WWE: Rivelato il piano di TKO sul taglio degli stipendi
Il terremoto che ha portato all’addio forzato di Kofi Kingston e Xavier Woods continua a far tremare le fondamenta della WWE. Come emerso nelle ultime ore, il gruppo TKO non si sta limitando a piccoli tagli, ma sta proponendo una ristrutturazione aggressiva che mira a cambiare per sempre il rapporto economico con i propri atleti.
Mentre Kofi Kingston, nel suo messaggio d’addio, ha esortato i colleghi a non accettare mai offerte inferiori al proprio valore reale, la dirigenza di Stamford sembra irremovibile sulla sua nuova linea politica.
La prospettiva aziendale: “Meno lavoro, meno paga”
Secondo quanto rivelato dal Wrestling Observer, la motivazione dietro la richiesta di dimezzare gli stipendi risiede in un cambiamento radicale dello stile di vita delle Superstar. La WWE ritiene che gli accordi firmati anni fa non siano più sostenibili alla luce del calendario attuale, molto meno logorante rispetto al passato.
“Vogliono ristrutturare questi accordi al 50% perché le condizioni sono profondamente diverse rispetto a quando quei contratti furono siglati. La compagnia sta chiedendo agli atleti di guadagnare meno a fronte di un calendario molto più leggero: non ci sono più show estenuanti di quattro ore, né viaggi di quattro giorni a settimana. Oggi le Superstar non devono pagare viaggi e hotel, viaggiano una volta a settimana e forse lottano solo due volte al mese. La prospettiva della WWE è semplice: volete essere pagati meno perché lavorate meno.”
Altre 5 Superstar in bilico ad Maggio
Questa nuova filosofia aziendale ha creato una spaccatura nel backstage. Se alcuni atleti sembrano disposti ad accettare compensi ridotti in cambio di più tempo libero e minori spese logistiche, altri vedono in questa manovra una svalutazione del proprio marchio personale.
Oltre al New Day, ci sarebbero almeno altre cinque Superstar di SmackDown “sulla graticola” proprio in questi giorni, con il rischio concreto di nuovi licenziamenti prima di Backlash. La TKO sembra intenzionata a proseguire dritta per la sua strada, cercando di ottimizzare i costi in vista di un 2026 che vedrà la federazione impegnata in grandi palcoscenici internazionali come Clash in Italy a Torino.
