Morte PAC, il wrestling torna sui media solo per una tragedia
La scomparsa di PAC ha portato il wrestling sulle principali testate italiane. Una copertura importante che, però, ha riacceso una vecchia discussione tra gli appassionati.
La morte di PAC, all’anagrafe Benjamin Satterley, ha avuto un’eco enorme anche in Italia. Il wrestler britannico, conosciuto durante la sua esperienza in WWE con il nome di Neville, è morto a soli 40 anni e la notizia ha rapidamente superato i confini dei portali specializzati dedicati al wrestling.
Nella giornata di lunedì 28 settembre, alcune delle più importanti testate italiane hanno raccontato la scomparsa dell’ex stella della WWE e della AEW. Tra queste figurano RaiNews, Corriere della Sera, Sky TG24, Gazzetta dello Sport e Fanpage, che hanno dedicato spazio alla carriera di PAC e alle circostanze della sua improvvisa morte.
Il wrestling torna sui grandi media italiani, ma scoppia la polemica
Una visibilità certamente significativa per il wrestling, disciplina che nel nostro Paese viene normalmente raccontata soprattutto dai portali specializzati. Proprio questa improvvisa attenzione, però, ha riacceso una discussione molto sentita all’interno della community italiana.
Tra gli appassionati è tornata infatti una critica ricorrente: perché il wrestling riesce a conquistare spazio sui grandi media generalisti soprattutto quando accade qualcosa di tragico?
La morte di PAC ha naturalmente rappresentato una notizia di grande rilevanza internazionale e la scelta delle principali testate di raccontarla appare comprensibile. Il malcontento di una parte dei fan nasce però dal confronto con quanto accade durante il resto dell’anno, quando i grandi eventi, i successi, gli show internazionali e le storie positive legate al wrestling trovano molto più raramente lo stesso spazio.
È questo il punto maggiormente sottolineato nelle discussioni degli appassionati: non una critica alla copertura dedicata alla scomparsa di PAC, quanto piuttosto alla scarsissima attenzione riservata normalmente alla disciplina.
Dai grandi eventi ai successi internazionali: il wrestling resta spesso fuori dall’informazione generalista
Negli ultimi anni il wrestling mondiale ha vissuto profondi cambiamenti, con WWE e AEW protagoniste di grandi eventi internazionali e con un seguito che continua a essere importante anche in Italia. Tuttavia, al di fuori dei siti specializzati, non è frequente vedere queste notizie ottenere una copertura paragonabile a quella registrata dopo la morte di PAC.
Ed è proprio questo contrasto ad aver alimentato la riflessione dei fan italiani. Quando si verifica un lutto, un incidente o un episodio particolarmente negativo, il wrestling torna improvvisamente sulle pagine dei principali quotidiani e portali. Quando invece la disciplina offre grandi spettacoli, record o momenti positivi, l’attenzione generalista appare decisamente inferiore.
Non si tratta di un fenomeno completamente nuovo. Il rapporto tra wrestling e informazione italiana è stato spesso complicato, soprattutto quando la disciplina ha dovuto affrontare vicende drammatiche che hanno ottenuto grande risalto anche al di fuori della propria community.
La morte di PAC riapre un dibattito che va oltre il lutto
La scomparsa di PAC resta prima di tutto una tragedia che ha sconvolto colleghi e appassionati di tutto il mondo. Benjamin Satterley era considerato uno dei wrestler britannici più talentuosi della sua generazione e aveva costruito una carriera internazionale tra circuito indipendente, WWE e AEW.
La grande attenzione ricevuta dalla notizia in Italia, tuttavia, ha inevitabilmente riaperto una questione che accompagna da tempo il wrestling nel nostro Paese: per molti appassionati sarebbe importante vedere la disciplina raccontata dai grandi media non soltanto quando arriva una notizia drammatica.
Una richiesta, in sostanza, di maggiore continuità e di un racconto capace di mostrare il wrestling anche per ciò che accade sul ring, per i suoi grandi eventi e per il seguito che continua ad avere nel nostro Paese, senza aspettare necessariamente una tragedia per riportarlo al centro dell’attenzione.

