Kevin Nash sulla WWE: “Contratti sbilanciati per i wrestler”

Kevin Nash

Kevin Nash è tornato ad attaccare pubblicamente TKO e l’attuale strategia contrattuale della WWE. Questa volta, l’ex leggenda della compagnia ha puntato il dito contro alcune clausole che, secondo quanto riportato, limiterebbero pesantemente la libertà dei wrestler dopo l’uscita dalla federazione.


Durante l’edizione del 18 maggio 2026 di Kliq This, Nash si è scagliato contro clausole che potrebbero impedire ai talenti di negoziare con altre compagnie di wrestling per un periodo fino a nove mesi, lasciando inoltre alla WWE la possibilità di pareggiare eventuali offerte esterne. Il membro della WWE Hall of Fame ha definito questi contratti estremamente sbilanciati a favore della compagnia.

Contratti sotto accusa: “Sono totalmente a senso unico”

“La loro risposta è fondamentalmente: ‘Abbiamo motivi per licenziarti, qualsiasi motivo o anche nessun motivo’. Quando firmi un contratto del genere, praticamente stai accettando il contratto più a senso unico d’America.”

Nash ha poi spostato l’attenzione sulla presunta clausola dei nove mesi, sostenendo che la situazione diventi ancora più problematica se la WWE decide di indebolire deliberatamente il valore di un wrestler prima della separazione.

“E adesso, oltre a questo, non puoi nemmeno negoziare per nove mesi con nessun’altra realtà del wrestling professionistico.”

Secondo Nash, il valore di mercato di un atleta può crollare drasticamente dopo mesi di sconfitte televisive prima dell’addio alla compagnia.

“Ti rendi conto di quanto vali dopo aver perso contro ogni persona nello spogliatoio e magari anche contro sei o sette donne del roster, per poi decidere di andare via?”

Valore di mercato ridotto e meno potere nelle trattative

Per Kevin Nash, un booking di questo tipo può ridurre enormemente il potere contrattuale dei wrestler quando si siedono al tavolo con compagnie rivali come AEW. L’ex campione ha ammesso di aver riflettuto a lungo sull’argomento prima della registrazione del podcast, pur sapendo che oggi la situazione non riguarda direttamente lui.

“Il tuo valore a quel punto è il 25% di quello che era prima. Così per la WWE diventa facilissimo pareggiare qualsiasi offerta. Ci ho pensato e ripensato sapendo che avremmo fatto lo show stasera, poi mi sono detto che non mi riguarda più e che non vale la pena agitarsi. Non è la mia battaglia.”

Nonostante questo, Nash ha spiegato di comprendere perfettamente la pressione vissuta dagli attuali wrestler sotto l’attuale sistema WWE.

“Ho vissuto seguendo le stesse regole con cui questi ragazzi stanno vivendo oggi. Devi solo sperare di essere uno dei top guy e che si prendano cura di te.”

TKO nel mirino dopo le ristrutturazioni contrattuali

Le nuove dichiarazioni arrivano appena una settimana dopo un’altra dura critica di Nash contro TKO, nata in seguito ai report riguardanti importanti ristrutturazioni contrattuali e riduzioni economiche per diversi talenti WWE. In quell’occasione, Nash aveva accusato i dirigenti di proteggere i bonus aziendali chiedendo però ai wrestler di accettare pesanti tagli economici nel nuovo modello gestionale della compagnia.

La polemica è cresciuta ulteriormente dopo le indiscrezioni riportate da Bryan Alvarez, secondo cui la WWE starebbe proponendo ristrutturazioni capaci di ridurre alcuni contratti fino al 50%, giustificando il tutto con calendari meno pesanti e un numero inferiore di live event rispetto al passato.

Kevin Nash sta quindi criticando apertamente alcune presunte clausole dei contratti WWE che impedirebbero ai wrestler di trattare con altre compagnie per nove mesi, sostenendo che il sistema diventi ancora più ingiusto quando un talento viene depotenziato televisivamente prima dell’uscita dalla federazione.

Scritto da Niccolò Trevisani
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