Poche stelle nel wrestling, colpa delle musiche d’ingresso?

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Jim Johnston sostiene che il problema di WWE e AEW non sia il talento dei wrestler, ma una presentazione troppo generica, a partire dalle musiche d’ingresso.


Secondo Jim Johnston, WWE e AEW hanno roster ricchi di talento. Tuttavia, il leggendario ex compositore della WWE ritiene che nessuna delle due compagnie stia riuscendo a trasformare i propri wrestler in autentiche megastar.

Musiche simili, personaggi meno riconoscibili nel wrestling

Durante un’apparizione a False Finish, Johnston ha spiegato che il wrestling moderno è diventato troppo generico e che una delle principali cause sarebbe proprio la qualitĂ  delle theme song. A suo avviso, è anche per questo motivo che oggi non esistono piĂą figure del calibro di Steve Austin o The Rock.

Johnston ha chiarito di non voler criticare le compagnie o il talento presente nei roster, ma ritiene che molti wrestler risultino intercambiabili perché tutto ciò che li circonda suona e appare troppo simile.

“Sentivo una grande responsabilitĂ , come se una parte della carriera e del successo di questi ragazzi fosse nelle mie mani. La musica oggi in WWE e in AEW, e mi dispiace se può sembrare cattivo dirlo, è tutta davvero omogenea e mediocre e non ha nulla a che vedere con i personaggi. Non credo che nei roster non ci siano potenziali grandi stelle. Prima che Steve Austin diventasse Steve Austin era The Ringmaster e ci sono tante storie come quella. Queste persone hanno bisogno della giusta storyline, del giusto abbigliamento e soprattutto della musica giusta per essere valorizzate.”

Il ruolo fondamentale della musica nel wrestling

Johnston ha poi spiegato quale dovrebbe essere il vero scopo di una theme song nel wrestling. Secondo lui, una grande musica d’ingresso non deve essere soltanto memorabile, ma deve permettere ai fan di riconoscere immediatamente il wrestler ancora prima del suo ingresso.

“Una delle cose che ho sempre voluto era che, se qualcuno fosse stato in cucina a prendere una birra e avesse sentito il primo secondo della musica, avrebbe saputo subito chi stava per entrare. Non c’era bisogno di aspettare che il wrestler comparisse sul palco. La musica dovrebbe dirti chi è quella persona. Questo è il compito della musica. La musica è uno dei mezzi piĂą potenti per comunicare emozioni. Dovrebbe rafforzare il personaggio. Dovrebbe farti percepire chi è quella persona prima ancora che appaia. Se la musica non fa questo, allora ha fallito il suo scopo.”

Successivamente Johnston ha aggiunto che le theme song moderne sono diventate così generiche da non permettere più ai fan di riconoscere i wrestler ascoltando soltanto pochi secondi della loro musica, a differenza di quanto accadeva durante il periodo in cui lavorava lui.

“Per me ormai sembra soltanto rumore e tutte le theme song suonano generiche. Una volta potevi essere in cucina a preparare la cena con la televisione accesa in un’altra stanza e capire subito chi stava entrando. Si poteva quasi seguire lo show da un’altra stanza. Oggi non è piĂą così. Per qualche motivo chi prende le decisioni ha dimenticato quanto sia potente la musica nella creazione delle stelle. E credo che sia proprio questo il motivo per cui nĂ© WWE nĂ© AEW stanno creando grandi star. Non ci sono nuovi Steve Austin. Non ci sono nuovi The Rock. Ed è perchĂ© tutti si trovano nello stesso livello di genericitĂ .”

Il paragone con Vince McMahon

Quando l’intervistatore ha suggerito che le compagnie potrebbero essersi adagiate su formule che continuano comunque a generare profitti, Johnston ha ammesso che questa potrebbe essere una parte del problema. Ha poi elogiato Vince McMahon per aver sempre cercato di innovare il prodotto, anche quando lui non era d’accordo con tutte le scelte creative.

“Devo riconoscere questo merito a Vince perchĂ© cercava sempre di spingersi oltre. Almeno era una persona che abbracciava il progresso e il cambiamento, chiedendosi sempre come rendere il prodotto migliore rispetto al giorno prima. Era una mentalitĂ  che condividevamo perchĂ© anch’io volevo sempre sperimentare e rendere la musica migliore.”

In conclusione, Johnston non ritiene che il wrestling moderno soffra di una mancanza di talento, ma di un problema nella presentazione dei personaggi. Secondo lui, il prossimo Steve Austin o il prossimo The Rock potrebbe giĂ  far parte dei roster di WWE o AEW, ma senza musiche distintive e identitĂ  piĂą forti sarĂ  molto piĂą difficile trasformarlo in una vera megastar.

Il prossimo grande show della WWE sarà SummerSlam. Il Premium Live Event si terrĂ  in due notti, la prima tra sabato 1 e domenica 2 agosto, la seconda in quella tra domenica 2 e lunedì 3 agosto nella cittĂ  di Minneapolis all’interno del bellissimo U.S. Bank Stadium. Tuttowrestling seguirĂ  lo show con i risultati e le notizie piĂą importanti in tempo reale.

Scritto da Niccolò Trevisani
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