Janel Grant torna all’attacco: nuove pesanti accuse sulla gestione dell’indagine WWE

Vince McMahon Janel Grant
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Janel Grant torna ad accusare la WWE: nuove dichiarazioni sull’indagine interna del 2022


Janel Grant è tornata a parlare dell’indagine interna condotta dalla WWE nel 2022 su Vince McMahon, sostenendo che durante quella procedura sarebbe stato utilizzato materiale esplicito che la riguardava senza che lei ne fosse informata e senza il suo consenso.

Le nuove dichiarazioni sono arrivate attraverso un aggiornamento pubblicato su Instagram, dopo aver esaminato documenti pubblici relativi a una causa promossa dagli azionisti della compagnia.

Secondo Grant, inizialmente era convinta di dover prendere parte all’indagine annunciata pubblicamente dalla WWE, ma questo non sarebbe mai accaduto.

La donna afferma inoltre di aver sostenuto spese molto elevate per prepararsi a un’indagine che si sarebbe poi conclusa senza che venisse mai ascoltata.

“Nel 2022, credevo in buona fede di partecipare a un’indagine annunciata pubblicamente da un’azienda. Ho speso somme a sei cifre tra anticipi legali e cure mediche. Ho formato un team legale. Abbiamo passato mesi a prepararci per un’indagine che si è chiusa senza parlarmi.”

Le accuse di Janel Grant sulla gestione delle prove

Successivamente, Janel Grant sostiene di aver scoperto, attraverso i documenti pubblici della causa degli azionisti, che materiale esplicito che la riguardava sarebbe stato consegnato al comitato speciale della WWE nell’ambito della stessa indagine.

“Ho scoperto alcune cose sul mio passato che prima non conoscevo leggendo i documenti pubblici di una causa degli azionisti.”

Secondo quanto dichiarato da Grant, non si sarebbe trattato soltanto di documentazione legale. La donna afferma che tra le prove vi sarebbero state fotografie esplicite e conversazioni che la ritraevano in situazioni vulnerabili o compromettenti, utilizzate senza che le fosse richiesto alcun consenso.

“Senza che io lo sapessi e senza il mio consenso, prove esplicitamente grafiche sono state prodotte a un comitato speciale come parte di questa indagine. Queste foto e questi scambi, descritti al plurale, mi raffigurano in qualche modo vulnerabile e/o compromettente.”

Il materiale sarebbe stato mostrato ai vertici della WWE

Nel suo aggiornamento, Grant ha inoltre riportato il modo in cui quel materiale sarebbe stato descritto all’interno dei documenti consultati.

“La natura di queste prove? I descrittori nei documenti includono ‘sessuale’, ‘linguaggio e foto molto espliciti’, ‘qualcosa che somiglia più ad abuso sessuale’, ‘traffico’, ‘nefasto’ e…”

Sempre secondo Grant, quel materiale non sarebbe rimasto confinato agli atti dell’indagine. La donna sostiene infatti che sarebbe stato visionato, riassunto e successivamente illustrato a membri del consiglio di amministrazione della WWE, comprese figure dell’alta dirigenza e persone che sarebbero poi entrate a far parte del board.

“Senza che io lo sapessi e senza il mio consenso, queste prove sono state prodotte, visionate, condensate in riassunti grafici e lette agli allora membri del consiglio di amministrazione, inclusi alcuni in posizioni di alta dirigenza, e a futuri membri del consiglio.”

“Nessuno me lo ha detto”

Janel Grant ha spiegato di essere venuta a conoscenza di questi elementi soltanto recentemente, aggiungendo che né lei né il suo team legale sarebbero stati informati durante lo svolgimento dell’indagine interna della WWE.

“Non sapevo nulla di tutto questo fino ad ora.”

“Nessuno me lo ha detto. Nessuno lo ha detto ai miei avvocati.”

La causa avviata da Janel Grant contro Vince McMahon e la WWE comprende accuse di violenza sessuale, traffico sessuale e abusi. McMahon ha respinto tutte le accuse.

Con queste nuove dichiarazioni, Grant contesta apertamente il modo in cui sarebbe stato gestito il materiale che la riguardava durante l’indagine interna della WWE, chiedendo chiarimenti su chi abbia avuto accesso a tali prove, chi ne abbia preso visione e dove possano trovarsi eventuali copie o riassunti.

Scritto da Marco M.
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