Ombre sui contratti firmati dalle Superstar della WWE

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L’ultima ondata di licenziamenti WWE dopo WrestleMania 42 sta sollevando interrogativi importanti, non solo per i nomi coinvolti ma soprattutto per la scarsa tutela dei talenti, anche quando sembrano legati da contratti a lungo termine.


La compagnia ha rilasciato numerosi performer tra main roster, NXT e developmental, tra cui Kofi Kingston, Xavier Woods, Aleister Black, Zelina Vega, Kairi Sane, Santos Escobar, Zoey Stark e i Motor City Machine Guns. Un elenco che dimostra chiaramente come anzianità, slancio o popolarità non offrano alcuna garanzia.

Come funzionano davvero i contratti WWE

Durante una discussione a Wrestling Observer Radio, Dave Meltzer ha spiegato come funzionano realmente i contratti WWE dietro le quinte, rivelando una realtà ben diversa da quella percepita dai wrestler. Il punto centrale riguarda la distanza tra ciò che i talenti pensano di firmare e le reali tutele offerte.

“Pensi di avere un contratto di cinque anni… e poi dopo un anno ti licenziano… è brutto. Ma è anche qualcosa che devi sapere quando firmi quel contratto, che possono farlo a meno che tu non firmi un contratto senza tagli.”

La clausola “no-cut” quasi inesistente

La cosiddetta clausola no cut rappresenta l’unica vera protezione, ma è quasi inesistente. Meltzer ha sottolineato come anche tra i nomi di punta questa sicurezza sia estremamente rara.

“E credo che ci siano forse uno o due wrestler con contratti senza tagli in WWE, ma sono davvero pochissimi.”

La situazione diventa ancora più critica considerando che persino grandi star hanno provato a negoziare questa clausola senza successo, nonostante rassicurazioni ricevute dietro le quinte.

“Conosco top wrestler che hanno provato a ottenere contratti senza tagli e gli è stato detto di no… e gli è stato anche detto ‘non ti licenzieremo mai’… ma comunque non hanno voluto metterlo per iscritto.”

Promesse verbali senza valore

Ed è proprio qui che emerge il problema principale. Le promesse verbali non hanno alcun valore se non sono inserite nel contratto, e questi ultimi licenziamenti hanno reso questa realtà impossibile da ignorare. Dai veterani di lunga data ai talenti emergenti, tutti sono vulnerabili sotto lo stesso sistema.

Se la compagnia decide di intervenire, il contratto non rappresenta un ostacolo reale. Non si tratta di una questione nuova, ma l’ampiezza di questi rilasci l’ha riportata con forza al centro dell’attenzione.

Sulla carta i contratti WWE possono sembrare solidi, ma nella pratica non offrono la sicurezza lavorativa che molti immaginano. Con così tanti nomi fuori in poco tempo, il messaggio è chiaro: senza quella rara clausola scritta, nulla è garantito.

Scritto da Niccolò Trevisani
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