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Matt Hardy su inizio carriera in WWE, Young Bucks
15/11/2018 18:35:32 by Chiara Maroni
 
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Matt Hardy apparso nell'ultima edizione del podcast di Sean Waltman parlando di molti argomenti.

Su quando si sentito accettato in WWE: "Direi che la prima volta in cui mi sono sentito accettato o parte di questa di questa grande macchina stato quando ho avuto l'opportunit di lavorare con Michael Hayes e abbiamo vinto i titoli di coppia. Sebbene io e Jeff non fossimo proprio il miglior tag team al mondo, quella vittoria aiut a creare un'importante connessione con la divisione. E' stato da l e poi lavorando con Bradshow e Farooq. Dopo aver lavorato insieme un mese hanno tirato fuori il meglio di noi ogni notte e ci siamo guadagnati il loro rispetto. Ho sentito come se fosse stato un punto di svolta. E poi abbiamo avuto il ladder match con Edge e Christian e ci dicevano cose come -wow questi ragazzi hanno fatto qualcosa di speciale-. In quel momento abbiamo capito che appartenevamo a quel posto e ci siamo sentiti parte di una famiglia dentro allo spogliatoio."

Ambientarsi nello spogliatoio WWE i primi tempi: "Venivamo da un mondo completamente differente, penso che ci abbia influenzato la cultura super cristiana di nostra madre sul giudicare cosa fosse moralmente giusto o meno e lei non beveva, non fumava anche se purtroppo morta da giovane a causa di un cancro. Noi avevamo 9 e 11 anni e ci ha cresciuti nostro padre e lui non era un tipo affettuoso, si preoccupava che noi stessimo bene. Si alzava all'alba e lavorava fino al tramonto, si assicurava che avessimo vestiti, che mangiassimo, che avessimo un tetto sopra la testa, ma non era il tipo che diceva -ti voglio bene, non era molto emotivo e questo stato ci che ci ha guidato moralmente. Quando siamo arrivati in WWE a quel tempo era come essere nel vecchio west e lo sembra ancora di pi vedendo come tutto sia cambiato ad oggi. Era tutto nuovo per noi, non bevevamo, dicevamo davvero poche parolacce, eravamo dei tipi a posto in quel periodo. Cercavamo di tirare avanti e capire chi eravamo e volevamo seguire il nostro sogno, trovare il nostro posto, non volevamo mancare di rispetto a nessuno."

Gli Young Bucks: "Voglio bene a quei ragazzi, penso siano fantastici. Sono bravissimi performer oltre che delle belle persone. Sono molto aperti e onesti su quanto amassero i Rockers e poi una volta io e Jeff li abbiamo incontrati e ci dissero che erano anche nostri fan e per loro lavorare con noi fu elettrizzante. Vorrei avere ancora l'opportunit di lavorare con loro e sapere che sono diventati cos bravi rende tutto spettacolare ma al tempo stesso sono umili."


   

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