al John Travolta icona della disco music per eccellenza e protagonista de “La Febbre del Sabato Sera”, film che ha portato nelle case di milioni di persone il neonato genere musicale. Gilbertti, però, non fu solo un semplice personaggio. Fu anche un buonissimo atleta: in sei anni di carriera vanta un titolo Cruiserweight (pesi leggeri), due titoli Television e un World Tag Team Championship insieme ad Alex Wright, col quale componeva i fortissimi e spassosissimi Boogie Knights.

La sua carriera si interruppe quando la WCW venne acquisita dall'allora WWF e oggi WWE. Non per questo Disco Inferno ha smesso di calcare i ring e oggi si divide fra le esibizioni nel circuito locale, il lavoro da addetto alla sicurezza al Sapphire Gentlemen's Club e la partecipazione ai tornei più importanti di poker.

Percorso inverso, invece, per Ashton Griffin, grande protagonista al PCA 2013, che è passato dal tavolo verde al wrestling. Una parabola particolare quella di “theASHMAN103”, giocatore professionista statunitense dal talento cristallino. Dopo i fenomenali esordi e i numerosi successi nel poker sportivo, Griffin decise di prendersi un lungo periodo di pausa dalle competizioni.

E fu proprio in questa fase che conobbe e iniziò a praticare il wrestling. Una disciplina che, ha dichiarato in una recente intervista, è stata fondamentale per il suo successo come pokerista e che gli ha insegnato la disciplina e la costanza nell'applicazione quotidiana al lavoro. Tornato ai tornei più prestigiosi nel 2013, lo statunitense è ancora oggi uno dei punti di riferimento internazionali di varianti come il Pot Limit Omaha, una delle più appassionanti e difficili del Texas Hold'em.



Nel 2016 fu una delle stelle più importanti della WWE a parlare del suo amore per il poker sportivo: John Cena. La dichiarazione arrivò via social network: "Sono sempre stato un fan di Rounders. Buona fortuna a quelli che stanno gridando agli Aussie Millions", accompagnata da un link al canale Twitch di Jason Somerville, uno dei grandi della disciplina a livello mondiale. Una nuova passione per Cena, già personaggio a tutto tondo con le sue apparizioni cinematografiche, musicali e con il costante impegno profuso nelle cause sociali.

L'anno precedente, sempre durante le World Series, andò invece in scena un vero e proprio incontro di Wrestling. Protagonisti Terrence Chan, professionista delle due carte in piena lotta per il titolo nel torneo Limit Hold'em Championship e Huck Seed, altro protagonista di buon livello del poker internazionale. La battaglia andò in scena all'esterno della sala Amazon del Rio Casinò, zona deputata al riposo dei dealer e iniziò per gioco.
Fu Chan a sfidare il più corpulento Seed a resistere per più di due minuti ai suoi attacchi. Non gli disse però di essere un lottatore di MMA semi-professionista con tanto di scheda personale sul sito dedicato ai fighter “sherdog.com”. Facile intuire come si concluse il combattimento di cui si trovano ancora testimonianze sui principali social network.


   

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