La AEW e Cody Rhodes accusati di mobbing

LA AEW ed in particolare Cody Rhodes sono stati accusati di mobbing da un ex dipendente della compagnia, che secondo il suo racconto sarebbe stato costretto a licenziarsi dopo una serie di provvedimenti persecutori contro di lui.

A lanciare queste accuse è stato Louie Benson, un ex video producer della AEW. La sua esperienza nelle Federazione è durata più di un anno.

La storia

Louie Benson lavorava per la Comeback Studio, una ditta esterna che ha lavorato nel corso della produzione dello show “All Inn”. Proprio il buon lavoro svolto dalla compagnia avrebbe convinto la AEW ad assumere in blocco l’intero team. Durante questo periodo nascono i “contatti” tra Benson e Cody. Un rapporto caratterizzato dal troppo entusiasmo dal primo verso il secondo, al punto da costituire un fastidio per Cody, che di fatto chiede di non avere più nulla a che fare con lui. Difficile ovviamente capire i dettagli di questo eccesso, considerato che ovviamente la fonte di tutta la storia è Benson, dunque una fonte estremamente parziale. Di sicuro questo genererà un forte attrito tra i due, tanto che quando Benson annuncia via social l’assunzione de parte della AEW, Cody avrebbe preteso e ottenuto di far cancellare il post, per evitare che la compagnia potesse essere associata al suo nome.

L’accusa di mobbing

Qui inizierebbero i comportamenti della AEW per costringerlo a licenziarsi. Oltre alla minaccia di licenziamento qualora avesse rivelato i legami con la compagnia, Benson racconta anche di una serie di minacce prima, e di veri e propri soprusi poi.

In particolare, dapprima gli sarebbe stato chiesto di lavorare per 60 ore alla settimana (che in una settimana lavorativa ordinaria di cinque giorni fanno ben 12 ore al giorno) per mantenere il suo posto di lavoro. Poi l’obbligo, sempre pena il licenziamento, di seguire una serie di corsi di formazione, a volte anche al di là dell’orario di lavoro. Una lunga serie di pressioni, che avrebbero alla fine spinto a Benson a licenziarsi, a suo dire il vero obiettivo di tutta questa attività. Addirittura alcune minacce, tra le quali quella di non poter lavorare mai più nel mondo del wrestling, gli sarebbero arrivate anche immediatamente dopo il licenziamento.

Com’è facile intuire, si tratta di una polemica piuttosto pesante che se dovesse trovare dei riscontri provocherebbe un enorme danno di immagine sia alla AEW che a Cody. Come tutte le vicende che partono da un rapporto di lavoro conflittuale, tuttavia, è necessario un approccio estremamente cauto nell’esternare un giudizio. In passato, infatti, abbiamo assistito anche a scandali importanti nel mondo del wrestling anche con colpevoli tentativi di insabbiamento, ma anche ad accuse gratuite lanciate per vendetta che si sono rivelate del tutto prive di fondamento. Vedremo, dunque, l’evolversi della vicenda e vi aggiorneremo qualora dovessero emergere ulteriori notizie.

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Redazione Tuttowrestling
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