Vince McMahon dava ordini e poi esplodeva contro chi li seguiva
MVP ha parlato apertamente di cosa significasse lavorare sotto Vince McMahon in WWE, raccontando diversi episodi che descrivono un ambiente dietro le quinte spesso imprevedibile e caotico a seconda dell’umore dell’ex chairman.
Durante una conversazione con RVD, MVP ha spiegato alcune delle sue principali frustrazioni legate a McMahon, sostenendo che Vince fosse capace di dare indicazioni molto precise per poi criticare duramente chi aveva semplicemente eseguito i suoi ordini.
“Con Vince non si sapeva mai. A volte diceva: ‘Dannazione, è fantastico.’ Altre volte invece Vince iniziava con: ‘Chi cao è il producer di questa mea? Chi ca**o ha fatto questa cosa?’ E io pensavo: ‘Beh Vince, mi hai detto tu di dirgli di farlo.’ E lui: ‘No, non l’ho fatto.’ Okay. Non l’hai fatto. Va bene Vince.”
Il potere assoluto di Vince in WWE
MVP ha spiegato che in WWE la parola di Vince McMahon fosse definitiva sotto ogni aspetto creativo. Se un’idea piaceva a Vince, veniva immediatamente approvata. In caso contrario, veniva scartata senza discussioni.
“Vince era l’autorità assoluta. La sua parola era definitiva. Se proponevi un’idea e gli piaceva, ti dava credito e diceva: ‘Sì, sì, è una buona idea. Facciamola.’ Se invece non gli piaceva, semplicemente diceva: ‘No, questa cosa non ci piace.’”
Secondo MVP il problema non era la mancanza di indicazioni chiare, ma il fatto che McMahon spesso dimenticasse ciò che aveva chiesto ai suoi collaboratori.
“Avevi indicazioni chiare. Il problema era che a volte dimenticava ciò che mi aveva detto di fare.”
Un clima di tensione costante
MVP ha aggiunto di essere convinto che qualsiasi ex producer WWE potrebbe raccontare episodi simili, legati agli improvvisi cambi di atteggiamento di Vince McMahon.
“Mi giocherei la vita sul fatto che chiunque abbia fatto il producer possa raccontarti una storia in cui Vince gli ha chiaramente detto di fare qualcosa, loro l’hanno fatta, e poi Vince si è dimenticato di averglielo chiesto e li ha insultati per aver fatto esattamente ciò che aveva ordinato.”
L’ex United States Champion ha inoltre descritto McMahon come una persona dal temperamento molto acceso, capace di perdere il controllo rapidamente salvo poi comportarsi come se nulla fosse accaduto poco dopo.
“Urlava tantissimo. Perdeva la calma e iniziava a urlarti contro, poi trenta minuti dopo era come se non fosse successo niente. Parlava normalmente e andava tutto bene.”
Le parole di MVP dipingono ancora una volta un quadro molto familiare della WWE sotto la gestione McMahon, dove le direttive creative potevano cambiare all’improvviso e la tensione nel backstage faceva parte della quotidianità.
Per MVP, però, la frustrazione più grande non era soltanto essere rimproverato, ma venire accusato per aver eseguito esattamente ciò che gli era stato chiesto di fare.
