Vince McMahon, svelato chi lo convinse a lasciare TKO

Vince McMahon
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Emergono nuovi retroscena sull’uscita di Vince McMahon da TKO nel 2024. Secondo quanto raccontato nel nuovo libro di Ari Emanuel, fu Stephanie McMahon a convincere il padre a dimettersi.


A distanza di oltre due anni dalle dimissioni di Vince McMahon da TKO, emerge un importante retroscena su una delle settimane più turbolente nella storia recente della WWE. Secondo quanto raccontato nel nuovo libro di Ari Emanuel e discusso da Dave Meltzer durante Wrestling Observer Radio, sarebbe stata Stephanie McMahon la persona capace di convincere il padre a lasciare definitivamente la carica di Executive Chairman di TKO. Il particolare, secondo Meltzer, era già conosciuto privatamente da alcune persone del settore, ma non era mai stato reso pubblico in maniera esplicita.

Vince si dimise il 26 gennaio 2024, il giorno successivo alla presentazione della causa federale di Janel Grant contro McMahon, WWE e John Laurinaitis. Grant formulò gravissime accuse contro l’ex Chairman, che ha sempre negato ogni illecito. Il nuovo racconto permette adesso di ricostruire più nel dettaglio ciò che sarebbe accaduto ai vertici di TKO nelle ore che precedettero la sua uscita.

Stephanie McMahon convinse Vince a lasciare TKO

Meltzer ha spiegato che uno degli elementi più interessanti presenti nel racconto di Emanuel riguarda proprio il ruolo ricoperto da Stephanie. Quando la posizione di Vince all’interno di TKO diventò estremamente difficile da sostenere, sarebbe stata sua figlia a parlare direttamente con lui e a convincerlo a compiere il passo decisivo.

“È stato interessante il modo in cui ha raccontato tutta la vicenda. Ha detto una cosa che noi sapevamo già, ma che non era mai stata resa pubblica. Quando Vince si dimise, la persona che lo convinse a farlo fu effettivamente Stephanie.”

La rivelazione colloca quindi Stephanie McMahon al centro di un momento decisivo. Vince aveva già ceduto il controllo della WWE attraverso l’operazione con Endeavor che portò alla creazione di TKO, ma aveva mantenuto un ruolo di primo piano come Executive Chairman e componente del consiglio di amministrazione. Le dimissioni del gennaio 2024 interruppero invece i suoi rapporti ufficiali con la società che comprende WWE e UFC.

Secondo questa ricostruzione, però, Stephanie non sarebbe stata l’unica figura centrale nelle discussioni interne. Anche Mark Shapiro, presidente e COO di TKO, avrebbe assunto immediatamente una posizione molto netta dopo la pubblicazione della causa di Grant.

Mark Shapiro voleva l’uscita immediata di Vince McMahon

Meltzer ha raccontato che Shapiro avrebbe considerato necessaria la partenza di McMahon fin dal momento in cui le accuse contenute nella causa diventarono pubbliche. La sua posizione, secondo quanto riportato, sarebbe stata molto più immediata rispetto a quella di altre figure coinvolte nelle discussioni.

“Quando uscì la causa di Grant, Mark Shapiro fu quello che disse: ‘Deve andarsene’.”

La situazione societaria avrebbe però complicato la possibilità di ottenere rapidamente l’uscita di Vince. Secondo la ricostruzione discussa da Meltzer, la struttura degli accordi legati alla nascita di TKO non avrebbe consentito alla società di licenziarlo semplicemente. Sarebbe stato quindi necessario arrivare alle dimissioni volontarie di McMahon.

“Per come era stato strutturato l’accordo, non potevano licenziarlo. L’unico modo perché se ne andasse era che Vince si dimettesse. Quindi, sostanzialmente, dovettero spingerlo a dimettersi.”

Proprio in questo contesto sarebbe diventato determinante l’intervento di Stephanie. Il nuovo retroscena suggerisce quindi che la pressione proveniente dai vertici di TKO abbia trovato nella figlia di Vince la persona capace di convincerlo definitivamente a lasciare il proprio incarico.

Il caso Slim Jim aumentò ulteriormente la pressione su TKO

Un altro passaggio fondamentale di quelle ore riguardò Slim Jim. Il marchio decise temporaneamente di sospendere la propria sponsorizzazione della WWE mentre aumentavano le conseguenze legate alla causa. Secondo Meltzer, la vicenda avrebbe contribuito in maniera significativa a rendere ormai insostenibile la permanenza di McMahon.

Il giornalista ha spiegato che Shapiro avrebbe voluto la sua uscita immediatamente, mentre è più difficile stabilire quale decisione avrebbe preso Ari Emanuel senza l’aumento della pressione commerciale. Il ritiro di uno sponsor importante avrebbe infatti fatto emergere il rischio di conseguenze più ampie per TKO.

“Shapiro diceva semplicemente: ‘Deve andarsene’. Penso che Ari abbia aspettato fino alla questione Slim Jim. A quel punto era come dire: ‘La società rischia una rivolta degli sponsor se non ti dimetti. Devi dimetterti’.”

Meltzer ha precisato di non poter sapere quale sarebbe stata la decisione finale di Emanuel senza il caso Slim Jim. La posizione attribuita a Shapiro viene invece descritta come immediatamente favorevole all’allontanamento di McMahon.

“Penso che, senza Slim Jim, non sappiamo quale decisione avrebbe preso Ari. La cosa interessante è che Shapiro disse immediatamente che doveva andarsene.”

Vince McMahon lasciò definitivamente TKO il 26 gennaio 2024

Il 26 gennaio 2024, Vince McMahon annunciò infine le proprie dimissioni da Executive Chairman di TKO e dal consiglio di amministrazione. La decisione arrivò un giorno dopo la causa presentata da Janel Grant contro McMahon, WWE e John Laurinaitis. McMahon ha sempre negato le accuse e contestato le ricostruzioni formulate nei suoi confronti.

La causa federale ha successivamente seguito un percorso complesso fino al luglio 2026, quando le parti hanno raggiunto un nuovo accordo per sottoporre l’intera controversia ad arbitrato privato. Il procedimento federale è stato quindi chiuso con pregiudizio, preservando però le rispettive pretese e difese nell’ambito dell’arbitrato. Non c’è stato dunque un verdetto pubblico che abbia stabilito la fondatezza o l’infondatezza delle accuse di Grant.

Il nuovo racconto di Ari Emanuel non modifica quindi lo stato legale della controversia, ma aggiunge un particolare importante sulle dinamiche societarie che portarono alle dimissioni. Secondo questa ricostruzione, mentre Mark Shapiro spingeva per l’uscita di McMahon e aumentavano le pressioni legate agli sponsor, fu proprio Stephanie McMahon a sostenere la conversazione decisiva con suo padre.

Per un uomo che aveva guidato la WWE per decenni e mantenuto un ruolo di vertice anche dopo la nascita di TKO, la decisione rappresentò la conclusione definitiva della sua presenza ufficiale all’interno della compagnia. Adesso emerge che, nel momento decisivo, sarebbe stata proprio sua figlia a convincerlo a lasciare l’incarico.

Scritto da Marco M.
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