Vince McMahon evita il processo con un accordo all’ultimo

Vince McMahon
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Vince McMahon evita il processo sulla fusione WWE e UFC grazie a un accordo, ma continua a essere coinvolto in altre importanti cause legali.


Vince McMahon è riuscito a evitare un’importante battaglia legale legata alla fusione tra WWE e UFC grazie a un accordo raggiunto poco prima dell’inizio del processo.

Accordo raggiunto prima dell’udienza

La causa intentata dagli azionisti della WWE era già stata rimossa dal calendario della Delaware Court of Chancery. L’amministratrice del tribunale Tamara Burton ha confermato che il processo è stato annullato. Su richiesta delle parti, l’accordo verrà successivamente presentato al giudice per l’approvazione.

Secondo quanto riportato da Front Office Sports, McMahon avrebbe raggiunto un accordo all’ultimo minuto in una causa che avrebbe potuto portare alla luce ulteriori dettagli sulle accuse di cattiva condotta sessuale e sui presunti pagamenti effettuati per mantenere il silenzio delle accusatrici.

Un avvocato che rappresenta gli azionisti ha confermato l’accordo, senza però entrare nei dettagli:

“I dettagli non sono ancora pubblici.”

La stessa fonte ha aggiunto:

“Vince McMahon ha raggiunto un accordo dell’ultimo minuto per evitare un processo relativo alla fusione del 2023 tra WWE e UFC, una causa che rischiava di rendere pubbliche informazioni riguardanti le accuse di cattiva condotta sessuale e gli scandali legati ai pagamenti per il silenzio.”

Le accuse degli azionisti

La causa era stata presentata dagli azionisti della WWE. Questo dopo la fusione da 21 miliardi di dollari con Endeavor, società madre della UFC, che ha portato alla nascita di TKO Group Holdings.

Secondo i querelanti, McMahon avrebbe favorito Endeavor rispetto ad altri potenziali acquirenti perché Ari Emanuel gli avrebbe consentito di mantenere benefici economici e una certa influenza sulla WWE.

Gli azionisti sostenevano inoltre che altri possibili acquirenti avrebbero potuto estromettere McMahon a causa delle controversie legate alle accuse di cattiva condotta sessuale e agli accordi economici collegati a tali vicende.

Tra gli imputati figuravano anche gli attuali ed ex dirigenti WWE Nick Khan, George Barrios, Steve Koonin, Michelle Wilson e Frank Riddick.

Durante la fase istruttoria, gli azionisti avevano richiesto documenti relativi alle accuse di cattiva condotta sessuale e ai pagamenti effettuati alle donne che avevano accusato McMahon. Secondo i querelanti, tali documenti erano rilevanti per comprendere lo “stato mentale” di McMahon durante il processo di fusione.

I problemi legali non sono finiti

Nonostante abbia evitato questo processo nel Delaware, le questioni legali di McMahon sono tutt’altro che concluse.

La causa intentata da Janel Grant è ancora in corso e McMahon ha chiesto che il procedimento venga trasferito in arbitrato. Inoltre, lui e Linda McMahon sono ancora coinvolti in una causa promossa da cinque ex “Ring Boys”, i quali sostengono che la coppia abbia consapevolmente permesso a un responsabile della crew del ring di abusare sessualmente di loro decenni fa.

L’accordo raggiunto impedirà quindi che la causa degli azionisti venga discussa in tribunale questa settimana, mantenendo per il momento lontano dall’aula materiale potenzialmente molto delicato. Tuttavia, con altri procedimenti ancora aperti, le ombre legali attorno a Vince McMahon restano tutt’altro che dissipate.

Night of Champions sarà il prossimo Premium Live Event della WWE. Lo spettacolo si terrà sabato 27 giugno allaKingdom Arena in Arabia Saudita. Tuttowrestling seguirà lo show con i risultati e le notizie più importanti in tempo reale.

Scritto da Niccolò Trevisani
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